Comunicato stampa ZERO PRIVILEGI

Partenza col botto per “Zero Privilegi” la proposta di legge di iniziativa popolare del MoVimento 5 Stelle Toscana, lo scorso fine settimana sono state infatti raccolte oltre 1/3 delle 5000 firme necessarie per poter sottoporre al Consiglio Regionale la proposta, circa 100 solo a Follonica.

L’iniziativa, che prevede un taglio all’indennità di carica da 7300 € lordi a 3000 netti ed il passaggio di tutti i rimborsi a piè di lista, riscontra quindi un ampio favore di pubblico di tutte le età e di appartenenza politica.

La proposta, qualora fosse convertita in legge dal parlamento regionale, avrebbe la funzione principale di ridare credibilità alla politica i cui stipendi e privilegi risultano completamente slegati dal paese reale, c’è comunque anche un cospicuo vantaggio in termini materiali che gli stessi uffici della Regione hanno stimato in 4,5 milioni all’anno.

La raccolta firme continua per tutto il mese di maggio; il prossimo appuntamento è per Domenica 13 in Piazza a Mare, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. E’ inoltre possibile firmare presso l’ufficio URP del Comune di Follonica.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini di Follonica che hanno firmato la nostra proposta e informiamo che, per chi fosse interessato a tenersi aggiornato sull’evolversi della campagna, è stato creato il sito “Zero Privilegi Toscana” (http://www.zeroprivilegitoscana.it/)

Zeroprivilegi

Il Movimento Follonica 5 Stelle ha aderito all’iniziativa regionale sulla proposta di legge popolare “Zero Privilegi” in merito ai privilegi dei Consiglieri Regionali:

A) Riduzione Indennità di Carica

Attualmente lo stipendio mensile lordo ammonta a €. 7.334,13 (ridotto del 10% in base legge stato). Con la Zero Privilegi si passerebbe a uno stipendio di € 5.700,00 lordi, cioè € 3.059,41 netti

B) Abrogazione dell’Indennità di Fine Mandato

Attualmente ammonta a € 8.149,04 per 5 anni.

C ) Abrogazione del Trattamento di missione nel territorio regionale

Attualmente ammonta a una spesa complessiva di €. 789.000 annuali, caratterizzate da un forfait mensile del 15% e del 10% sull’indennità di carica calcolata su €.8.149,04

D) Riduzione dell’Indennità di funzione

Attualmente comporta una spesa complessiva di € 746.874,00 per anno. Con Zero Privilegi verrebbe ridotta a € 17.100,00 annuali.

E) Abrogazione Diaria Mensile

Attualmente ammonta a € 730.080,00 annuali, caratterizzata da forfait mensile per presenza al Consiglio di € 52,00 (gettone di presenza). Con Zero Privilegi si richiede l’abrogazione della diaria.

F) Abrogazione del Rimborso spese trasporto, tragitto Casa-Consiglio e ritorno

Attualmente ammonta complessivamente a € 681.840,00 annuali. Con Zero Privilegi si richiede l’abrogazione del rimborso.

Complessivamente, con l’approvazione della “Zero Privilegi” e senza considerare l’effetto dell’abrogazione del vitalizio, la Regione Toscana avrebbe un risparmio totale annuo di €. 4.541.000,00

Puoi leggere gli articoli dettagliati della proposta

su: http://files.meetup.com/1518096/ZeroPrivilegiToscana.pdf

Puoi sottoscrivere la Zero Privilegi:

  • Follonica, 28 Aprile 2012 – Dalle ore 10:00 alle 12:00 circa – Piazza a mare
  • Follonica, 28 Aprile 2012 – Dalle ore 16:00 alle 18:00 circa – Piazza a mare


I cronisti del Tirreno e “i muri di Follonica”

Il giorno 20 dicembre è apparso sul Tirreno un articolo in cui si accusa di poco coraggio e di anonimato gli autori di un manifesto in cui si chiedono le dimissioni del presidente della Provincia Leonardo Marras.
Desideriamo chiarire ai lettori che l’ articolo in questione non è mai stato anonimo, ma porta la firma del Movimento 5 Stelle di Follonica e che il manifesto in questione non è apparso “sui muri di Follonica”, ma è  esposto nella bacheca del Movimento nella centralissima piazza del mercato.
Noi il coraggio di mettere in evidenza le incongruenze fra ciò che viene promesso e ciò che viene mantenuto ce lo abbiamo.
Sarebbe bello se questo coraggio ce lo avesse anche chi per mestiere dovrebbe fare informazione, invece di fare il portavoce del potente di turno.

Promesse di Mar…ras

E ora signori miei il CDR è finito ed è venuto il momento di fare sul serio! Basta chiacchiere, basta sofismi, basta posizioni ambigue! Siamo stufi di sentirci promettere mari e monti prima del voto per poi vedervi ritrattare tutto, una volta seduti sulla poltrona agognata!
Qui a Follonica e nella piana di Scarlino la situazione è grave e urgente: da una parte i cittadini che temono per la loro salute, dall’altra le famiglie di coloro che lavorano nell’inceneritore  da cui dipende la loro vita.
Dall’altra ancora voi politici, voi sindacati, che vi servite del ricatto occupazionale per nascondere la vostra incapacità ad amministrare la cosa pubblica rispettando le promesse fatte. Tutelare il posto di lavoro significa anche e soprattutto tutelare la salute di chi lavora! Le morti bianche, il mancato rispetto delle norme di sicurezza nei posti di lavoro, la vicenda amianto non vi hanno insegnato niente?
Qui c’è poco da tergiversare, c’è poco da parlare, ci sono famiglie che aspettano, che hanno bisogno di essere tranquillizzate. Vi dovete impegnare a mantener fede a questa promessa:

Il ciclo dei rifiuti deve restare sotto il controllo pubblico superando lo smaltimento in discarica e l’incenerimento. L’impianto pubblico in via di realizzazione alle Strillaie è un impianto moderno e flessibile che, con una variante può essere efficacemente e, senza costi aggiuntivi, indirizzato verso le nuove tecnologie (es: Vedelago ed altre) avviando a riciclo i rifiuti selezionati. I rifiuti vengono così trasformati in una risorsa senza compromettere la salute dei cittadini e l’ambiente.” (Leonardo Marras. 22-05-2009)

L’ INCENERITORE DI SCARLINO E’ SPENTO !!

Il TAR ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Follonica e dal Comitato del no all’ inceneritore di Scarlino e revocato le autorizzazioni che in precedenza erano state concesse dalla provincia.

A questo punto PD e  STA s.p.a.*  cosa escogiteranno per farlo ripartire?
Per il momento il presidente della provincia Marras ha dichiarato “su questa vicenda ci metto la faccia. Due ordinanze per continuità del Tas e smaltimento del Cdr oramai stoccato. Non sono in discussione area industriale e piano dei rifiuti. A breve ricorso al Consiglio di Stato e richiesta di sospensiva” lui che, prima delle elezioni amministrative 2009, si era dichiarato contro l’inceneritore di Scarlino!
Dal canto suo il presidente della regione Toscana Rossi, senza vergognarsi affatto, dichiara di voler ‘ mettere a disposizione l’Avvocatura della Regione per velocizzare le pratiche necessarie a mettere in moto i ricorsi al Consiglio di Stato e magari rivedere le procedure di Via e Aia ‘, che significa spendere soldi pubblici per difendere interessi privati !
La partita non è ancora conclusa, ma per adesso stanno vincendo i cittadini.

STA s.p.a. è una holding di imprese cooperative toscane ed emiliane (Unieco, La Castelnovese, Cooplat) e della Banca Monte dei Paschi di Siena.

IN ONDA, su LA7 una puntata dedicata al Movimento

Per chi si fosse perso la puntata di ieri sera, la riproponiamo qui
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
http://www.youtube.com/watch?v=fAHszvdDD6M

Grazie Sindaco Baldi per aver sostenuto che pagare l’acqua prima di averla consumata sia giusto


Questo perché l’Acquedotto del Fiora, inviando solo due bollette all’anno, ha deciso di far cassa, chiedendoci un acconto sui futuri consumi, al fine di avere i soldi per pagare eventuali lavori e tutelarsi da possibili morosi. E’ così che si fa impresa oggi: si fa anticipare i soldi all’utente e non si rischia niente! Facile, comodo, ma profondamente ingiusto!

E’ vero che “tutti, aziende ed enti, Comune compreso, fanno i conti con i movimenti finanziari e se non c’è liquidità si può creare indebitamento”, ma è altrettanto vero che non si può sempre pescare nelle tasche dei soliti noti.


Con la velata minaccia di non avere i capitali per i lavori, e paventando l’interruzione del servizio idrico, secondo noi l’Acquedotto del Fiora ha iniziato un percorso di questo tipo.

Primo: si chiede un acconto sul consumo presunto, con lettura del contatore 2 volte l’anno;

secondo: l’ente stabilisce una quota forfettaria di consumo pro capite, stando bene attento di metterla la più alta possibile, nessuna lettura del contatore ed eliminazione dei contatori stessi;

terzo: aumento delle tariffe, naturalmente portando a giustificazione la necessità di migliorie nel servizio.

Concludendo, in pochi anni i cittadini dovranno pagare per un consumo non effettuato, per un servizio non migliorato, una cifra molto superiore a quella odierna , o a quella che pagherebbero per l’effettivo consumo di acqua.
Se a qualche cittadino questa sembra una visione pessimistica o in mala fede, vogliamo invitarlo a guardarsi intorno: a Cecina, nella Valdera, in Versilia e non ultima anche a Grosseto, dove la signora Valeria si è vista recapitare un bolletta con consumo presunto tre volte più alto di quello effettuato.(v. articolo del Tirreno del 22-09-2011 “L’acqua pagata a peso d’oro”)
A pensar male si fa peccato?

Se accadrà anche a Follonica, si ricordi il nostro Sindaco che non avrà cittadini inermi che
accetteranno passivamente questa vessazione.

Ha già dimenticato l’esito del referendum su l’acqua Bene Comune, dove il 95% degli elettori ha VOTATO A FAVORE.?

Si è dimenticata anche il nostro appello per la modifica dello Statuto Comunale in merito al servizio idrico da considerare come bene privo di rilevanza economica?

Bene se crede di governare un Regno pensando di esserne la Regina, si dia un pizzicotto: la realtà è tutta differente!

Rossi faccia tosta

Pubblichiamo l’intervista al Governatore della Toscana per metterla a confronto con l’articolo di Adinolfi. Sono due punti di vista molto diversi riguardo al  successo del Movimento 5 Stelle alle Amministrative.
Pensiamo che Mario Adinolfi sia una delle poche persone del PD che parlano chiaro (forse è per questo che non ha fatto molta carriera…) e che sono capaci di analizzare approfonditamente e valutare adeguatamente (in positivo, ma anche in negativo) nuovi fenomeni politici.
A Rossi diciamo: “basta con l’arroganza, basta con giudizi banali, superficiali e qualunquisti!
E’ lei, Rossi, governatore inceneritorista, che scherza con le cose serie: LA SALUTE DELLE PERSONE!”
Quanto al favorire Berlusconi, sentite “da che pulpito viene la predica!” MA UN PO’ DI AUTOCRITICA NO, EH?
Se il Movimento 5 Stelle fosse stato al governo come minimo LA LEGGE SUL CONFLITTO D’INTERESSI, l’avrebbe fatta di sicuro.
Finchè il PD continuerà a scaricare sugli altri la responsabilità dei propri insuccessi, non andrà da nessuna parte e continuerà a perdere voti, perchè la maggioranza dei suoi elettori è costituita da persone anziane che votano per forza d’inerzia o da giovani pigri che si lasciano guidare, senza fare troppe domande.

Ha vinto il 5 stelle

Chissà se, prima di chiedergli i voti, gli chiederanno scusa. E sì, perché al povero Beppe Grillo gliene hanno dette proprio di tutti i colori: dall’ormai celebre “sei una leggera, sei un truffaldo” di un Giuliano Ferrara vecchia maniera, alla badilata di bon ton usata come fango di Pigi Battista, dalle paginate di Repubblica a quelle dell’Espresso (testate che ora pagherebbero oro per vedere Grillo indicare il voto per Pisapia a Milano al ballottaggio). Il problema è che le scuse non servirebbero e non basterebbero.
Non servirebbero perché Grillo non controlla quei voti, che sono dei ragazzi del movimento Cinque Stelle, una realtà molto più autonoma dal comico genovese di quel che i media amano pensare. Non basterebbero perché Grillo meriterebbe non le scuse, ma un caloroso ringraziamento per aver ispirato in decine di migliaia di giovani la passione politica e la conseguente necessità di organizzarsi partiticamente, al posto del disincanto e del qualunquismo, che è sempre mancata assunzione di responsabilità. Quel ringraziamento partiti e media non riescono neanche a pensarlo.
Se ne sono assunte di responsabilità i ragazzi del Cinque Stelle: a Milano, guidati dal ventenne Mattia Calise, detengono i voti decisivi per il ballottaggio. A Bologna sono a un passo dal dieci per cento. A Torino arrivano terzi con il cinque per cento. Sono ovunque davanti al celebratissimo terzo polo reducista di Fini-Casini-Rutelli, cinque per cento in tre, sempre in prima fila sui giornali che contano, sempre presenti in sondaggi e specchietti, a differenza dei grillini (odiano questa definizione) che venivano occultati dai media, non nominati, infilati nella categoria “altri” fino a una settimana dal voto. Quando si è capito che qualcosa stava accadendo.
E non lo si capisce guardando solo ai risultati sotto gli occhi di tutti di Bologna, Torino e Milano. Bisogna andarsi a spulciare i risultati città per città: Ravenna 9,8%, Rimini 11,8%, Cesenatico 14,5%, Savona 9%, Rovigo 7,5%, Trieste 6,1%, Novara 7,8%, Arezzo 5,9%, Grosseto 5,3%, Pomezia 7,4%. L’elenco è lunghissimo: in tutto il centro-nord il Cinque Stelle è di gran lunga il terzo polo, al meridione resta ancorato ad un 2% medio che lo tiene dietro il magico trio degli ex (ex Pdl, ex Pd, ex Dc). Ma se uno pensa che il Pd per un anno ha steso tappeti rossi per un Gianfranco Fini che il suo Futuro e Libertà ce l’ha sotto il 2% (e peraltro pure diviso tra bocchiniani e ursiani), cosa bisognerebbe stendere per il movimento di Grillo, con cui le affinità programmatiche sono decisamente maggiori?
Già, i programmi. Di quelli non si è parlato per niente. Il Cinque Stelle era solo antipolitica, qualunquismo, un voto di moda destinato a transitare nel nulla. Io ho l’impressione che non sia così e basterebbe frequentare anche superficialmente la rete e leggere le proposte di quei ragazzi per capire con quanta supponenza siano stati trattati: su ambiente, trasporti, energie, infrastrutture, tecnologie, metodi partecipativi, finanziamento della politica sono anni luce avanti e per questo credibili presso l’elettorato. Sono un vero partito di programma, a costo praticamente nullo. Ed è questo che mette più paura: non usano i soldi pubblici per finanziare le proprie casse, li rifiutano e rifiutandoli fanno politica. Questo esempio dirompente irrita moltissimo i custodi degli equilibri, che siedono nei giornali e nei partiti (vero Giuseppe Cruciani?).
Il Pd si è rivolto ai ragazzi del Cinque Stelle utilizzando subito il tono paternalistico. Bersani, in modo “amichevole ma rigoroso”, li ha invitati a uscire “dall’infanzia della politica”. Insomma: “Ragazzi’, basta giocare, datemi i voti e ci penso io”. Ho paura che non sia proprio l’approccio più adatto. Quei ragazzini hanno dimostrato di sapere giocare bene al tavolo da poker della politica: giocano pulito e aggressivo, non regalano nulla, sono pronti a rischiare tutto. Sono dei duri e se la ridono della paternale: si preparano alle elezioni politiche ed è vero quel traguardo che bisogna lavorare per evitare un colossale spreco di energie e consensi.
Ma per costruire un ponte ed un dialogo bisogna prendere sul serio il lavoro fatto dal movimento: il lavoro organizzativo, programmatico, di metodo democratico che ha portato decine di migliaia di ragazzi a scegliere quel tipo di impegno politico militante e non quello nei partiti. Grillo è riuscito a suscitare in quei giovani una concretissima passione per la cosa pubblica, i partiti tradizionali no, il Partito democratico no: ci si vuole cominciare a chiedere il motivo di questa misurabile distanza?
Il Pd non ha vinto queste elezioni, anche se fa finta di: a Milano vince il vendoliano Pisapia, a Napoli il dipietrista De Magistris. Certo, Fassino e Merola, Torino e Bologna, tutto bene e scontato, Ma a Bologna in tre anni il Pd ha perso dieci punti. Guarda casa i dieci punti che ha in cassa il movimento Cinque Stelle. Si vuol fare partire un ragionamento sugli errori commessi, ora che il berlusconismo appare al tramonto e bisogna cominciare a ragionare su un equilibrio futuro per il governo del paese? L’impegno di quei ragazzi non è transitorio né modaiolo: è nato il vero terzo polo e si chiama movimento Cinque Stelle. Un movimento innovativo e strutturato, insultato come lo fu la Lega per dieci anni, prima che tutti decidessero di trasformarsi in federalisti. Tra dieci anni saranno tutti a celebrare la rete e la democrazia diretta: magari sarebbe utile portarsi da subito un po’ avanti con il lavoro.
Mario Adinolfi

Il 12 e 13 giugno vota due si contro la privatizzazione dell’acqua