image_pdfimage_print

IL SISTEMA PD STA IMPLODENDO

24 gennaio 2017 at 18:34

Rifiuti

Che la gestione dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo avesse delle forti anomalie e che fosse  strettamente  collegata alla sfera del Partito Democratico è fuori discussione. Già anni fa, quando il Movimento 5 Stelle di Follonica ricostruì la compagine societaria di Sei Toscana mise in evidenza l’intreccio politico-imprenditoriale attraverso un sistema di scatole cinesi (http://www.follonica5stelle.it/le-scatole-cinesi/ ) e di figure di partito collocate strategicamente nei consigli di amministrazione delle società appartenenti al gestore unico.

Un sistema di gestione rifiuti non tanto volto alle nuove tecnologie e strategie di trattamento, riduzione e riciclo degli stessi, ma un sistema vetusto volto esclusivamente a gravare sulle tasche dei cittadini grazie all’avallo e alla collaborazione dei sindaci compresi quelli che si sono avvicendati a Follonica.

Continua a leggere…

IL CAOS RIFIUTI

11 dicembre 2016 at 18:02

rifiutiNella 3^ commissione permanente del Comune di Follonica riunitasi Giovedì 7 Dicembre è stato illustrato quanto accaduto all’assemblea ATO: le gravi problematiche di gestione dell’ATO, le dimissioni di tutto il CDA del gestore unico Sei Toscana, l’acquisto di Sei Toscana delle quote di Scarlino Energia e l’eventuale commissariamento dello stesso gestore unico.

In merito al commissariamento si è verificata una spaccatura tra i Sindaci in Assemblea ATO tra chi era favorevole alla soluzione e chi invece si dichiarava contrario come l’Amministrazione Follonichese. Grave è stato il fatto che la richiesta di precisazioni inviata dall’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) all’ATO in merito al commissariamento è stata portata a conoscenza dei Sindaci soltanto in occasione dell’Assemblea e non fatta pervenire precedentemente.

Il M5S di Follonica, contrario all’ATO unico, auspica tale commissariamento, poiché è l’unica soluzione che garantisce trasparenza e imparzialità in questa delicata fase della vicenda rifiuti, considerato anche che Sei Toscana solo all’apparenza risulta privata, ma di fatto registra un intreccio di società e compartecipazioni pubblico/privato.

Continua a leggere…

Il Movimento 5 Stelle Follonica risponde al Giuntini.

18 aprile 2016 at 20:52

se

Il M5S Follonica legge con molta preoccupazione le dichiarazioni del sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini, sul destino dell’Inceneritore di Scarlino.

Dichiarazioni che mettono insieme, in maniera per noi strumentale, la dovuta solidarietà ai lavoratori con l’appello, ai sindaci dell’Alta Maremma, per una modifica del piano di rifiuti provinciale mediante l’inserimento di Scarlino Energia e dei suoi debiti nel piano stesso.
Vorremmo ricordare al sindaco Giuntini alcune cose che forse non sa o fa finta di non sapere.

1) Il Consiglio Comunale di Follonica (come altri comuni del grossetano), alle ventilate ipotesi di acquisto da parte di SEI Toscana dell’inceneritore (nota ATO 6 del 24 Luglio 2014), ha approvato all’unanimità una mozione che va nella direzione opposta, impegnando l’amministrazione “di  farsi promotrice di una lettera ai Sindaci presenti nell’ATO Sud con la quale motivare i rischi e la contrarietà al prefigurato ruolo dell’impianto di “Scarlino Energia”;

2) Sempre in tale mozione si legge l’impegno “a costruire, con i Comuni dell’area Val di Pecora, Colline Metallifere, Val di Cornia una proposta all’ ATO SUD ed alla Regione Toscana di un diverso modello e piano di gestione delle raccolte e del riutilizzo dei rifiuti prodotti.”
questo anche in considerazione, dimostrabile con cifre, dati e documenti, che il modello  di economia circolare che privilegia riduzione, recupero, riuso (i tre cardini della gerarchia europea dei rifiuti) porta a maggiori posti di lavoro (in provincia di Grosseto si calcola circa 240 solo in raccolta e selezione) e alla riduzione dei costi delle tariffe per i cittadini;

3) Quell’impianto, obsoleto, vecchio, antieconomico, inquinante è stato bocciato come tale da una commissione d’inchiesta provinciale, da una sentenza del TAR e da due sentenze del Consiglio di Stato, che sono macigni su cui si poggia il pendente ricorso al TAR, fatto anche dagli amministratori di Follonica.

Riteniamo inaccettabile che un amministratore possa proporre con tanta superficialità di far accollare i debiti (oltre 60 milioni) di una società privata alla comunità, a noi cittadini.
Ci indigna inoltre che il sindaco non spenda una parola per i rischi sanitari che stanno correndo gli abitanti della piana del Casone, rischi che sono stati ben documentati nel rapporto Asl, con un aumento (in alcuni casi statisticamente significativo) di malattie diossino-dipendenti.
Di ben altro tenore furono le parole spese dai sindaci di Massa nella lotta per la chiusura dell’inceneritore di Valpiana, ma evidentemente della salute degli abitanti di Follonica e Scarlino al sindaco importa il giusto, cioè niente, quel che gli interessa è, evidentemente,  acquisire meriti con chi sta dietro la pratica dell’incenerimento.

RIFIUTI: IL MODELLO ROSSI NON FUNZIONA

22 febbraio 2016 at 14:20

AGCOML’ Antitrust entra a gamba tesa sul sistema dei rifiuti nazionale, compreso quello della Regione Toscana, attraverso un’indagine iniziata nel 2014 che ha evidenziato, come si apprende dal testo pubblicato in rete: “rilevanti disomogeneità sul territorio nazionale con riguardo alla dimensione degli Ambiti Territoriali Ottimali (di seguito, “ATO”), non sempre definiti in base a criteri di efficienza delle gestioni; un significativo ricorso all’affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in–house; una durata degli affidamenti spesso superiore a quella che appariva necessaria per recuperare gli investimenti, con l’effetto di un consolidamento delle posizione di mercato dei gestori incumbent e uno scarso dinamismo dell’offerta; la frequente presenza nei bandi per l’affidamento del servizio tramite procedure di selezione competitive, di clausole che, circoscrivendo eccessivamente gli impianti di conferimento dei rifiuti in base alla loro localizzazione geografica, apparivano – a seguito di una declinazione non necessariamente proporzionale del principio di prossimità – limitative della partecipazione a dette procedure.”

Continua a leggere…

PD E LEGA NORD VOTINO IL NOSTRO ATTO PER FERMARE INCENERITORE DI SCARLINO

3 ottobre 2015 at 13:56

inceneritore di scarlinoI consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle invitano Partito Democratico e Lega Nord a votare la mozione M5S per fermare l’iter autorizzativo sull’inceneritore di Scarlino.

Il Consiglio Regionale può fermare l’iter autorizzativo dell’inceneritore di Scarlino, votando la nostra mozione centrata su un argomento semplice: manca agli atti la Relazione di Riferimento, documento obbligatorio per legge, centrale per la verifica dell’impatto complessivo di quest’opera nel contesto territoriale di Scarlino già segnato dall’inquinamento.

Nell’ultimo Consiglio PD e Lega Nord non accolsero la nostra richiesta di calendarizzare l’atto, resosi urgente per anticipare l’eventuale accoglimento da parte di Rossi del parere favorevole emerso in Conferenza dei Servizi, ma questa volta lo troveranno in aula.

Finite le scuse resta il merito della questione: Marras, i consiglieri PD e quelli della Lega Nord hanno avuto il tempo tecnico per studiare tutti i documenti. Ora si tratta di capire se sono dalla parte della legalità, che fortunatamente tutela i cittadini di Scarlino, o vogliono persistere nel difendere l’illegalità.

Ricordiamo che scegliere di accogliere il parere favorevole della Conferenza dei Servizi, equivale ad un sì ad un più 400% dei rifiuti, anche pericolosi, bruciabili dall’impianto senza adeguamento strutturale.

Ma l’elenco delle incongruenze è lungo e basti citarne altre due: si autorizzerebbe il secondo inceneritore in Italia senza curarsi che il Canale Solmine riceverebbe così l’enorme quantità di 175mila tonnellate l’anno di rifiuti liquidi anche pericolosi, pur essendo Sito soggetto a Bonifica a Breve Termine da più di 9 anni – mai partita – e quindi già gravemente inquinato.

Il Consiglio Regionale scelga la legalità ed eviti anche l’assurdo istituzionale di autorizzare quello che è già stato definitivamente annullato dal Consiglio di Stato.

REGIONE FERMI INCENERITORE DI SCARLINO MANCA UN DOCUMENTO ALL’APPELLO!

20 settembre 2015 at 16:31

12038225_1618428935079213_3494922349909838034_n

“La Giunta può e deve fermare la riapertura dell’inceneritore di Scarlino perché manca la Relazione di Riferimento, un documento centrale introdotto dalla Direttiva UE 75/2010 recepita nel 2014 dal governo con un decreto apposito. La normativa è chiara: è possibile evitare l’elaborazione di tale documento solo se “emerge un rischio di contaminazione di suolo e acque sotterranee nullo”. Appurato che questo scenario non descrive l’impianto di Scarlino Energia, la Giunta Rossi deve rigettare la proposta di accogliemento avanzata dalla Conferenza dei Servizi.

Se la accogliesse Rossi andrebbe contro la normativa vigente e autorizzerebbe la quadruplicazione di trattamento rifiuti anche pericolosi, a parità di condizioni impiantistiche e senza modifiche strutturali, avvallando di fatto il secondo inceneritore più grande d’Italia dopo Brescia senza:

un’analisi sugli effetti e sugli impatti cumulativi;

chiedersi come sia possibile che a fronte di un aumento del 400% della capacità di trattamento dei rifiuti, le emissioni dell’Impianto restino le stesse di prima;

curarsi delle interferenze delle emissioni dell’inceneritore con i flussi idrici sotterranei;

curarsi che il Canale Solmine riceverà la enorme quantità di 175.200 T/A di rifiuti liquidi anche pericolosi. Opportuno ricordare che esso è un Sito soggetto a Bonifica a Breve Termine da più di 9 anni (a tutt’oggi non è neppure iniziata la Caratterizzazione del Sito) e quindi già gravemente inquinato (inquinamento del 200% da diossine e furani accertato addirittura dall’Arpat nel 2011);

– molto altro ancora (Tutte le nostre eccezioni presenti nell’atto, disponibile al seguente link)

Rossi rispetti la legge ed eviti agli abitanti di questo territorio l’ennesima ingiustizia”.

Giacomo Giannarelli
Consigliere Regionale M5S Toscana

Monitoriamo la piana del Casone!

13 settembre 2015 at 9:48

 monitoriamo+logo

Per l’ennesima volta i nostri PDini INCENERITORISTI, se ne sbattono altamente dei cittadini, dei malati, dell’ambiente, dei veleni che versano in mare, dell’economia di un territorio che vede diminuire il turismo e SE NE VANNO PER LA LORO STRADA COME SE, INVECE CHE AMMINISTRATORI, FOSSERO PADRONI!

RI-VO-TA-TE-LI!!!!

IPOCRISIA E OPPORTUNISMO PD

3 settembre 2015 at 20:49

opportunismo pdLa vicenda dell’inceneritore di Scarlino e più precisamente la manifestazione contro la sua riapertura ha evidenziato tutte le contraddizioni, le ipocrisie e l’opportunismo del PD.
Il PD giorni fa era uscito pubblicamente con un documento in cui pur chiedendo rassicurazioni sulla funzionalità dell’impianto si mostrava favorevole alla riapertura e quindi lasciava alla Regione ogni decisione in merito alla riapertura.
Ariganello, segretario del PD Follonichese, mercoledì 2 settembre, dichiarava che il PD restava convinto per quanto riguarda il processo autorizzativo in corso si doveva aver “piena fiducia” negli enti preposti e ribadiva di “lasciare tutti i nostri iscritti liberi di partecipare a titolo personale, senza aderire ufficialmente come forza politica”.
Il giorno successivo (oggi), per questa decisione, il consigliere Francesco Aquino si dimette dal PD ed entra nel gruppo misto e l’assessore all’Ambiente Giorgieri evidenzia una “sindrome di discrasia incurabile” nel suo partito.
Ed ecco il dietro-front, per non perdere altri “consensi”, ARRIVA IL DIKTAT del PD.
OBBEDIENZA CIECA, PRONTA ED ASSOLUTA. CONTRORDINE COMPAGNI: TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE CON LA BANDIERA DEL PARTITO!

La coerenza non contraddistingue il PD, lo contraddistingue solo un bieco opportunismo ed un alto senso degli affari.

FACCIAMO CHIAREZZA SULL’INCENERITORE DI SCARLINO

23 luglio 2015 at 21:22

sforamenti-inceneritore-scarlinoFacciamo chiarezza sulla vicenda dell’Inceneritore di Scarlino e vediamo chi sono i protagonisti.
Il PD che, ormai le vicende giudiziarie confermano, è un partito di affari che lucra sulla pelle degli italiani. Localmente non è da meno. Il PD è proprietario e gestisce l’Inceneritore di Scarlino.
I sindaci di Follonica e Scarlino, che sono PD e si dichiarano anti inceneritore.
Poi ci sono i cittadini che votano PD.
A Follonica i cittadini sono TUTTI contro l’inceneritore, non lo vogliono, hanno pure costituito ormai da decenni un Comitato che si batte e finanzia ricorsi al TAR e Consiglio di Stato contro questo impianto. Grazie a questi ricorsi, vinti, l’Inceneritore di Scarlino, in passato, è stato pure chiuso.
Ad ogni campagna elettorale il PD già dalle primarie sforna candidati che cavalcano la battaglia contro l’inceneritore. Sono tutti contro, perfino la Tacconi Cinzia (ricordiamolo a futura memoria) assessore della giunta Marras, quella giunta che ha firmato TUTTE le possibili autorizzazioni per l’apertura e riapertura dell’Inceneritore anche dopo gli sforamenti delle emissioni inquinanti del 2013.
Lo stesso Marras in campagna elettorale nelle lontane elezioni provinciali si proclamava anti inceneritori, poi una volta eletto se n’è fregato della volontà degli elettori e ha fatto gli interessi del Partito.
Anche l’ex sindaco Baldi Eleonora si professava anti inceneritore ma di fatto non lo è stata. Si potrebbe obiettare che ha fatto ricorso al TAR, che ha preso come consulente l’Ing. Rabitti. Certo TUTTO FUMO NEGLI OCCHI! Un sindaco che veramente non vuole un tumorificio alla porte della propria città si adopera con ogni mezzo possibile per incrementare ed estendere il porta a porta in tutta la città (come peraltro richiesto con una petizione da oltre duemila cittadini), battendosi contro una convenzione come quella delle Strillaie che incatena i Comuni a produrre più rifiuti o a pagare le penali per non averne prodotti abbastanza. Si batte nelle sedi del Partito per evitare la costituzione di ATO e Consorzi finalizzati solo a creare l’ennesimo organismo di affari del Partito per la gestione dei rifiuti.
L’attuale sindaco Benini non è da meno: totalmente incapace di far valere la propria volontà contro l’inceneritore di fronte alla dittatura del proprio partito. Le dimissioni dell’Ing. Rabitti sono l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia dei primi cittadini presenti e passati del PD. Rabitti con questo gesto ha dichiaratamente fatto notare che l’inchiesta pubblica è una presa in giro. Rapporti ASL tenuti nei cassetti, documentazione non presentata in tempo utile per un approfondito esame. Perché i dati vanno saputi leggere, senza fidarsi delle conclusioni delle autorità sanitarie locali e regionali. Rabitti lo sa bene e la sua storia professionale lo racconta, come quando ha confutato i dati rassicuranti delle autorità sanitarie e ha fatto emergere la verità sullo smaltimento dei rifiuti tossici di Seveso nell’inceneritore di Mantova e sulla frequenza anomala di tumori ai tessuti molli degli abitanti nella zona vicina all’inceneritore. Rabitti non si è fidato, come invece ha fatto il CTU nella Class Action, delle analisi, rapporti studi e conclusioni delle autorità nazionali preposte alla salvaguardia della salute.
I vertici di questi enti sono nominati dal PD, difficilmente avremo studi e pareri imparziali ed obiettivi.
Un sindaco con un’alta dignità morale e onestà intellettuale avrebbe come minimo stracciato pubblicamente la tessera del Partito e rassegnato le dimissioni, per dimostrare al proprio partito che è ora di farla finita di prendere in giro le persone.
Ma al PD non gliene frega niente. Finché ci saranno sufficienti elettori che lo fanno vincere continua con arroganza a farsi i fatti suoi, anzi gli AFFARI SUOI. Non importa se ad ogni elezione perde sempre più consensi e le ultime regionali lo confermano. Il suo elettorato preferisce lagnarsi al bar o su Facebook, preferisce girarsi dall’altra parte quando ci sono persone intorno che muoiono di tumore, non sentendo o meglio non volendo sentire la responsabilità del proprio voto con cui manda a governare personaggi che hanno dimostrato di fare esclusivamente gli interessi di Partito; sceglie CONSAPEVOLEMENTE sindaci che non faranno diversamente dai predecessori, sceglie un Partito che ormai di “sinistra” non ha più nulla.
Tuttavia sarà inevitabile che facendo ripartire questo inceneritore, ennesimo mostro inquinante della piana di Scarlino, dovremmo piangere cari e amici malati e morti di cancro.
E’ questo elettorato che i Follonichesi dovranno ringraziare.

UNA FARSA L’ INCHIESTA PUBBLICA SULL’INCENERITORE.

13 luglio 2015 at 22:13

scarlino_inceneritoreLa Regione Toscana gioca con la democrazia, sberleffa l’intelligenza dei cittadini e si disinteressa dell’ambiente e della salute di tutti noi.
Che i giochi fossero già decisi a favore della Scarlino Energia ne avevamo già la certezza con la variazione del numero dei componenti della commissione passati da cinque a tre membri, di cui uno in rappresentanza della Regione, uno della Scarlino Energia e il terzo in rappresentanza del fronte del NO.
Dopo la seconda seduta dell’inchiesta pubblica abbiamo avuto la conferma che la vicenda ha una forte connotazione politica, non c’entra nulla la qualità dell’impianto né tanto meno la dura sentenza del consiglio di Stato che delegittimava e bloccava con forza l’attività del l’inceneritore di Scarlino.
Tutta la vicenda risulta essere una vera e propria stortura del PD regionale parte del quale difende a spada tratta gli interessi di partito, presente con propri esponenti nel CDA della Scarlino Energia e con le cooperative che fanno parte della compagine societaria della stessa. Ci viene spontaneo chiedere se invece della Scarlino Energia fosse stato un qualsiasi altro soggetto puramente privato, la regione si sarebbe comportata allo stesso modo?
La Regione contro ogni logica e buon senso ha organizzato questo iter apparentemente per coinvolgere la cittadinanza, mentre noi pensiamo che sarebbe stato meglio che questo dispendio di energie, risorse umane e tecniche fosse stato utilizzato per impegnarsi a cambiare direzione nella gestione dei rifiuti.
Ci saremmo aspettati che l’ente che governa questa Regione si attivasse per la conversione di tale impianto in altro alternativo di cui necessita veramente la zona per andare verso il riciclo, il riuso, la riprogettazione dei prodotti e naturalmente per difendere i livelli occupazionali anzi incrementarli, in sostanza quello che ci viene richiesto dalle direttive nazionali ed europee.

Ringraziamo i comuni di Follonica e Scarlino che si sono schierati con atti concreti contro la scelta di riconsiderare una nuova procedura congiunta autorizzativa (AIA e VIA). Se le intenzioni con cui stanno agendo i rispettivi sindaci sono sincere e non camuffate per salvare la loro immagine nei propri territori, chiediamo a entrambi un ultimo atto contro tale scellerata direzione, cioè quello di strappare le tessere del PD con annuncio ufficiale alle rispettive comunità. Solo così risulterebbero credibili nella loro posizione del NO all’inceneritore di Scarlino. Basta con i doppi giochi e i doppi ruoli alla spalle dei cittadini, ricordiamo che i ricorsi prodotti dalle amministrazioni comunali fino ad ora sono stati pagati dalla collettività pur sapendo che la maggioranza della politica piddina, titolare di fatto dell’impianto d’incenerimento avrebbe fatto di tutto per riavviarlo. Di fatto il PD ha ricorso contro se stesso e noi cittadini dobbiamo pagare la parcella. Nel caso in cui l’impianto dovesse essere autorizzato di nuovo è sarebbe una sconfitta del PD che, anche a livello provinciale, non è riuscito a far altro che a candidare alla Regione due noti inceneritoristi come Marras e Pinzuti. Alla luce dei fatti chiediamo ai cittadini di riflettere, specialmente quando verranno chiamati in futuro alle urne.