LE GARE NON SONO IL PEZZO FORTE DELL’AMMINISTRAZIONE BENINI

anticorruzioneAltro ricorso al Tar Toscana presentato contro l’Amministrazione Benini e altro ricorso perso con conseguente pagamento delle spese legali a carico dei cittadini follonichesi. Questa volta, la gara oggetto del ricorso interessa il servizio di ripristino delle condizioni di sicurezza stradale e il reintegro delle matrici ambientali delle strade per un valore stimato in € 45.000 e per la durata di tre anni. Come si legge dalla sentenza, all’Amministrazione vengono imputati: la violazione di alcuni articoli del dlgs 50/2016, il mancato rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti e l‘assenza della motivazione dell’affidamento stesso.

Più volte il Movimento 5 Stelle di Follonica ha denunciato pubblicamente sia sulla stampa che in Consiglio Comunale che troppo spesso l’Amministrazione Benini ricorre allo strumento dell’affidamento diretto, che, anche se legittimo, perde di legittimità nel momento in cui non viene adeguatamente motivato.

Per questi stessi motivi abbiamo proceduto in passato a presentare segnalazioni all’ANAC e alla Corte dei Conti perché riteniamo indispensabile che la trasparenza e la massima correttezza nelle procedure delle gare e dei contratti debbano essere garantite, anche per rimuovere qualsiasi ombra di corruzione, anche potenziale.

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Sono decine le gare aggiudicate attraverso l’affidamento diretto senza darne adeguata motivazione nelle determinazioni che segnano l’iter procedurale. È accaduto sul Teatro per l’affidamento della stagione teatrale, così come per la gestione degli eventi ormai monopolizzata da un unico soggetto; in alcuni settori l’amministrazione ha fatto un’unica determinazione di impegno di spesa per alcune centinaia di migliaia di euro frazionandone successivamente gli importi sotto i € 40.000 ricorrendo quindi all’affidamento diretto e non alle procedure di gara maggiormente concorrenziali.

Più volte abbiamo anche segnalato che all’interno del Palazzo Comunale esiste una sovrapposizione di ruoli relativamente al Responsabile dell’Anticorruzione – il Segretario Generale – che, contemporaneamente, è anche Dirigente dell’Ufficio Gare e Contratti, sovrapposizione censurata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, essendo uno dei settori tradizionalmente esposti al rischio corruzione.

Il Movimento 5 Stelle invita pertanto la Giunta Benini e i consiglieri di maggioranza a vigilare di più su questo aspetto e non nascondersi dietro al fatto che non sono dei tecnici ma dei politici.

A maggior ragione dovrebbe ben vigilare anche il Segretario Generale che è preposto al controllo amministrativo degli atti, nonché Responsabile dell’Anticorruzione!

Tutti, anche i meno esperti, con un po’ di buon senso possono prevenire il verificarsi di tali situazioni le cui conseguenze ricadono sui cittadini, nonché sulle aziende e sui lavoratori che hanno il diritto di stare sul mercato con le stesse regole.




E MENO MALE CHE SONO ESPERTI

omino-mozione-300x300Ebbene sì, ci si aspetterebbe di più da rappresentanti, assessori e consiglieri comunali di forze politiche che amministrano Follonica da decenni. Ci riferiamo alle esternazioni fatte in Consiglio Comunale dall’assessore al bilancio Alberto Aloisi e dall’assessora Myriam Giorgieri, sulla stampa, relativamente al reinvestimento da una parte degli utili derivanti dall’Acquedotto del Fiora spa e dall’altra quelli versati dalla Tioxide per il ripristino della Cava di Montioni.

Nel dettaglio si tratta degli utili che l’Acquedotto del Fiora distribuisce ai vari soci pubblici e privati. La quota spettante al Comune di Follonica sarà di circa € 100.000 che l’assessore al bilancio Aloisi Alberto ne avrebbe suggerito l’utilizzo per il rifacimento del manto stradale follonichese.

Che c’azzecca l’acqua con l’asfalto?

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E come mai si suddividono degli utili nella gestione dell’acqua quando, con il referendum del 2011, gli italiani votarono quasi all’unanimità per l’acqua bene comune, pubblica, libera e non soggetta a strategie di mercato?

Per quanto riguarda invece i € 135.000 quale “ristoro” dovuto allo stoccaggio dei gessi rossi nella ex cava di quarzite di Montioni per il 2017 e in corso di erogazione da parte della Tioxide a favore del Comune di Follonica, l’assessore Myriam Giorgieri prevede di investirli per la realizzazione delle Case dell’Acqua o nel progetto acqua in caraffa nelle scuole. Progetti tra l’altro elaborati fin da inizio legislatura presumibilmente con adeguata copertura finanziata. Se non ci fossero state queste entrate quali voci di bilancio sarebbero state interessate per la loro realizzazione?

A cercare di mettere pace nelle incongruità dei rappresentanti della Giunta Benini ci prova il Movimento 5 Stelle di Follonica.

A tal proposito abbiamo depositato due mozioni con le quali si impegna Sindaco e Giunta a vincolare gli utili derivati dalla gestione dell’acqua per abbassare le tariffe idriche, per la manutenzione e  miglioramento della rete idrica, che ad oggi ha il 40% di perdite e per la manutenzione e miglioramento della rete fognaria come vorrebbe il buon senso e logica politica. Mentre per quanto riguarda gli introiti derivanti dallo stoccaggio dei gessi rossi nella Cava di Montioni quale risarcimento per una violenza usata ad un’area protetta si chiede che siano vincolati interamente a favore della stessa area, il Parco di Montioni, al fine di migliorare la sentieristica e relativa cartellonistica, potenziamento delle zone per picnic, per la manutenzione puntuale dei siti storici come le Terme della Baciocca e la Pievaccia, per il recupero dell’area dell’allume, per la rimozione sistematica dei rifiuti, e ancora prevedere la realizzazione di un centro visita e accoglienza turistica al parco, pensando anche alla realizzazione di progetti ambientali specifici relativi alla fauna e flora del parco stesso, coinvolgendo le scuole di ogni livello. Una valorizzazione programmatica che consentirebbe di creare posti di lavoro soprattutto tra i giovani.




UN ALTRO CONSIGLIO COMUNALE A 5 STELLE

5-stelleTre Mozioni ed una Interrogazione del Movimento 5 Stelle tengono banco al Consiglio Comunale del 30/11/2017 a dimostrazione di una opposizione tanto di controllo quanto il più possibile costruttiva e propositiva. Con le tre mozioni il Movimento 5 Stelle impegna Sindaco e Giunta su tre argomenti diversi, riduzione rifiuti, messa in sicurezza della SP152 e Gora delle Ferriere. Nello specifico il gruppo pentastellato propone l’introduzione della pratica del “vuoto a rendere” prevedendo forme di incentivo economico quali la riduzione della tassa sui rifiuti per gli esercenti, i produttori e distributori, che aderiranno volontariamente all’iniziativa volta alla restituzione di specifiche tipologie di imballaggi con notevole riduzione dei rifiuti. Una proposta quest’ultima in perfetta sintonia e coerenza con il percorso intrapreso da questa Amministrazione con l’adesione al Patto dei Sindaci e all’adozione del PAES (Piano di adozione delle Energie Sostenibili). L’altra Mozione “Sicurezza Stradale SP152” verte invece sul garantire la sicurezza stradale nel tratto della vecchia Aurelia che costeggia la Zona Artigianale impegnando Sindaco e Giunta ad attivarsi presso la Provincia di Grosseto in quanto ente competente alla manutenzione della sp152, al fine di ottenere il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale rendendola più visibile anche nelle ore notturne e rendere più sicuri le uscite dalla Zona Artigianale soprattutto per quelle in cui vige l’obbligo di svoltare verso sud.

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La terza Mozione riguarda la Gora delle Ferriere già precedentemente depositata e successivamente ritirata su richiesta della maggioranza. La nuova versione è stata rivista e implementata sulla base di nuove considerazioni e ulteriori dati, impegnando la Giunta Benini ad intervenire presso la Regione Toscana al fine di rivedere le concessioni riducendo di fatto gli emungimenti soprattutto da parte dell’industria, per garantire un quantitativo minimo di acqua lungo tutto il percorso della Gora necessario al mantenimento dell’ecosistema ed in fine pensare ad un riutilizzo della risorsa idrica a favore della città di Follonica anche possibilmente per uso civile.

L’interrogazione inserita all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale verte invece sull’affidamento diretto alla UISP della gestione degli impianti di calcio della città. Un’interrogazione volta a conoscere i motivi per cui si è proceduto all’affidamento dopo aver visionato una sola proposta, quella della UISP quantificata in € 40.000 per una gestione di soli quattro mesi, chiedendo inoltre se tale servizio poteva essere garantito utilizzando risorse umane interne all’Ente con notevole risparmio di denaro pubblico.

Un Consiglio Comunale quello del 30 di novembre a forte impronta pentastellata, non è il primo e non sarà di certo l’ultimo.




GORA DELLE FERRIERE: A GALLA LA VERITA’!

gora

Sulla ormai nota vicenda della mancanza di acqua nel corso della Gora, che, a nostro avviso, risulta essere tra le cause non solo della morìa dei pesci ma anche dei conseguenti problemi di igiene urbana e di danno ambientale, il Sindaco Benini e il Vice Sindaco, nonché Assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Pecorini hanno fatto affermazioni poco chiare e fuorvianti.

Occorre informare la cittadinanza dicendo come stanno veramente le cose.

Si continua ad imputare l’assenza di acqua alla grande siccità degli ultimi mesi e ai prelievi effettuati lungo il corso della Gora per le irrigazioni, ma l’unico vero emungimento che causa l’interruzione totale di afflusso di acqua che alimenta la foce del Petraia è quello presente in Località Cannavota a favore della Nuova Solmine.

Un prelievo autorizzato nel lontano 1979 con atto ministeriale che concede alla Solmine un prelievo di ben 200 litri al secondo, limite che dubitiamo venga controllato con regolarità. Sul sito del prelievo infatti appare e scompare una tavola che interrompe quasi totalmente il deflusso dell’acqua dirottandola nel bacino adiacente o che comunque viene deviata. Nell’atto risultano altre nove concessioni che captano in totale 100 litri di acqua al secondo a fronte dei 200 litri a favore dell’industria la quale gode inoltre di una concessione preferenziale.

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Tanto per rendere un’idea, se tale emungimento fosse destinato all’approvvigionamento ad uso civile, considerato che la Gora è un corso d’acqua alimentato da una sorgente naturale e appurato che, dopo le verifiche di laboratorio la qualità dell’acqua fosse idonea alla potabilizzazione, si potrebbero soddisfare le utenze di circa 85.000 persone!

Per rendersi conto ulteriormente di quanta enorme sia la quantità di acqua prelevata, basti pensare che, appena il doppio (400 litri al secondo) attualmente è la captazione di acqua dal lago di Bracciano per dissetare una parte della città di Roma e per la quale si è scatenato un finimondo mediatico. La vicenda assume caratteri di una gravità estrema se si considera che, mentre la captazione del lago di Bracciano serve per uso civile, la captazione di acqua dalla Gora serve per uso industriale.

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Follonica ha un obbiettivo preciso: arrivare ad un ridimensionamento notevole dell’emungimento a favore della Nuova Solmine con opportuna concessione in attesa che il soggetto privato si adegui tecnologicamente per l’approvvigionamento di acqua in autonomia.

Continueremo quindi a presentare richieste di accesso atti, interrogazioni e mozioni nelle sedi di competenza affinché l’acqua della Gora delle Ferriere ritorni ad essere di uso pubblico. Non è concepibile che con lo stato idrico attuale e con il ridimensionamento delle precipitazioni medie degli ultimi anni, si debba permettere lo sfruttamento di un corso di acqua sorgiva al sistema industriale, di cui ancora ufficialmente non conosciamo i dettagli e i canoni della concessione. Contestualmente però, si lascia Follonica, in pieno agosto, quattro giorni senza acqua a causa di ciclici guasti o addirittura si pensa di andar a realizzare nuovi invasi, ovviamente a spese della collettività. Siamo convinti che il Sindaco Benini non abbia fatto tutto ciò che era in suo potere, intervenendo tardivamente e non in modo incisivo.




EPPURE CI SI FACEVA IL BAGNO

petraiaSuperficiale e poco credibile sarebbe fermarsi a ragionare del fatto che il problema della foce del Petraia (tratto terminale che sfocia in mare), si possa giustificare dalla mancanza di acqua, causata dalla siccità. Su questo sembra che tutte le forze politiche siano d’accordo.  Viene pompata acqua per irrigare i campi dalla Cura in poi dove la sorgente Inferno alimenta la Gora prima del Pecora; risulta inoltre che lo sfruttamento di questa importante risorsa sia anche per usi industriali e non si capisce perché, pur essendoci delle concessioni rilasciate dagli enti preposti, gli stessi non intervengono per garantire quel minimo di acqua necessaria per mantenere la vita in un canale ricco di biodiversità. Sicuramente ci saranno delle ragioni riguardanti il processo produttivo, ma sta di fatto che la Gora resta senza acqua a causa del forte emungimento. Si tratta di acqua di sorgente, e quindi un bene di tutti che cercheremo di difendere partendo dalle verifiche delle concessioni attraverso accessi agli atti già depositati! Denunciamo a tal proposito la conseguente moria di pesci nella zona di Cannavota, e presto, se l’Amministrazione non interverrà, succederà anche nella pozza di acqua rimasta tra i due ponti nel Parco della Rimembranza! Chiediamo quindi all’Amministrazione azioni celeri per ripristinare l’apporto di acqua da monte, incrementando il flusso della Gora delle Ferriere.

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Da anni sul lato a nord della foce del Petraia esiste un divieto di balneazione che non viene fatto rispettare dagli organi preposti al controllo, e che quotidianamente viene ignorato da centinaia di turisti che fanno tranquillamente il bagno in una zona interdetta alla balneazione. Perché? Perché l’Amministrazione ha lasciato che la problematica già nota, degenerasse fino ad arrivare all’attuale situazione, ormai sfuggita di mano?

Spesso, vengono lasciate deteriorare problematiche vecchie, per poi giustificare interventi o riqualificazioni che hanno fini diversi, spostando gli obiettivi dalla semplice riqualificazione o decoro urbano.

Sicuramente la foce della Petraia ha bisogno di interventi che ristabiliscano pulizia, efficienza, decoro e soprattutto garantiscano igiene pubblica che oggi sembra abbastanza compromessa.

Pertanto siamo favorevoli alla riqualificazione della foce, all’ordine di pulizia e manutenzione costante, intervenendo in modo risolutivo sulla promiscuità delle tubazioni delle fogne.




ACQUA BENE COMUNE

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E’ di qualche giorno fa la notizia dell’inaugurazione in pompa magna della nuova sede dell’Acquedotto del Fiora e delle solite promesse di ampliamenti, potenziamenti, miglioramenti dell’acquedotto, ottimizzazione del depuratore ecc.

La notizia però che ci ha colpito di più è il ritorno all’idea del dissalatore.
Il dissalatore, voluto dall’Amministrazione Comunale e dall’Acquedotto del Fiora, potente più di quello del Giglio ( che è un isola…. ricordiamocelo), con investimenti milionari .
Ma qual’ è la ragione di un tale progetto? Forse l’inquinamento da arsenico delle falde? Cosa ormai appurata e che con il dissalatore vogliono tamponare/mascherare? Già l’arsenico nelle falde, un’altra storia di responsabilità palleggiate e nascoste o taciute.
E i finanziamenti? Sono a fondo perduto? O ripresi attraverso la “remunerazione del capitale investito”, quel famoso 7% che paghiamo in bolletta?

Ecco parliamo anche di bollette, che, in poco tempo in provincia di Grosseto, sono salite del 300% e parliamo anche del mancato rispetto del referendum “Acqua Bene Comune”.

Nel 2010 abbiamo proposto al Sindaco di Follonica la modifica dello Statuto Comunale, proposta ripetuta insieme al “Comitato Cittadino per l’Acqua Pubblica”, in cui si chiedeva l’inserimento della definizione “acqua bene comune, privo di rilevanza economica”, che avrebbe fatto uscire l’acqua dalle logiche del mercato, ma non abbiamo avuto risposta.

Ora lo abbiamo inserito nel nostro programma amministrativo insieme ad altre proposte tutte rispondenti al principio che “l’acqua è di tutti e non si vende!”
Proponiamo un quantitativo minimo di acqua gratis per tutti, una tariffa differenziata in base al consumo. Crediamo nell’utilizzo coscienzioso dell’acqua nelle abitazioni con la diversificazione fra potabile e non, promuovendo anche il recupero dell’acqua piovana in vasche di accumulo.

Noi del Movimento 5 Stelle crediamo fermamente in un consumo più consapevole, una politica delle acque volta al risparmio, al riciclo e al trattamento delle acque reflue con sistemi alternativi al cloro come la fitodepurazione.

Per approfondimenti sull’argomento nel nostro programma 2014/2019:  http://issuu.com/alessandroleoni/docs/m5s_follonica_-_programma_elettoral/17?e=4077898/7432473




Campagna referendaria per l'Acqua Pubblica: 680.000 firme!!!

La raccolta firme per la campagna referendaria “L’acqua non si vende” portata avanti dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e alla quale il MoVimento 5 Stelle collabora attivamente sia a Follonica che nel resto d’Italia procede a gonfie vele.

Toccata quota 680.000 firme e ora puntiamo a superare il milione!!!

Siamo orgogliosi come MoVimento Follonica 5 Stelle che la nostra provincia sia fra le più attive della Toscana, avendo in un mese superato l’obiettivo minimo prefissatoci di 2.700 firme di oltre il 200%.

Il dato Toscano provicia x provincia aggiornato a domenica 23 maggio 2010

PROVINCE Firme Ob Firme Raccolte al 23/05/2010 % Obiettivo
Arezzo 4.170 9.700 232,6%
Firenze 12.047 12.575 104,4%
Grosseto 2.723 6.011 220,7%
Livorno 4.211 5.920 140,6%
Lucca 4.802 3.755 78,2%
Massa Carrara (*) 2.550 2.525 99,0%
Pisa 4.961 7.103 143,2%
Pistoia 3.464 4.300 124,1%
Prato 2.940 2.990 101,7%
Siena 3.255 2.770 85,1%
Totali 45.122 57.649 127,8%

(*) Dato aggiornato al 16/05/2010

Report al 09/05/2010 in PDF Referendum Acqua Toscana al 23-05-2010

Fonte




Toscana: sole poco, pioggia tanta, ma firme per l’Acqua Pubblica a volontà

Sono trascorsi solo 15 giorni dall’avvio della Campagna Referendaria e in Italia, a domenica 9 maggio, siamo a quota 350.000 firme raccolte.

E in Toscana, con gli instancabili Attivisti del Popolo dell’Acqua Pubblica, impegnati ai gazebo, con in dotazione lapis e moduli da pioggia, siamo a quota 38.105 – pari all’ 84,4% dell’obiettivo regionale

Il dato Toscano provicia x provincia aggiornato a domenica 9 maggio 2010

PROVINCE Firme Ob Raccolte al 09/05/2010 % Obiettivo
Arezzo 4.170 6.500 155,9%
Firenze 12.047 7.170 59,5%
Grosseto 2.723 4.559 167,4%
Livorno 4.211 3.017 71,6%
Lucca 4.802 2.483 51,7%
Massa Carrara 2.550 2.300 90,2%
Pisa 4.961 4.586 92,4%
Pistoia 3.464 3.500 101,0%
Prato 2.940 2.170 73,8%
Siena 3.255 1.820 55,9%
Totali 45.122 38.105 84,4%
Punti di raccolta firme a Follonica: venerdì mattina al MERCATO SETTIMANALE, sabato mattina e domenica mattina al CENTRO COMMERCIALE COOP

Report al 09/05/2010 in PDF Report Raccolta Firme Referendum Acqua Toscana al 09-05-2010

Fonte




L'acqua non si vende

Il Movimento Follonica 5 Stelle, tra i sostenitori del Comitato Acqua Pubblica di Follonica che promuove i referendum del Forum dei Movimenti per l’Acqua per la ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici, é estremamente soddisfatto del risultato di 100.000 firme raccolte nei primi due giorni di campagna referendaria

Il risultato follonichese non è stato da di meno: circa 250  firme in un solo giorno con un solo banchetto, al cui raggiungimento hanno contribuito i propri membri, che si sono spesi nella mattinata e nel pomeriggio di domenica 25 Aprile assieme a rappresentanti di altre forze del Comitato.

Un risultato questo superiore a qualsiasi rosea prospettiva! Le persone si sono avvicinate al banchetto, consapevoli del problema acqua e desiderose di approfondire le loro informazioni sulla privatizzazione dei servizi idrici.

Forte di questo risultato il Movimento Follonica 5 Stelle continuerà a profondere il massimo impegno per questa importantissima iniziativa contribuendo a raccogliere le firme per tutto il periodo della campagna referendaria.

L’appuntamento per tutti è, per i prossimi tre mesi il venerdì al mercato, il sabato alla COOP e in piazza Sivieri, la domenica in piazza Sivieri.

Che sia chiaro: L’ACQUA NON SI VENDE!

Anche in questa occasione il Movimento rinnova l’appello al Sindaco di Follonica affinchè segua l’esempio di tanti comuni italiani che hanno dichiarato nel loro Statuto l’”ACQUA BENE COMUNE” e il servizio idrico “BENE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA”.




Follonica: raccolta firme dal 25/04/2010

Domenica 25 Aprile a Follonica, in piazza Sivieri 10-13, 16-20, parte la raccolta di firme per il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua promosso dal FORUM DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA.

I tre quesiti referendari sono nell’ordine:

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

SECONDO QUESITO : aprire la strada della ripubblicizzazione
Si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.
L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.

TERZO QUESITO : eliminare i profitti dal bene comune acqua
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.

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