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Mozione su INCENERITORE DI SCARLINO in Regione

31 luglio 2018 at 21:39

inceneritore

Il Gruppo Consiliare Regionale Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione al fine di impegnare il Presidente e la Giunta Regionale a decidere sulla riapertura dell’inceneritore di Scarlino non prima della definitiva sentenza del Consiglio di Stato sulla procedura di VIA inerente l’impianto e ad esprimere la propria contrarietà.
In tutti i modi il Presidente Rossi ha cercato di escludere il dibattito politico da una decisione scellerata che ricade su intero territorio e mette ulteriormente a rischio la salute di migliaia di persone.

CASSONETTI INTELLIGENTI? …ANCHE NO!

25 luglio 2018 at 21:25

tecno-sei-3-1024x577La scelta della Giunta Benini di istallare i cassonetti intelligenti per la raccolta differenziata prevista e in alcune zone già avviata, come nel rione Salciaina, è sbagliata perché fa fare un passo indietro nella raccolta dei rifiuti in quanto non permetterà una migliore differenziazione né una riduzione degli stessi. Il sistema dei cosiddetti cassonetti intelligenti di intelligente hanno ben poco se non un’apertura automatica attraverso un’apposita tessera elettronica. Un sistema questo che comporta un enorme investimento iniziale, dei costi di manutenzione notevoli e con l’aggravio che non consentiranno il calcolo di una tariffa puntuale premiante per quei cittadini che faranno correttamente la raccolta differenziata e soprattutto l’impossibilità di un controllo sul corretto conferimento dei rifiuti vanificando di fatto una raccolta differenziata di qualità. Perché questo cambio di direzione dell’Amministrazione Benini? Perché deviare dalla raccolta porta a porta, unico sistema attualmente valido per garantire una buona raccolta differenziata? Per il Movimento 5 Stelle risulta indispensabile non abbandonare il porta a porta a favore dei cassonetti intelligenti proprio ora che la Regione ha deciso di riavviare l’Inceneritore di Scarlino. Anzi occorre invece migliorare il sistema porta a porta con i tags (etichetta elettronica) capaci di individuare non solo l’utente ma anche il numero dei conferimenti e la pesatura degli stessi al fine di calcolare una tariffa premiante; mentre in zone e rioni con particolari esigenze e peculiarità occorrerebbe prevedere delle piccole isole ecologiche presidiate. Infelice inoltre è risultata la scelta del periodo in cui avviare questo nuovo sistema, in piena stagione estiva creando disagi e accumuli di rifiuti nei pressi dei cassonetti. Alcuni Comuni che hanno optato per i cassonetti intelligenti sono dovuti ritornare al porta a porta poiché hanno visto nel medio periodo ridursi drasticamente la percentuale di raccolta differenziata. Questo sistema “intelligente” rispecchia l’incapacità della Giunta Benini e di Sei Toscana di gestire correttamente il ciclo dei rifiuti, un sistema fallace sia nella raccolta che nell’impiantistica di trattamento. Per questi motivi ma soprattutto per il mancato obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata da estendere a tutta la città entro il 2015, come previsto nel programma elettorale della coalizione di maggioranza, chiediamo le dimissioni dell’Assessore all’Ambiente, in quanto inerme e del tutto impossibilitato a incidere verso una gestione corretta dei rifiuti in quanto esponente del Partito Democratico che gestisce con le proprie multiutility la gestione dei rifiuti e dell’inceneritore a spese della salute e dei soldi dei cittadini.

M5S e lo stato di salute dei cittadini di Follonica e Scarlino

22 aprile 2018 at 19:05

In dastop-inceneritoreta 19 aprile 2018 presso la Sala Consiliare del Comune di Follonica si è svolta un’importante commissione consiliare indetta dall’Amministrazione Benini sul tema della tutela della salute dei cittadini follonichesi. Una commissione nella quale i relatori, dr. Maurizio Spagnesi e il dr. Paolo Piacentini, hanno illustrato le conclusioni e i dati essenziali di uno studio dell’ASL descrittivo sullo stato di salute dei cittadini di Follonica e Scarlino.

Purtroppo lo studio evidenzia e conferma quello che ormai è la pura realtà da decenni. Per alcune patologie si riscontrano degli eccessi di casi sia rispetto alla provincia di Grosseto che alla Regione Toscana. Patologie che, riguardano ad esempio la cardiopatia ischemica, il tumore al colon-retto e alla vescica così come il tumore al sistema emolinfopoietico e la patologia tumorale della cute, destano molta preoccupazione tra la comunità cittadina che è intervenuta numerosa alla commissione ponendo domande puntuali e circostanziate testimoniando non solo molta sensibilità e preoccupazione, ma soprattutto rilevando la necessità di confrontarsi direttamente con coloro che decidono le sorti della salute dei cittadini, tecnici e politici. Un documento, secondo il Movimento 5 Stelle in alcuni passaggi importante, che la politica non può non considerare in termini di prevenzione e riduzione dei rischi. Inevitabile che i presenti abbiano associato immediatamente con allarme, tali risultati ad una eventuale ennesima riapertura dell’impianto di incenerimento di Scarlino. Una riapertura che contribuirebbe inevitabilmente a sottoporre la popolazione locale ad un ulteriore fattore di inquinamento in un contesto di salute pubblica già a rischio.

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INCENERITORE DI SCARLINO… DI NUOVO AL VIA

22 febbraio 2018 at 20:09

no-inceneritori-768x768Nonostante oramai certo e certificato che gli inceneritori sono una fabbrica di tumori, il PD ottusamente continua ad insistere su quel ferro vecchio quale è l’impianto di Scarlino, mettendo gravemente a rischio la salute dei cittadini.

Dalla recentissima Indagine sulla salute dei residenti nel comune di Pisa, condotta dall’Istituto di Fisiologia clinica del CNR, è stato accertato l’aumento della mortalità da tumori per l’esposizione all’inceneritore di Ospedaletto. L’inceneritore di Ospedaletto, gestito da Geofor Spa, è di PROPRIETA’ PUBBLICA (http://www.geofor.it/index.php?id=136&tx_ttnews%5Btt_news%5D=235&cHash=1b8731f6079c2b6d95b1d6b0fa4f1f6d).

La difesa ed il diritto alla salute non sono tutelati dal PD: alla nuova richiesta di autorizzazione alla riapertura dell’impianto di Scarlino Energia, ostinatamente voluto e gestito dal Partito Democratico, la Regione Toscana sembra sia prontissima a dare parere favorevole, nonostante anni di contenzioso, puntualmente perso innanzi a TAR e Consiglio di Stato, tra fermate e ripartenze con accertati sforamenti delle emissioni oltre i limiti di legge a danno quindi della nostra salute.

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IL SISTEMA PD STA IMPLODENDO

24 gennaio 2017 at 18:34

Rifiuti

Che la gestione dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo avesse delle forti anomalie e che fosse  strettamente  collegata alla sfera del Partito Democratico è fuori discussione. Già anni fa, quando il Movimento 5 Stelle di Follonica ricostruì la compagine societaria di Sei Toscana mise in evidenza l’intreccio politico-imprenditoriale attraverso un sistema di scatole cinesi (http://www.follonica5stelle.it/le-scatole-cinesi/ ) e di figure di partito collocate strategicamente nei consigli di amministrazione delle società appartenenti al gestore unico.

Un sistema di gestione rifiuti non tanto volto alle nuove tecnologie e strategie di trattamento, riduzione e riciclo degli stessi, ma un sistema vetusto volto esclusivamente a gravare sulle tasche dei cittadini grazie all’avallo e alla collaborazione dei sindaci compresi quelli che si sono avvicendati a Follonica.

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IL CAOS RIFIUTI

11 dicembre 2016 at 18:02

rifiutiNella 3^ commissione permanente del Comune di Follonica riunitasi Giovedì 7 Dicembre è stato illustrato quanto accaduto all’assemblea ATO: le gravi problematiche di gestione dell’ATO, le dimissioni di tutto il CDA del gestore unico Sei Toscana, l’acquisto di Sei Toscana delle quote di Scarlino Energia e l’eventuale commissariamento dello stesso gestore unico.

In merito al commissariamento si è verificata una spaccatura tra i Sindaci in Assemblea ATO tra chi era favorevole alla soluzione e chi invece si dichiarava contrario come l’Amministrazione Follonichese. Grave è stato il fatto che la richiesta di precisazioni inviata dall’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) all’ATO in merito al commissariamento è stata portata a conoscenza dei Sindaci soltanto in occasione dell’Assemblea e non fatta pervenire precedentemente.

Il M5S di Follonica, contrario all’ATO unico, auspica tale commissariamento, poiché è l’unica soluzione che garantisce trasparenza e imparzialità in questa delicata fase della vicenda rifiuti, considerato anche che Sei Toscana solo all’apparenza risulta privata, ma di fatto registra un intreccio di società e compartecipazioni pubblico/privato.

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Il Movimento 5 Stelle Follonica risponde al Giuntini.

18 aprile 2016 at 20:52

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Il M5S Follonica legge con molta preoccupazione le dichiarazioni del sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, sul destino dell’Inceneritore di Scarlino.

Dichiarazioni che mettono insieme, in maniera per noi strumentale, la dovuta solidarietà ai lavoratori con l’appello, ai sindaci dell’Alta Maremma, per una modifica del piano di rifiuti provinciale mediante l’inserimento di Scarlino Energia e dei suoi debiti nel piano stesso.
Vorremmo ricordare al sindaco Giuntini alcune cose che forse non sa o fa finta di non sapere.

1) Il Consiglio Comunale di Follonica (come altri comuni del grossetano), alle ventilate ipotesi di acquisto da parte di SEI Toscana dell’inceneritore (nota ATO 6 del 24 Luglio 2014), ha approvato all’unanimità una mozione che va nella direzione opposta, impegnando l’amministrazione “di  farsi promotrice di una lettera ai Sindaci presenti nell’ATO Sud con la quale motivare i rischi e la contrarietà al prefigurato ruolo dell’impianto di “Scarlino Energia”;

2) Sempre in tale mozione si legge l’impegno “a costruire, con i Comuni dell’area Val di Pecora, Colline Metallifere, Val di Cornia una proposta all’ ATO SUD ed alla Regione Toscana di un diverso modello e piano di gestione delle raccolte e del riutilizzo dei rifiuti prodotti.”
questo anche in considerazione, dimostrabile con cifre, dati e documenti, che il modello  di economia circolare che privilegia riduzione, recupero, riuso (i tre cardini della gerarchia europea dei rifiuti) porta a maggiori posti di lavoro (in provincia di Grosseto si calcola circa 240 solo in raccolta e selezione) e alla riduzione dei costi delle tariffe per i cittadini;

3) Quell’impianto, obsoleto, vecchio, antieconomico, inquinante è stato bocciato come tale da una commissione d’inchiesta provinciale, da una sentenza del TAR e da due sentenze del Consiglio di Stato, che sono macigni su cui si poggia il pendente ricorso al TAR, fatto anche dagli amministratori di Follonica.

Riteniamo inaccettabile che un amministratore possa proporre con tanta superficialità di far accollare i debiti (oltre 60 milioni) di una società privata alla comunità, a noi cittadini.
Ci indigna inoltre che il sindaco non spenda una parola per i rischi sanitari che stanno correndo gli abitanti della piana del Casone, rischi che sono stati ben documentati nel rapporto Asl, con un aumento (in alcuni casi statisticamente significativo) di malattie diossino-dipendenti.
Di ben altro tenore furono le parole spese dai sindaci di Massa nella lotta per la chiusura dell’inceneritore di Valpiana, ma evidentemente della salute degli abitanti di Follonica e Scarlino al sindaco importa il giusto, cioè niente, quel che gli interessa è, evidentemente,  acquisire meriti con chi sta dietro la pratica dell’incenerimento.

RIFIUTI: IL MODELLO ROSSI NON FUNZIONA

22 febbraio 2016 at 14:20

AGCOML’ Antitrust entra a gamba tesa sul sistema dei rifiuti nazionale, compreso quello della Regione Toscana, attraverso un’indagine iniziata nel 2014 che ha evidenziato, come si apprende dal testo pubblicato in rete: “rilevanti disomogeneità sul territorio nazionale con riguardo alla dimensione degli Ambiti Territoriali Ottimali (di seguito, “ATO”), non sempre definiti in base a criteri di efficienza delle gestioni; un significativo ricorso all’affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in–house; una durata degli affidamenti spesso superiore a quella che appariva necessaria per recuperare gli investimenti, con l’effetto di un consolidamento delle posizione di mercato dei gestori incumbent e uno scarso dinamismo dell’offerta; la frequente presenza nei bandi per l’affidamento del servizio tramite procedure di selezione competitive, di clausole che, circoscrivendo eccessivamente gli impianti di conferimento dei rifiuti in base alla loro localizzazione geografica, apparivano – a seguito di una declinazione non necessariamente proporzionale del principio di prossimità – limitative della partecipazione a dette procedure.”

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PD E LEGA NORD VOTINO IL NOSTRO ATTO PER FERMARE INCENERITORE DI SCARLINO

3 ottobre 2015 at 13:56

inceneritore di scarlinoI consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle invitano Partito Democratico e Lega Nord a votare la mozione M5S per fermare l’iter autorizzativo sull’inceneritore di Scarlino.

Il Consiglio Regionale può fermare l’iter autorizzativo dell’inceneritore di Scarlino, votando la nostra mozione centrata su un argomento semplice: manca agli atti la Relazione di Riferimento, documento obbligatorio per legge, centrale per la verifica dell’impatto complessivo di quest’opera nel contesto territoriale di Scarlino già segnato dall’inquinamento.

Nell’ultimo Consiglio PD e Lega Nord non accolsero la nostra richiesta di calendarizzare l’atto, resosi urgente per anticipare l’eventuale accoglimento da parte di Rossi del parere favorevole emerso in Conferenza dei Servizi, ma questa volta lo troveranno in aula.

Finite le scuse resta il merito della questione: Marras, i consiglieri PD e quelli della Lega Nord hanno avuto il tempo tecnico per studiare tutti i documenti. Ora si tratta di capire se sono dalla parte della legalità, che fortunatamente tutela i cittadini di Scarlino, o vogliono persistere nel difendere l’illegalità.

Ricordiamo che scegliere di accogliere il parere favorevole della Conferenza dei Servizi, equivale ad un sì ad un più 400% dei rifiuti, anche pericolosi, bruciabili dall’impianto senza adeguamento strutturale.

Ma l’elenco delle incongruenze è lungo e basti citarne altre due: si autorizzerebbe il secondo inceneritore in Italia senza curarsi che il Canale Solmine riceverebbe così l’enorme quantità di 175mila tonnellate l’anno di rifiuti liquidi anche pericolosi, pur essendo Sito soggetto a Bonifica a Breve Termine da più di 9 anni – mai partita – e quindi già gravemente inquinato.

Il Consiglio Regionale scelga la legalità ed eviti anche l’assurdo istituzionale di autorizzare quello che è già stato definitivamente annullato dal Consiglio di Stato.

REGIONE FERMI INCENERITORE DI SCARLINO MANCA UN DOCUMENTO ALL’APPELLO!

20 settembre 2015 at 16:31

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“La Giunta può e deve fermare la riapertura dell’inceneritore di Scarlino perché manca la Relazione di Riferimento, un documento centrale introdotto dalla Direttiva UE 75/2010 recepita nel 2014 dal governo con un decreto apposito. La normativa è chiara: è possibile evitare l’elaborazione di tale documento solo se “emerge un rischio di contaminazione di suolo e acque sotterranee nullo”. Appurato che questo scenario non descrive l’impianto di Scarlino Energia, la Giunta Rossi deve rigettare la proposta di accogliemento avanzata dalla Conferenza dei Servizi.

Se la accogliesse Rossi andrebbe contro la normativa vigente e autorizzerebbe la quadruplicazione di trattamento rifiuti anche pericolosi, a parità di condizioni impiantistiche e senza modifiche strutturali, avvallando di fatto il secondo inceneritore più grande d’Italia dopo Brescia senza:

un’analisi sugli effetti e sugli impatti cumulativi;

chiedersi come sia possibile che a fronte di un aumento del 400% della capacità di trattamento dei rifiuti, le emissioni dell’Impianto restino le stesse di prima;

curarsi delle interferenze delle emissioni dell’inceneritore con i flussi idrici sotterranei;

curarsi che il Canale Solmine riceverà la enorme quantità di 175.200 T/A di rifiuti liquidi anche pericolosi. Opportuno ricordare che esso è un Sito soggetto a Bonifica a Breve Termine da più di 9 anni (a tutt’oggi non è neppure iniziata la Caratterizzazione del Sito) e quindi già gravemente inquinato (inquinamento del 200% da diossine e furani accertato addirittura dall’Arpat nel 2011);

– molto altro ancora (Tutte le nostre eccezioni presenti nell’atto, disponibile al seguente link)

Rossi rispetti la legge ed eviti agli abitanti di questo territorio l’ennesima ingiustizia”.

Giacomo Giannarelli
Consigliere Regionale M5S Toscana