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RASTRELLIERE PER TUTTI!

12 agosto 2019 at 21:13

rastrelliere

Rastrelliere per biciclette per tutti e ovunque vuole essere un invito all’assessore alla mobilità del Comune di Follonica.

Assessore, se c’è, batta un colpo o ancora meglio giri per la città e si segni i tragitti più utilizzati dalle due ruote e i punti dove si concentrano di più, ed è lì che occorre prevedere postazioni per posteggiare le bici.

Sono tantissime le zone di Follonica sprovviste di rastrelliere ma, in pieno periodo balneare, salta all’occhio la situazione nel tratto di Viale Italia tra le Tre Palme e la Gelateria Pagni. Rastrelliere assenti o scarsamente presenti con il risultato di avere decine e decine di bici legate alle alberature e ai pali dell’illuminazione pubblica oppure schierate in ordine sparso.

Non vuole essere la solita polemica spicciola ma, l’incoerenza e la scarsa sensibilità della Giunta Benini sia prima che seconda versione in materia di mobilità sostenibile e di un innovativo piano del traffico dove al centro ci dovrebbe essere l’uomo e non l’auto, è assolutamente evidente e facilmente documentabile.

Non si può strombazzare ai quattro venti lo stato di emergenza climatica e poi nelle realtà si rimanere inchiodati ad una vetusta cultura del trasporto pubblico e privato.

E’ noto e l’assessore ne è perfettamente consapevole, che la mobilità è uno dei maggiori responsabili dell’emergenza climatica pertanto risulta indispensabile mettere in campo tutte quelle azioni per incentivare l’uso delle biciclette e di qualsiasi altro mezzo di trasporto che non sia l’auto privata.

Quindi piste ciclabili sicure che facciano sistema, postazioni di rastrelliere diffuse seguendo anche le abitudini dei cittadini e non a caso, come sono messe oggi in città.

E’ un cambio di mentalità obbligatorio da intraprendere e, se fatto con azioni coordinate e di buon senso, sarà di facile diffusione e condivisione. Basta avere la volontà politica di ciò che è giusto fare indipendentemente da quello che può essere il ritorno elettorale e di consensi a cui tutti sono molto attenti e sensibili.

TORRE MOZZA A RISCHIO?

8 agosto 2019 at 12:16

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Vogliamo informare la cittadinanza che è in corso l’iter per un progetto di ripascimento e di opere di difesa a mare contro l’erosione costiera nel tratto di litorale compreso tra Baia Toscana e Torre Mozza, a cavallo delle province di Grosseto e Livorno.

Il progetto, della Regione Toscana, attraverso il Genio Civile Toscana Sud, intende preservare il tratto di costa dalla continua erosione ad opera del mare, a difesa della duna e delle attività di ricezione turistica ivi presenti.

Un progetto, però che desta preoccupazione anche alla luce del risultato del ripascimento della spiaggia a nord del Fosso Cervia adiacente al tratto di costa interessato, un deserto di sassi con un impatto visivo e ambientale importante.

Nel progetto si legge di due pennelli lunghi circa 50 metri, barriere soffolte a chiusura parziale della scogliera naturale “beachrock” ed infine un ripascimento eseguito con sabbie prelevate alla foce del Fiume Cornia (30000 metri cubi) e con materiale di cava (22000 metri cubi).
Quali effetti avranno queste scelte sull’ambiente marino, sulle correnti e quindi sul bellissimo tratto di mare compreso tra Torre Mozza e Carbonifera? In ogni caso la realizzazione della barriera soffolta in prossimità di Torre Mozza altererà il contesto naturale del luogo con effetti non prevedibili sul lungo termine sul tratto di beach rock direttamente interessato.
Il timore è infatti che tali interventi possano causare il progressivo insabbiamento della beach rock e/o incidere a lungo termine sulla trasparenza dell’acqua a causa di utilizzo di materiale di ripascimento non idoneo, proprio come accaduto alla sopracitata area a nord del Fosso Cervia. Anche in quel caso il progetto prevedeva impiego di sabbia con caratteristiche ben precise ma all’atto pratico il ripascimento è stato effettuato con frantumato di cava con effetti facilmente verificabili! 
Spesso la Regione Toscana è intervenuta a gamba tesa sul nostro territorio con risultati sbagliati, impattanti e senza un adeguato coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni locali.

Pertanto invitiamo tutti i cittadini, associazioni ambientaliste e di categoria, Comune di Piombino e Comune di Follonica a leggere attentamente gli atti del progetto che troverete sul sito sotto indicato e a presentare entro i primi di settembre osservazioni inerenti il caso in oggetto.

http://www.regione.toscana.it/

Per approfondimenti sul ripascimento dell’area a nord del Fosso Cervia:

INCOERENZA A SINISTRA

7 agosto 2019 at 15:47

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La mancanza di opposizione alla variante 9, approvata nell’ultimo consiglio comunale, da parte di Rifondazione Comunista,ci lascia ancora una volta increduli su questa forza di governo che per tanti anni, quando non al potere, si era battuta contro lo sfruttamento del suolo e gli abusi edilizi. Anche con l’ultima campagna politica PRC aveva ribadito lo slogan “consumo zero” per il territorio cittadino, dettagliando quanto sia pericoloso per l’ambiente costruire nuovi edifici. La cubatura della variante 9 è di circa 120 appartamenti e altra ancora destinata agli uffici, un impatto ecologico di grande rilevanza, devastante per la nostra zona. Ricordiamo che già nel febbraio 2019 il M5s fece notare questa deleteria incoerenza di azioni,intervenendo con un comunicato che diceva « Rifondazione Comunista non ha seguito attentamente l’operato del Benini degli ultimi cinque anni oppure la scelta di appoggiarlo si basa sulla garanzia di promesse future che puntualmente non verranno mantenute».

La pubblica amministrazione di Follonica,con Benini multimandatario,stanno facendo un doppio gioco evidente: da una parte delibera lo “stato di emergenza climatica”nel consiglio di luglio, scrivendo al punto 5 di “ impegnare l’Amministrazione comunale a fare propria l’esigenza di migliorare lo stato di salute nel nostro Pianeta” e dall’altro dà il via a una cementificazione da anni ‘70.

Il sonno della ragione genera eco-mostri!

BOATO AL POLO CHIMICO

2 agosto 2019 at 18:16

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Ieri sera 01 agosto, erano circa le 21.15, quando un forte boato proveniente dall’area industriale del Casone di Scarlino è stato avvertito in buona parte della città, creando preoccupazione tra la cittadinanza. Il forte boato, durato alcuni secondi diminuendo di intensità , è stato seguito da un suono di sirena prolungato e poi il silenzio. Cosa è accaduto? Quello che ci chiediamo e che si chiedono i cittadini è di sapere da quale impianto industriale è derivato il rumore e le cause precise dell’accaduto. Una richiesta che facciamo direttamente alla proprietà dell’impianto, all’ARPAT e ai sindaci di Scarlino e Follonica quali tutori della salute pubblica dei propri residenti e dei tanti turisti presenti in questo periodo nel nostro territorio. Tra l’altro, alcune persone hanno accusato disturbi alle vie respiratorie successivamente al verificarsi dell’evento. Una risposta che pretendiamo essere veloce e certa senza fare allarmismi, ma senza nemmeno però sminuire come sempre l’accaduto. Un episodio quello di ieri sera che  e lconferma ancora una volta la difficile convivenza di questo tipo di industria con la salute dei cittadini e la necessità di un sistema economico alternativo con una grande potenzialità come il turismo.

FOLLONICA A SINISTRA: QUANDO L’AFA LASCIA IL SEGNO

3 luglio 2019 at 11:42

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Il comunicato stampa di Follonica a Sinistra, che pretende di dare le colpe dei miasmi del quartiere Cassarello al comune di Roma amministrato dal M5S, reo di avere il 51% di quote in ACEA, che detiene quote in Ombrone SpA socio privato di Adf (acquedotto del Fiora), ha del surreale.

Nel 2004, recependo il quadro normativo introdotto dalla L.36/1994 (cd “Legge Galli), la strada legislativa intrapresa dalla Comunità Europea, a seguito della gara indetta per la scelta del Socio Privato al quale affidare il 40% del capitale sociale, ci fu l’inizio della gestione mista pubblico-privata,a fianco dei Comuni entrò in organico Ombrone SpA, l’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) composta da Acea SpA (Capogruppo Mandataria), Acque Toscane SpA, Banca Monte dei Paschi di Siena SpA, Società Italiana Per Lavori Marittimi SpA, Consorzio Maremmano Installatori Termoidraulici SCRL, Consorzio Cooperative Costruzioni, Consorzio Toscano Costruzioni Società Consortile SCRL.

La fallimentare politica dei vecchi poteri ha creato questo guazzabuglio di consorterie e favoritismi, dando sempre più forza a società private che costituiscono monoliti gestionali come le Società Multiservizi.

Acea ha come soci il comune di Roma al 51%, la Suez, Caltagirone ecc. Se pensiamo come è stata amministrata Roma fino a tre anni fa, ed il groviglio di partecipate, tutti conosciamo i risultati catastrofici, una dichiarazione del genere da parte di Follonica a Sinistra, dove si scarica la responsabilità al M5S è una bugia bella e buona.

Una situazione, quella dei miasmi che va avanti da anni e che miseramente la si vuole liquidare così, forse perché incapaci di gestire realmente le criticità del territorio.

Vogliamo augurarci che le forze in campo si impegnino seriamente per i problemi dei cittadini senza cadere nell’illusione che basti trovare i fantasmi dell’assurdo. Certo fare una opposizione demagogica è più facile che costruire un dialogo proficuo o pensare soluzioni,ma la difficoltà del governare è come la maturità personale,ad un certo punto scopri che non puoi più inventare scuse.

GRAZIE AL M5S FOLLONICA LA PIANA DI SCARLINO E L’INCENERITORE ALL’ATTENZIONE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE

13 gennaio 2019 at 21:21
m5s-al-ministeroOggi 08 gennaio 2019 una delegazione, formata dal Movimento 5 Stelle Follonica, Forum Ambientalista Toscana Roberto Barocci, Comitato del NO all’inceneritore di Scarlino Ubaldo Giardelli e Giulio Passarini, Comitato Bruna e SOS Piana di Scarlino Oliviero Bracci, che grazie all’intervento dei parlamentari pentastellati Chiara Gagnarli e Riccardo Ricciardi, è stata ricevuta dal Ministero dell’Ambiente. Finalmente c’è stata la possibilità di essere ascoltati e soprattutto di portare le istanze delle comunità di Follonica e Scarlino in merito alla preoccupante situazione ambientale della Piana di Scarlino e per la vicenda inceneritore di Scarlino. È stato acceso un faro sulla situazione dell‘inquinamento dovuto alle ceneri di pirite e ai gessi rossi, sulle mancate bonifich
e e sull’iter autorizzativo dell’inceneritore di Scarlino. È stato depositato un corposo dossier, grazie al prezioso e insostituibile lavoro svolto dalle associazioni ambientaliste, ricevendo da parte del Ministero il massimo impegno per approfondire meglio la questione nei vari aspetti i cui sviluppi verranno seguiti e sollecitati dai portavoce del Movimento 5 Stelle.

 

IPPODROMO DEI PINI: EPICO FALLIMENTO DELLA POLITICA PD

16 dicembre 2018 at 20:08

ippodromoL’Ippodromo dei Pini di Follonica è il più grande, epico e emblematico fallimento – e non il solo! – della politica del Partito Democratico Follonichese. Quando un progetto viene concepito con un intento  marcio, tra elusione e dolo, non può che, con il tempo, marcire e presentare il conto. Un conto salato per la cittadinanza ed il territorio. Tonnellate di cemento riversate al di là dell’Aurelia quando, allo stesso tempo, il Partito dichiarava che Follonica non si sarebbe mai estesa urbanisticamente al di là della vecchia Aurelia. Un progetto che ha visto processi penali con migliaia di euro di spese legali a carico della comunità, con crac economici-finanziari di piccole, medie e grandi aziende, un enorme danno economico alle casse comunali con l’azzeramento di oneri di urbanizzazione e il mancato pagamento di migliaia di euro di tributi comunali e, non ultimo, corse truccate e infiltrazione della malavita organizzata. Il tradimento forse più grande è l’aver venduto alla città l’illusione della crescita economica ed occupazionale, ma era solo una scusa per far digerire meglio l’enorme inganno creato solo a favore di speculatori immobiliari e miseramente fallita. Un progetto partorito dalla classe politica follonichese che si definisce “la più esperta”. Iniziata da Bonifazi realizzata da Saragosa, continuata da Baldi e perseverata da Benini, quattro sindaci, quattro Amministrazioni PD hanno progettato, realizzato e avallato questo gigantesco flop.

È arrivato il momento di sottrarre l’Amministrazione della città al PD, alle sue liste “civetta”, a questi soggetti che non si sono nemmeno accorti dei pericoli delle loro scelte scellerate e che ora sono evidenti a tutta la cittadinanza.

ECOCOMPATTATORE: SOLO A FOLLONICA SONO UN’ANOMALIA

11 dicembre 2018 at 22:27

ecocompattatore_piazza-saragat-300x300L’Amministrazione Benini riesce a far diventare un progetto semplice e logico, come l’istallazione di un ecocompattatore, in un affare anomalo e controverso. Gli eco-compattatori, ormai diffusi in molte città, sono uno dei tanti sistemi che le amministrazioni e i privati si sono dotati al fine di avere un’ottima raccolta differenziata recuperando di fatto una preziosa materia seconda come la plastica o l’alluminio. Li troviamo nei pressi di centri commerciali, supermercati e mercati poiché associati all’erogazione, al momento del conferimento di bottiglie ed altro, di buoni sconto da poter utilizzare nelle attività commerciali convenzionate. Se da una parte il Movimento 5 Stelle accoglie favorevolmente l’arrivo di un eco-compattatore nella nostra città altrettanto evidenzia la scelta sbagliata, da parte dell’Amministrazione e dell’Assessorato all’Ambiente, di aver individuato il Parco Centrale come luogo di installazione dell’eco-compattatore. Scelta che potrebbe inficiare la validità e l’utilità del progetto, poiché è un luogo lontano dalle attività commerciali, dal centro cittadino e scarsamente frequentato eccetto che il venerdì, giorno del mercato settimanale. Un luogo dove i cittadini dovranno recarsi appositamente per conferire le proprie bottiglie di plastica, quindi elemento disincentivante. Ennesima occasione persa da parte della Giunta Benini in materia di rifiuti.

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SCARLINO ENERGIA CONTINUA A TRAVISARE

13 novembre 2018 at 17:56

inceneritoreNel giro di pochi giorni la proprietà dell’inceneritore di Scarlino torna a ripetere che il solito ferro vecchio abbia avuto il benestare anche del Governo oltre che della Regione. È chiaro l’intento di Scarlino Energia di infiltrare dissidi all’interno di coloro che si oppongono alla riapertura dell’impianto e di divulgare notizie infondate senza alcun riscontro documentato in merito all’avallo governativo sulla riapertura dell’ impianto.
Solo con il M5S al Governo del paese si può sperare di avere una corretta politica di gestione dei rifiuti che vada nella direzione della riduzione degli stessi, della raccolta differenziata e verso una progressiva dismissione degli inceneritori e delle discariche. A tutti gli altri “finti oppositori” e “aperti sostenitori” consigliamo di tacere visto i risultati ultra decennali di una malagestione in materia.

DISSERVIZI ILLUMINAZIONE PUBBLICA

31 ottobre 2018 at 18:26

controllo-datiIn una recente conferenza stampa l’Amministrazione comunale ha reso noto alla cittadinanza il progetto Smart City, affidato nella realizzazione alla Citelum Italia, l’azienda capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese che tramite una convenzione Consip stipulata con il Comune, gestisce l’illuminazione pubblica della nostra città.

Se da una parte l’Amministrazione ritiene il progetto positivo al fine di ottenere benefici sulla sicurezza, sull’efficienza e, in termini più generali sulla qualità della vita dei cittadini, a nostro avviso sarebbe altrettanto fondamentale avere un’illuminazione Pubblica efficiente. Riteniamo infatti una spesa inutile quella delle panchine tecnologiche quando allo stesso tempo molti sono i problemi sull’illuminazione pubblica, nonostante la progressiva sostituzione con tecnologia a led, e una convenzione che dovrebbe garantire più efficienza negli interventi che ad oggi rimangono incompiuti. Molti lampioni led sostituiti di recente risultano spenti in Via Italia zona Boschetto, piazza della Stazione, alcuni spenti nel sottopasso Ugo Bassi.

Alcuni globi in via Matteotti e via Roma pericolanti e rotti.

Via Carducci lanterne nuove non funzionanti, e molto spesso il quartiere 167 ovest rimane al buio. La sostituzione delle lampade a Led dovrebbe terminare i primi mesi del 2019 come garantito dall’ assessore Pecorini in piu’ occasioni, ma sarebbe necessario che i tecnici del Comune verificassero la situazione descritta come abbiamo fatto noi e si provvedesse alla sistemazione immediata partendo dai globi pericolanti.

Eppure avevamo avuto la massima garanzia su controllo puntuale da parte dell’Amministrazione, con la partecipazione di aziende del posto esperte, ma evidentemente qualcosa non sta funzionando.