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Inceneritore di Scarlino (GR): le promesse bugiarde

“Inceneritore di Scarlino (GR): le promesse bugiarde”.

Storia dell’Inceneritore di Scarlino e del valore delle promesse dei politici.

Il luogo

Follonica, città sul mare, 23.000 abitanti (100.000 d’estate), economia turistica.

Scarlino, 3000 abitanti, un porto turistico, agriturismi, aziende agricole ed un polo industriale, dove si vuol trasformare una vecchia fabbrica dismessa (Solmine) in un Inceneritore (Scarlino Energia).

L’inizio: una balla

Tutto ha inizio con una menzogna: attivazione dell’Impianto come “Centrale di produzione elettrica” a biomasse giustificata dal fatto che ciò avrebbe portato ad una riduzione dell’inquinamento locale rispetto a quello prodotto dall’arrostimento della pirite nei forni della ex-Solmine. In realtà, al momento della presentazione della relazione alla regione quei forni erano solo un ammasso di ruggine fermi da diversi anni (cioè a inquinamento zero).

Si concede, comunque, l’autorizzazione per un impianto inquinante, sito in una zona a rischio idraulico, già altamente inquinata e che doveva essere bonificata, contigua per di più ad una zona umida (Palude di Scarlino) degno di divenire parco e non discarica industriale.

Le elezioni amministrative: impegni e promesse

Dopo qualche anno l’amministrazione provinciale uscente, con uno dei suoi ultimi atti (gennaio 2009) concede la VIA (autorizzazione) all’incenerimento dei rifiuti, ma continua a chiamarlo falsamente “centrale elettrica”, dispensando così la Società dalla procedura assai più gravosa che la legge prevedeva per un inceneritore di rifiuti.

All’opposizione della popolazione della piana ed in particolare dei cittadini di Follonica, che non è il comune sede d’impianto, ma il più vicino (la città dista meno di 2 Km contro i 5 di Scarlino, comune sede d’impianto) si è aggiunta, al momento della tornata elettorale del 2009, quella di tutte le forze politiche dei due comuni e della provincia che, sotto la pressione del Comitato del No, hanno sottoscritto precisi impegni sul destino dell’Inceneritore:

secco NO all’autorizzazione a bruciare rifiuti.

Come Lista Civica Follonica 5 Stelle abbiamo più volte messo in guardia i cittadini dall’ipocrisia di tali impegni: le promesse non sarebbero state mantenute perché, aldilà della buona fede dei singoli (ma non di tutti) gli apparati dei maggiori partiti (PD-PDL), le segreterie, le lobbies trasversali avrebbero brigato a favore dell’impianto…chiunque avesse vinto. E così è stato!

Il post elezioni: un po’ di fumo negli occhi e l’ imprevisto

Il metodo usato per disattendere le promesse è stato un concentrato di ipocrisia, furberia e cattiva politica… non a caso siamo il paese di Machiavelli.

Per vendere un po’ di fumo agli elettori che l’avevano votata, la Giunta Marras (PD), non potendo sconfessare platealmente la precedente Giunta “Scheggi” (PD) che aveva concesso la VIA, ha una bella pensata: istituisce una Commissione di Inchiesta Pubblica per valutare la correttezza o meno dell’iter amministrativo – burocratico della VIA concessa.

Si confidava, evidentemente, in un parere favorevole per poi dire: tutto va bene…si tutto va bene madama la marchesa, tout va très bien.

Ma il diavolo, a volte, fa le pentole e non i coperchi e questa volta il pentolone si scoperchia svelando tutto un insieme di nefandezze, illegittimità, carenze, falsità tali e talmente gravi che la Commissione d’Inchiesta non può far altro che redigere un documento che non lascia adito a dubbi, perplessità od interpretazioni:

“La VIA non andava concessa e va ritirata in autotutela” queste le conclusioni scritte nel rapporto finale! Una vera bomba e il panico nella giunta!

Ragione e decenza avrebbero voluto che la neo-giunta-Marras a questo giudizio, si fosse adeguata emanando l’unico atto possibile: la revoca della VIA.

Apriti cielo: l’ora dei voltagabbana

Ma la politica non conosce cosa sia il buonsenso e la decenza: i politici hanno subito dato ascolto ai lai della Scarlino Energia (che arriverà ad una denuncia intimidatoria nei confronti dei componenti dell’inchiesta pubblica) a cui si aggiungono in un crescendo wagneriano quelli dei sindacati, appiattiti indecorosamente sulle posizioni aziendali dal solito ricatto occupazionale, il Cispel, i CNA e tutti quelli che vedevano sfumare i loro lauti guadagni, pagati con il rischio per salute della popolazione, ma, si sa, di qualcosa bisogna pur morire…

Contemporaneamente a supporto all’Inceneritore si sono mossi gli apparati, le lobbies politiche, gli interessi finanziari delle banche e cooperative rosse, le segreterie dei partiti che in Toscana si chiamano PD, tutte pro inceneritore (si pensi a Renzi a Firenze, ma soprattutto al neo-governatore E. Rossi con i suoi “demenziali” manifesti elettorali dove sole, vento vengono messi sullo stesso piano dei termovalorizzatori… lui li chiama così…).

Cioè, entrano in gioco i poteri forti, le alte sfere, quelli che i politici locali li tengono per le palle, quelli che hanno in mano la loro carriera, il loro futuro politico ed economico… come tante volte il Movimento 5 stelle ha denunciato.

Con queste premesse bisognava che la Giunta Marras trovasse una soluzione, un qualcosa che disinnescasse le conclusioni dell’inchiesta pubblica e qualcuno che facesse per loro il lavoro sporco.

Si è così trovato l’escamotage di un Riesame del Riesame (meraviglioso!) affidando il compitino ad un magnifico rettore di una università toscana indebitata sino la collo con una banca comproprietaria della Scarlino Energia!!

Grandi! Geniali! E’ ovvio che per il PD il conflitto di interessi vale solo per Silvio, e poco anche per lui, come storia e cronaca ci insegnano!

Una cosa vomitevole, ma che conferma che i politici, quelli in carriera, hanno tanto pelo sullo stomaco e nessuno specchio in casa da sporcare con la saliva.

Il Finale: scontato, come quello di una tragedia.

Il magnifico Rettore ha fatto il suo lavoro. Ha messo le toppe al fascicolo VIA che, da dover essere ritirata, è diventata, magicamente, da concedere…meglio di mago Merlino.

Oh sì!! Sono state aggiunte delle prescrizioni, un piano di studi e monitoraggio della salute (di lombrichi e lumache….non è uno scherzo!!) che fa ridere i polli, dimenticandosi che i controlli dovevano esserci anche prima (a questo serve la valutazione di impatto ambientale,altrimenti che cosa valuta??)  ma che non sono mai stati fatti (come dagli atti della Commissione d’Inchiesta) e che c’è voluto un grave incidente ed un morto nella vicina azienda Agrideco (500m dall’inceneritore) per portare alla luce un traffico illegale di un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi, passato sotto il naso di chi i controlli avrebbe dovuto farli, ma non li faceva.

Ci pisciano addosso e dicono che piove…e pretendono che gli si creda!

In questa rivoltante vicenda messa in atto da squallidi attori da operetta, gli unici che abbiano cercato di difendere gli interessi e la salute dei propri cittadini sono stati il Consiglio Comunale di Follonica, tutto (PD-PDL), e soprattutto il sindaco Eleonora Baldi che si è comportata come i sindaci No TAV della val di Susa, andando contro il suo stesso partito ed esprimendo parere negativo sia sulla VIA che sull’AIA all’inceneritore… ma che è stata ripetutamente isolata dal suo collega del Comune di Scarlino, il quale ritiene di aver compiuto il suo dovere di tutela della salute “ordinando” ai cittadini di chiudere le finestre!!

Lui sì, che avrebbe potuto con un parere sanitario negativo bloccare l’AIA, ma si è ben guardato dal farlo, adeguandosi ai pareri ASL ARPAT (che definire agnostici è poco) dando il suo assenso e garantendosi una sicura carriera politica.

Il Futuro : Non ci rimane che la legge

Fossimo in Svizzera o in Francia, ci sarebbero pochi problemi viste le enormità, le carenze e le illegittimità che sono emerse,a parer nostro, nella concessione della VIA e dell’AIA, ma in Italia qualche dubbio sul rispetto della legalità e sui tempi di attuazione ce l’abbiamo.

Sono stati inoltrati ricorsi, esposti e denunce da parte di comuni, comitati e semplici cittadini, verso un impianto privato, non compreso nel piano dei rifiuti dell’ATO Sud, avulso dal territorio e dai suoi interessi, contrario alla vocazione turistica e agricola del territorio, posto in un sito altamente inquinato che dovrebbe essere bonificato prima che diventi fonte di un grave disastro ambientale annunciato.

Non pensino di averla vinta lor signori…la lotta continuerà.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) noi nemmeno!

LEONARDO MARRAS E LE PROMESSE DISATTESE

Ecco le mirabolanti promesse di Leonardo Marras al Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino e agli elettori follonichesi pochi giorni prima del voto per le elezioni provinciali di giugno 2009.

I punti principali:

  • conversione dell’impianto di produzione CDR delle Strillaie indirizzandolo verso nuove tecnologie per il riciclo dei rifiuti
  • diffusione della raccolta differenziata spinta con il sistema porta a porta a tariffa premiante
  • politiche di riduzione della produzione di rifiuti alla fonte
  • sviluppo della filiera corta
  • coinvolgimento dei cittadini nelle scelte ambientali

Il presidente Marras e la sua giunta, con la recente decisione di concedere la VIA all’impianto di Scarlino contro il parere della loro stessa commissione tecnica, la quale dava parere negativo e invitava a revocarla in autotutela, hanno disatteso le speranze che molti cittadini follonichesi con il proprio voto hanno riposto in loro.

A che punto é la raccolta differenziata spinta porta a porta in provincia?

La giunta si é impegnata a convertire l’impianto delle Strillaie come promesso?

Quali sono le iniziative per promuovere le produzione locali e la riduzione degli imballaggi?

La decisione di ieri di confermare anche l’AIA certifica l’impegno portato avanti in modo chirurgico, miope e incurante delle aspettative dei cittadini.

Per concedere le autorizzazioni necessarie all’impianto è stato speso tempo e denaro pubblico,!

Per risolvere il caso inceneritore la provincia ha dimostrato un impegno sbalorditivo, intanto però i punti cardine del documento elettorale di Marras, a quasi un anno dal voto, restano fermi al palo!

CIP6: anche il comune aderisce alla nostra iniziativa

Sabato 13 marzo 2010 sono state consegnate, direttamente al presidente dell’Associazione Diritto al Futuro, Rossano Ercolini, le prime adesioni dei cittadini di Follonica, raccolte dal MoVimento Follonica 5 Stelle al Casello Idraulico di via Roma  nella giornata del 6 marzo, per chiedere il rimborso della parte CIP6 indebitamente pagata al Gestore Servizi Elettrici.
Nel segno della trasparenza, gli aderenti all’iniziativa possono prendere visione della ricevuta del pagamento cumulativo delle quote versate all’Associazione.
I nostri sforzi di propagandare l’iniziativa della richiesta di rimborso sono stati premiati anche dal risultato ottenuto in Consiglio Comunale il 10 u.s., quando la mozione che riguardava i CIP6, cioè la possibilità di aderire all’iniziativa da noi messa in atto da parte dell’ Amministrazione Comunale, è stata votata all’unanimità da tutto al consiglio comunale.
Come dice il nostro motto “è importante che passino le idee”

QUELLO DI FOLLONICA E’ IL PRIMO COMUNE  IN ITALIA CHE ADERISCE ALL’ INIZIATIVA ED AVRA’ L’EFFETTO DI APRIRE LA STRADA AD ALTRI COMUNI.

vai al video

GrillidiFollonica !! MISSIONE COMPIUTA

DAL GOVERNO ANCORA RINVII PER LE RINNOVABILI

Vi segnaliamo dal sito Terranauta.it un interessantissimo servizio di Andrea Boretti

Il Senato ha spostato ulteriormente la data di partenza per l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili negli edifici di nuova costruzione causando il disappunto e lo stupore di associazioni ecologiste e aziende del settore.

Energie rinnovabiliNella Finanziaria 2008 si introduceva a partire dal 1 Gennaio 2009 l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella costruzione di nuovi edifici.

Nella Finanziaria 2008 si introduceva a partire dal 1 Gennaio 2009 l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella costruzione di nuovi edifici. Questa è una delle numerose cose positive e sconosciute che il breve governo Prodi pur nella sua confusione era riuscito a partorire.

Poi, sappiamo come sono andate le cose, ci sono state le elezioni e il nuovo governo di centro-destra aveva spostato al 1 Gennaio 2010 l’entrata in vigore di questa legge.

Ora il 2010 è arrivato, e ancora una volta la legge viene posticipata. Nella seduta del Senato del 11 Febbraio 2010, infatti, all’interno del maxi-emendamento cosiddetto “Milleproroghe” è stata inserita una ulteriore proproga che fa slittare l’obbligo di integrazione delle rinnovabili ulteriormente avanti al 1 Gennaio 2011.

La sensazione, ma i segnali ci sono tutti, è quella che delle energie rinnovabili questo governo non ne voglia proprio sapere; si ritrova lì un emendamento che di certo non può cancellare perchè sarebbe impopolare, e allora si limita a spostarlo e rispostarlo.

La misura è sembrata colma al Comitato di Indirizzo della associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili che ieri hanno voluto scrivere al Presidente della Camera Gianfranco Fini – forse la personalità politica che finora si è dimostrata più sensibile a queste tematiche – e a tutti i deputati della Camera stessa, chiedendo che non venga ulteriormente rinviato l’obbligo di cui abbiamo appena parlato.

GovernoNella seduta del Senato del 11 Febbraio 2010 è stata inserita una ulteriore proproga che fa slittare l’obbligo di integrazione delle rinnovabili al 1 Gennaio 2011.
Il Comitato, del quale fanno parte diverse realtà, tra le quali Greepeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e il WWF, accompagnano ovviamente questa loro richiesta con motivazioni valide e condivisibili. Prorogare ulteriormente questo provvedimento vorrebbe avrebbe delle conseguenze di carattere economico politico che ricadrebbero sull’Italia sia a livello Europeo che più direttamente a livello italiano.

La proroga, infatti, significherebbe rischiare di non mantenere gli impegni presi a livello di Unione Europea stabiliti nel pacchetto Energia-Clima, per cui il 17% dei consumi finali di energia dovranno al 2020 essere coperti da fonti rinnovabili e ricadere quindi nelle sanzioni conseguenti a questo comportamento.

Ma non solo, la proroga significherebbe una nuova battuta d’arresto per un settore in grande espansione che ovviamente rappresenta il futuro e che entro il 2020 si prevede dovrebbe creare 250.000 nuovi posti di lavoro (diretti e indiretti) e un incremento del PIL superiore all’1,5%.

Chi ci legge con frequenza sa che “sostenibilità” e “PIL” sono due termini che normalmente tendiamo a criticare, ma sono anche i termini che questa politica capisce e in base alla valutazione dei quali potrebbe muoversi e prendere decisioni di buon senso.

Così qui, nel promuovere l’appello del Comitato di Indirizzo, ribadiamo le loro motivazioni che si appellano a questi due termini che noi vogliamo intendere come leva attraverso la quale far comprendere che non è solo per i problemi climatici e ambientali che affliggono il Bel Paese che questa ennesima proroga è insensata, ma anche perchè banalmente e concretamente è economicamente controproducente.

Romano Prodi

Vi proponiamo ora l’Articolo della Finanziaria 2008 del Governo Prodi che introduceva l’obbligo delle rinnovabili nelle nuove costruzioni.

Articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008
289. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis è sostituito dal seguente:

«1-bis. A decorrere dal 1 gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW”.

Gran Bretagna, nuove prove sulla pericolosità dei termovalorizzatori

Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana.

Uno studio inglese dimostra (ancora una volta) l’estrema pericolosità degli inceneritori. Nel sito della “UK Health Research” sono presenti le rilevazioni tra il 2004 e il 2008 nelle zone circostanti l’inceneritore di Kirklees nel West Yorkshire correlate alla mortalità infantile. Le zone sottovento, più esposte alle emissioni dell’inceneritore, presentano una percentuale del 9.6 per mille contro l’1,1 per mille delle zone sopravento.

Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.

fonte della notizia: http://www.beppegrillo.it/2010/02/gli_inceneritori_di_erode.html



RIMBORSO BOLLETTE: Sabato 20 Febbraio, partecipa anche tu !

RIMBORSO BOLLETTE ENEL, SI PUO’ FARE !

I Movimenti a 5 Stelle di Grosseto e Follonica uniti contro il Cip6 e l’incenerimento dei rifiuti. L’evento è organizzato per diffondere le informazioni riguardanti l’ ingiusta tassa del Cip 6, la prassi per chiederne la restituzione e sensibilizzare la cittadinanza nei confronti delle tematiche ambientali implicate nell’incenerimento.

L’evento è stato intitolato “CIP6 .. o ci fai?” e avrà luogo all’inizio del Corso Carducci  di, fronte a Calzedonia a Grosseto ed al Casello Idraulico di via Roma a Follonica, sabato 20 Febbraio 2010 dalle ore 10:30 alle ore 20:00.

Il CIP6 è una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi risalente al 1992, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e “assimilate”. In quella delibera tra le assimilate sono stati inseriti i Rifiuti.

Siamo l’unico paese europeo che incentiva con fondi statali l’energia elettrica prodotta dagli inceneritori a scapito di quelle veramente rinnovabili (come l’eolico o il fotovoltaico)

Nel 2001 la Commissione Europea (dir.europea 2001/77/CE) stabilisce che “la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile “, quindi gli inceneritori non possono essere considerati fonti rinnovabili di energia e l’Italia viene condannata per aver utilizzato impropriamente il Cip 6.

Nonostante questo lo stato italiano ha lasciato che questi contributi continuassero a impinguare le casse delle società che gestiscono gli impianti di incenerimento di rifiuti, che, pur di aumentare i loro utili, continuano a bruciare plastica, carta e legno. I nostri soldi sarebbero dovuti andare a finanziare e sviluppare le vere energie rinnovabili

, creando posti di lavoro sani, sviluppo tecnologico, benessere per tutti, senza depredare le risorse in esaurimento.

L’Associazione Diritto al Futuro nasce con lo scopo di impugnare la sentenza della Commissione Europea  e portare avanti una vertenza a livello nazionale per far restituire il 7% dell’ammontare delle bollette, ingiustamente tolto dal 2001 ad oggi.

I Movimenti di Grosseto e Follonica intendono diffondere questa iniziativa e raccogliere le adesioni a questa causa: NON INCENTIVIAMO I TUMORI, NON INCENERIAMO IL FUTURO.

Chiunque sia intenzionato a partecipare a questa iniziativa, è pregato di munirsi di

1. fotocopia del documento di identità dell’intestatario del contratto col fornitore di energia elettrica,

2. fotocopia del frontespizio di una bolletta

3. 10€ (privati), 20€ (aziende) per l’iscrizione all’Associazione Diritto Al Futuro

Difendi un tuo diritto: OGNI DIRITTO NON ESERCITATO E’ UN DIRITTO PERSO

Elettricità: con le ispezioni 91 milioni di euro da restituire in bolletta

SABATO 20 FEBBRAIO

FOLLONICA, VIA ROMA PRESSO EX CASELLO IDRAULICO

CAMPAGNA DI ADESIONE PER LE RICHIESTE DI RIMBORSO

Elettricità: con le ispezioni 91 milioni di euro da restituire in bolletta

Il bilancio delle verifiche dell’Autorità sugli incentivi Cip 6 alle fonti rinnovabili e assimilate

Milano, 02 gennaio 2008

91 milioni di euro di incentivi indebitamente percepiti da restituire nelle bollette dei consumatori. E’ questo il risultato dei controlli che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha effettuato nel biennio 2006-2007 sugli operatori attivi nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Dei 91 milioni di euro, 27 sono stati già restituiti, per gli altri sono in corso le operazioni di recupero. Le violazioni accertate sono il frutto delle quasi 100 ispezioni effettuate dall’Autorità, in collaborazione con la Cassa conguaglio per il settore elettrico (CCSE), sugli impianti che usufruiscono degli incentivi “Cip 6″ per la produzione da fonti rinnovabili, assimilate e da cogenerazione. Il programma di ispezioni proseguirà per tutto il 2008 e prevede di arrivare ad un totale di circa 150 verifiche.

Sul totale dei 91 milioni di euro, 59 circa sono relativi ad importi indebitamente percepiti da impianti “assimilati” e 32 relativi all’obbligo di acquisto dei ‘certificati verdi’, per impianti che non rispettavano le norme della cogenerazione.

Nel dettaglio, gli accertamenti finora conclusi hanno coinvolto 97 impianti, per una potenza installata complessiva di circa 6,900 MW, di cui il 54% circa costituita da produzione da fonti assimilate. Questa attività ha consentito di incassare subito, con conseguente alleggerimento del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate (componente A3 della bolletta), circa 27 milioni di euro, relativi ad incentivazioni indebitamente percepite da impianti “assimilati” nell’ambito del provvedimento Cip n. 6/92. I recuperi sono destinati a produrre effetti anche con riferimento alle produzioni dei prossimi anni, contribuendo a ridurre per il futuro il fabbisogno del conto A3.
Oltre ai recuperi amministrativi, la campagna di ispezioni ha innescato un circolo virtuoso, spingendo gli operatori a svolgere verifiche interne ed a rispettare le norme.

Il provvedimento Cip 6 e le ispezioni dell’Autorità

Il provvedimento Cip n. 6/92 continua a rappresentare il più rilevante sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili e cosiddette assimilate, sia in termini di quantità di energia ritirata dalla rete pubblica (50 TWh, di cui circa l’80% prodotta da impianti alimentati da fonti assimilate alle rinnovabili, che includono i combustibili fossili commerciali), sia in termini di oneri posti a carico del sistema pubblico. Detti oneri ammontano infatti a circa 3.600 milioni di euro all’anno e costituiscono il più rilevante dei cosiddetti oneri generali del sistema elettrico (oneri parafiscali), posti a carico dei clienti finali del servizio elettrico attraverso la componente A3 della tariffa elettrica, che incide per circa l’8% della tariffa media nazionale prima delle imposte. Il provvedimento Cip n. 6/92 esaurirà i suoi effetti solo nel 2020, con un onere complessivo previsto tra 20 e 25 miliardi di euro.

In considerazione della rilevanza economica degli oneri posti a carico del sistema elettrico dal provvedimento Cip 6, l’Autorità, sin dal 2004, ha deciso di intensificare ed estendere le verifiche ed i sopralluoghi sugli impianti di produzione incentivati, avvalendosi della Cassa conguaglio per il settore elettrico. La CCSE ha quindi costituito un Comitato di esperti che ha emanato un Regolamento per l’effettuazione delle verifiche e dei sopralluoghi ed ha proceduto alla selezione, tramite bandi, di un pool di esperti verificatori provenienti dal mondo universitario e dall’industria.

Il programma di verifiche ispettive sugli impianti di produzione incentivati, per accertare la sussistenza dei presupposti secondo i quali gli impianti hanno usufruito di incentivazioni, prevedeva un obiettivo triennale di 150 impianti da verificare, tramite sopralluogo, di cui la terza annualità (2008), recentemente approvata dal Comitato di gestione della CCSE, riguarderà 50 impianti per oltre 3.200 MW.

NOTA

Le fonti rinnovabili. Secondo il Cip 6, sono considerati impianti alimentati da fonti rinnovabili quelli utilizzano il sole, il vento, l’acqua, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici e inorganici o di biomasse;

Le fonti energetiche ‘assimilate’ sono risorse di origine fossile; il Cip 6 comprende gli impianti di cogenerazione, gli impianti che utilizzano calore di recupero, fumi di scarico e gli impianti che utilizzano gli scarti residui di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori. L’80,5% dell’energia elettrica Cip 6 è prodotta da fonti assimilate.

MENZOGNE SUGLI INCENERITORI E LA GENTE MUORE

La dott. Patrizia Gentilini, oncologa. membro dell’Associazione dei Medici per l’Ambiente denuncia in questo video il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso in associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Fra l’altro fa riferimento a un documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, che è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Toscana.

dal Blog di Beppe Grillo:

Le affermazioni dell’oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime. Fa riferimento a falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute. Per occultare le nuove fabbriche di tumori. Credo che sia opportuno che un magistrato (sicuramente almeno uno leggerà il blog) proceda di ufficio per accertare la verità. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

“Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.
Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.
Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.
Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento.
E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente.
In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.
Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa? Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici. Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare. Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.
Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale.
Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi.” Patrizia Gentilini

STOP INCENERITORI. L’ ALTERNATIVA C’E’ !

Video lezione realizzata dal giornalista Matteo Incerti sul ciclo integrato alternativo ad inceneritori e mega discariche: riduzione, raccolta porta a porta, compostaggio, trattamento meccanico biologico “a freddo”, strategia Rifiuti Zero.