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REGIONE FERMI INCENERITORE DI SCARLINO MANCA UN DOCUMENTO ALL’APPELLO!

20 settembre 2015 at 16:31

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“La Giunta può e deve fermare la riapertura dell’inceneritore di Scarlino perché manca la Relazione di Riferimento, un documento centrale introdotto dalla Direttiva UE 75/2010 recepita nel 2014 dal governo con un decreto apposito. La normativa è chiara: è possibile evitare l’elaborazione di tale documento solo se “emerge un rischio di contaminazione di suolo e acque sotterranee nullo”. Appurato che questo scenario non descrive l’impianto di Scarlino Energia, la Giunta Rossi deve rigettare la proposta di accogliemento avanzata dalla Conferenza dei Servizi.

Se la accogliesse Rossi andrebbe contro la normativa vigente e autorizzerebbe la quadruplicazione di trattamento rifiuti anche pericolosi, a parità di condizioni impiantistiche e senza modifiche strutturali, avvallando di fatto il secondo inceneritore più grande d’Italia dopo Brescia senza:

un’analisi sugli effetti e sugli impatti cumulativi;

chiedersi come sia possibile che a fronte di un aumento del 400% della capacità di trattamento dei rifiuti, le emissioni dell’Impianto restino le stesse di prima;

curarsi delle interferenze delle emissioni dell’inceneritore con i flussi idrici sotterranei;

curarsi che il Canale Solmine riceverà la enorme quantità di 175.200 T/A di rifiuti liquidi anche pericolosi. Opportuno ricordare che esso è un Sito soggetto a Bonifica a Breve Termine da più di 9 anni (a tutt’oggi non è neppure iniziata la Caratterizzazione del Sito) e quindi già gravemente inquinato (inquinamento del 200% da diossine e furani accertato addirittura dall’Arpat nel 2011);

– molto altro ancora (Tutte le nostre eccezioni presenti nell’atto, disponibile al seguente link)

Rossi rispetti la legge ed eviti agli abitanti di questo territorio l’ennesima ingiustizia”.

Giacomo Giannarelli
Consigliere Regionale M5S Toscana

Monitoriamo la piana del Casone!

13 settembre 2015 at 9:48

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Per l’ennesima volta i nostri PDini INCENERITORISTI, se ne sbattono altamente dei cittadini, dei malati, dell’ambiente, dei veleni che versano in mare, dell’economia di un territorio che vede diminuire il turismo e SE NE VANNO PER LA LORO STRADA COME SE, INVECE CHE AMMINISTRATORI, FOSSERO PADRONI!

RI-VO-TA-TE-LI!!!!

IPOCRISIA E OPPORTUNISMO PD

3 settembre 2015 at 20:49

opportunismo pdLa vicenda dell’inceneritore di Scarlino e più precisamente la manifestazione contro la sua riapertura ha evidenziato tutte le contraddizioni, le ipocrisie e l’opportunismo del PD.
Il PD giorni fa era uscito pubblicamente con un documento in cui pur chiedendo rassicurazioni sulla funzionalità dell’impianto si mostrava favorevole alla riapertura e quindi lasciava alla Regione ogni decisione in merito alla riapertura.
Ariganello, segretario del PD Follonichese, mercoledì 2 settembre, dichiarava che il PD restava convinto per quanto riguarda il processo autorizzativo in corso si doveva aver “piena fiducia” negli enti preposti e ribadiva di “lasciare tutti i nostri iscritti liberi di partecipare a titolo personale, senza aderire ufficialmente come forza politica”.
Il giorno successivo (oggi), per questa decisione, il consigliere Francesco Aquino si dimette dal PD ed entra nel gruppo misto e l’assessore all’Ambiente Giorgieri evidenzia una “sindrome di discrasia incurabile” nel suo partito.
Ed ecco il dietro-front, per non perdere altri “consensi”, ARRIVA IL DIKTAT del PD.
OBBEDIENZA CIECA, PRONTA ED ASSOLUTA. CONTRORDINE COMPAGNI: TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE CON LA BANDIERA DEL PARTITO!

La coerenza non contraddistingue il PD, lo contraddistingue solo un bieco opportunismo ed un alto senso degli affari.

FACCIAMO CHIAREZZA SULL’INCENERITORE DI SCARLINO

23 luglio 2015 at 21:22

sforamenti-inceneritore-scarlinoFacciamo chiarezza sulla vicenda dell’Inceneritore di Scarlino e vediamo chi sono i protagonisti.
Il PD che, ormai le vicende giudiziarie confermano, è un partito di affari che lucra sulla pelle degli italiani. Localmente non è da meno. Il PD è proprietario e gestisce l’Inceneritore di Scarlino.
I sindaci di Follonica e Scarlino, che sono PD e si dichiarano anti inceneritore.
Poi ci sono i cittadini che votano PD.
A Follonica i cittadini sono TUTTI contro l’inceneritore, non lo vogliono, hanno pure costituito ormai da decenni un Comitato che si batte e finanzia ricorsi al TAR e Consiglio di Stato contro questo impianto. Grazie a questi ricorsi, vinti, l’Inceneritore di Scarlino, in passato, è stato pure chiuso.
Ad ogni campagna elettorale il PD già dalle primarie sforna candidati che cavalcano la battaglia contro l’inceneritore. Sono tutti contro, perfino la Tacconi Cinzia (ricordiamolo a futura memoria) assessore della giunta Marras, quella giunta che ha firmato TUTTE le possibili autorizzazioni per l’apertura e riapertura dell’Inceneritore anche dopo gli sforamenti delle emissioni inquinanti del 2013.
Lo stesso Marras in campagna elettorale nelle lontane elezioni provinciali si proclamava anti inceneritori, poi una volta eletto se n’è fregato della volontà degli elettori e ha fatto gli interessi del Partito.
Anche l’ex sindaco Baldi Eleonora si professava anti inceneritore ma di fatto non lo è stata. Si potrebbe obiettare che ha fatto ricorso al TAR, che ha preso come consulente l’Ing. Rabitti. Certo TUTTO FUMO NEGLI OCCHI! Un sindaco che veramente non vuole un tumorificio alla porte della propria città si adopera con ogni mezzo possibile per incrementare ed estendere il porta a porta in tutta la città (come peraltro richiesto con una petizione da oltre duemila cittadini), battendosi contro una convenzione come quella delle Strillaie che incatena i Comuni a produrre più rifiuti o a pagare le penali per non averne prodotti abbastanza. Si batte nelle sedi del Partito per evitare la costituzione di ATO e Consorzi finalizzati solo a creare l’ennesimo organismo di affari del Partito per la gestione dei rifiuti.
L’attuale sindaco Benini non è da meno: totalmente incapace di far valere la propria volontà contro l’inceneritore di fronte alla dittatura del proprio partito. Le dimissioni dell’Ing. Rabitti sono l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia dei primi cittadini presenti e passati del PD. Rabitti con questo gesto ha dichiaratamente fatto notare che l’inchiesta pubblica è una presa in giro. Rapporti ASL tenuti nei cassetti, documentazione non presentata in tempo utile per un approfondito esame. Perché i dati vanno saputi leggere, senza fidarsi delle conclusioni delle autorità sanitarie locali e regionali. Rabitti lo sa bene e la sua storia professionale lo racconta, come quando ha confutato i dati rassicuranti delle autorità sanitarie e ha fatto emergere la verità sullo smaltimento dei rifiuti tossici di Seveso nell’inceneritore di Mantova e sulla frequenza anomala di tumori ai tessuti molli degli abitanti nella zona vicina all’inceneritore. Rabitti non si è fidato, come invece ha fatto il CTU nella Class Action, delle analisi, rapporti studi e conclusioni delle autorità nazionali preposte alla salvaguardia della salute.
I vertici di questi enti sono nominati dal PD, difficilmente avremo studi e pareri imparziali ed obiettivi.
Un sindaco con un’alta dignità morale e onestà intellettuale avrebbe come minimo stracciato pubblicamente la tessera del Partito e rassegnato le dimissioni, per dimostrare al proprio partito che è ora di farla finita di prendere in giro le persone.
Ma al PD non gliene frega niente. Finché ci saranno sufficienti elettori che lo fanno vincere continua con arroganza a farsi i fatti suoi, anzi gli AFFARI SUOI. Non importa se ad ogni elezione perde sempre più consensi e le ultime regionali lo confermano. Il suo elettorato preferisce lagnarsi al bar o su Facebook, preferisce girarsi dall’altra parte quando ci sono persone intorno che muoiono di tumore, non sentendo o meglio non volendo sentire la responsabilità del proprio voto con cui manda a governare personaggi che hanno dimostrato di fare esclusivamente gli interessi di Partito; sceglie CONSAPEVOLEMENTE sindaci che non faranno diversamente dai predecessori, sceglie un Partito che ormai di “sinistra” non ha più nulla.
Tuttavia sarà inevitabile che facendo ripartire questo inceneritore, ennesimo mostro inquinante della piana di Scarlino, dovremmo piangere cari e amici malati e morti di cancro.
E’ questo elettorato che i Follonichesi dovranno ringraziare.

UNA FARSA L’ INCHIESTA PUBBLICA SULL’INCENERITORE.

13 luglio 2015 at 22:13

scarlino_inceneritoreLa Regione Toscana gioca con la democrazia, sberleffa l’intelligenza dei cittadini e si disinteressa dell’ambiente e della salute di tutti noi.
Che i giochi fossero già decisi a favore della Scarlino Energia ne avevamo già la certezza con la variazione del numero dei componenti della commissione passati da cinque a tre membri, di cui uno in rappresentanza della Regione, uno della Scarlino Energia e il terzo in rappresentanza del fronte del NO.
Dopo la seconda seduta dell’inchiesta pubblica abbiamo avuto la conferma che la vicenda ha una forte connotazione politica, non c’entra nulla la qualità dell’impianto né tanto meno la dura sentenza del consiglio di Stato che delegittimava e bloccava con forza l’attività del l’inceneritore di Scarlino.
Tutta la vicenda risulta essere una vera e propria stortura del PD regionale parte del quale difende a spada tratta gli interessi di partito, presente con propri esponenti nel CDA della Scarlino Energia e con le cooperative che fanno parte della compagine societaria della stessa. Ci viene spontaneo chiedere se invece della Scarlino Energia fosse stato un qualsiasi altro soggetto puramente privato, la regione si sarebbe comportata allo stesso modo?
La Regione contro ogni logica e buon senso ha organizzato questo iter apparentemente per coinvolgere la cittadinanza, mentre noi pensiamo che sarebbe stato meglio che questo dispendio di energie, risorse umane e tecniche fosse stato utilizzato per impegnarsi a cambiare direzione nella gestione dei rifiuti.
Ci saremmo aspettati che l’ente che governa questa Regione si attivasse per la conversione di tale impianto in altro alternativo di cui necessita veramente la zona per andare verso il riciclo, il riuso, la riprogettazione dei prodotti e naturalmente per difendere i livelli occupazionali anzi incrementarli, in sostanza quello che ci viene richiesto dalle direttive nazionali ed europee.

Ringraziamo i comuni di Follonica e Scarlino che si sono schierati con atti concreti contro la scelta di riconsiderare una nuova procedura congiunta autorizzativa (AIA e VIA). Se le intenzioni con cui stanno agendo i rispettivi sindaci sono sincere e non camuffate per salvare la loro immagine nei propri territori, chiediamo a entrambi un ultimo atto contro tale scellerata direzione, cioè quello di strappare le tessere del PD con annuncio ufficiale alle rispettive comunità. Solo così risulterebbero credibili nella loro posizione del NO all’inceneritore di Scarlino. Basta con i doppi giochi e i doppi ruoli alla spalle dei cittadini, ricordiamo che i ricorsi prodotti dalle amministrazioni comunali fino ad ora sono stati pagati dalla collettività pur sapendo che la maggioranza della politica piddina, titolare di fatto dell’impianto d’incenerimento avrebbe fatto di tutto per riavviarlo. Di fatto il PD ha ricorso contro se stesso e noi cittadini dobbiamo pagare la parcella. Nel caso in cui l’impianto dovesse essere autorizzato di nuovo è sarebbe una sconfitta del PD che, anche a livello provinciale, non è riuscito a far altro che a candidare alla Regione due noti inceneritoristi come Marras e Pinzuti. Alla luce dei fatti chiediamo ai cittadini di riflettere, specialmente quando verranno chiamati in futuro alle urne.

CONFERENZA STAMPA M5S SU ATO TOSCANA SUD

30 giugno 2015 at 16:04

INCOERENZA PD SOTTO LE MENTITE SPOGLIE DELLA RESPONSABILITA’ DI GOVERNO

17 marzo 2015 at 16:02

struzzo PDIl NO categorico del capogruppo PD Ariganello alle nostre mozioni sulla gestione dei rifiuti ci giunge con un po’ di stupore e ci lascia molto perplessi su come un ordine di partito possa zittire dittatorialmente anche i pensieri di coloro che sembravano avessero posizioni possibiliste. I complimenti ricevuti sulle mozioni e le esternazioni di piena condivisione dei contenuti delle stesse da parte di alcuni consiglieri PD espressi nelle varie commissioni, negli incontri istituzionali nonché  nei corridoi del Palazzo Comunale ci avevano illuso di trovarsi di fronte a un Pd diverso da quello provinciale e regionale.

Forse il PD non è abituato a mozioni redatte con approfondimenti tecnici e riferimenti legislativi ma proprio per questo sono molto più politiche e con un senso più elevato di responsabilità. Nei primi mesi di mandato abbiamo dimostrato che nelle leggi ci sono le soluzioni ai problemi, basta leggerle e farle rispettare così come è accaduto per la vicenda Baldi Daniele, l’abbiamo fatto anche in questa occasione avvalendosi dei nostri legali, cosi come utilizziamo DOVEROSAMENTE i riferimenti legislativi e normativi in tutte le nostre interrogazioni; eppure nelle fila del gruppo consiliare PD risultano esserci avvocati di professione che potrebbero farci delle critiche tecniche invece di addurre VERGOGNOSAMENTE minacce di “Emergenza Rifiuti” “Magistratura” e “Responsabilità di Governo”.

Dove era la Responsabilità dell’Amministratore Pubblico PD, quando è stato votato un contratto con il gestore unico SeiToscana tutto a discapito dei cittadini? Dove era tale responsabilità quando è stato firmato il contratto per le Strillaie che costringe i comuni a conferire per 28 anni i rifiuti a Futura Spa? Dove è la responsabilità sopra citata quando è dal 2009 che la raccolta differenziata porta a porta non viene estesa ad altri quartieri (con conseguenti tasse salate ai cittadini e la penale a carico del Comune per non aver raggiunto i limiti previsti per la Raccolta Differenziata)?.

La maggioranza deve dire apertamente e con coraggio che rifiuta tali mozioni solo per difendere gli interessi economici del sistema che essi stessi hanno creato intorno a SeiToscana e, come più volte abbiamo denunciato, fatto di intrecci politici ed economico-finanziari  una sorta di  “Multiutility” PD.

Il PD ci risponda a queste domande:

E’ vero o no che i singoli comuni non hanno potere decisionale nella gestione dei rifiuti cosi come è configurato attualmente l’ATO TOSCANA SUD ?

E’ vero o no che che la legge 135/2012 riassegna ai comuni le funzioni in materia dei rifiuti ?

E’ vero o no che la legge finanziaria 191/2009 ha abolito gli ATO e i consorzi di funzioni così come  è attualmente l’ ATO TOSCANA SUD ?

E’ vero o no che al gestore unico vengono lasciati oltre al corrispettivo del servizio anche i contributi incassati dalla vendita delle materie prime seconde riciclate mentre prima venivano scorporate e quindi rispalmati i suoi benefici tra la collettività ?

E’ vero o no che è stato appaltato un servizio ad un gestore sprovvisto di un piano industriale ?

E’ vero o no che è aumentato il costo del servizio rispetto al passato e che aumenterà tendenzialmente nei prossimi anni?

Tutte domande le cui risposte sono condivise anche dall’Assessore all’Ambiente M.Giorgieri, e non solo, salvo “ripensamenti”.

I cittadini esigono chiarezza e verità e non menzogne, inoltre non ci si può considerare contro l’incenerimento solo per aver fatto ricorso alla Scarlino Energia e soprattutto dopo averlo vinto, quando nei fatti si fanno passare anni per avere un porta a porta esteso a tutta la città o pensare a impianti alternativi che devono essere approvati in sede di ATO e i cui profitti molto probabilmente andranno a favore di Sei Toscana come ad esempio il materiale riciclato del futuro ECO COMPATTATORE .

Nonostante rimaniamo a disposizione per ulteriori incontri chiarificatori su  tutti gli aspetti che comportano le mozioni.

LA MAGGIORANZA SI ARROCCA SUI RIFIUTI

10 marzo 2015 at 11:26

Commissione_Ato
In occasione della commissione congiunta tenutasi giovedì 5 marzo nella sala consiliare del Comune di Follonica, in cui è avvenuta la presentazione delle due mozioni del Movimento 5 Stelle in materia di rifiuti – Mozione Abolizione ATO e Mozione Recesso Contratto Sei Toscana – abbiamo capito chi sta dalla parte dei cittadini : M5S, FdI, FI e NCD e chi invece, come il PD, si arrocca in difesa di un sistema lobbista che essi stessi hanno creato intorno a Sei Toscana. Capitolo a parte per Gdf che certo non si può ritenere responsabile di carrozzoni costruiti da altri, ma proprio per questo ritenendoli liberi da condizionamenti esterni, ci auspicheremo un ravvedimento sul tema viste le perplessità che ci ha palesato. Questa maggioranza, pur essendo consapevole dell’inefficienza dell’Ato, dello spossessamento dei poteri da parte dei comuni in materia di rifiuti contrariamente a quello che stabilisce la legge 135/2012, di una mancanza di controllo sul gestore unico da parte dell’Ato Toscana Sud, dell’assenza di un piano industriale, di carenze dell’impiantistica, di costi di gestione dei rifiuti non adeguati al servizio reso, di fronte ad anomalie del contratto con Sei Toscana che privilegiano unilateralmente il gestore unico a danno dei comuni e quindi dei cittadini, pur concordando su diversi punti delle mozioni, probabilmente ricevendo “direttive” dal PD, sembra aver deciso di non far passare come condivise da tutto il Consiglio Comunale le mozioni che abbiamo presentato. Grazie all’esposizione chiara dei documenti da parte dell’Avvocato Claudio Fiori rispondendo e smontando puntualmente tutti i dubbi e gli scetticismi (alcuni anche legittimi) è stato possibile far comprendere ai presenti l’obbiettivo di intraprendere un percorso politico, amministrativo e tecnico volto a far cambiare la legge regionale e contestualmente richiedere in assemblea Ato l’annullamento della procedura di gara anche dopo la stipula del contratto con Sei Toscana secondo l’art. 21 l.241/90. Volevamo che un Comune importante come Follonica si facesse promotore di questa iniziativa e servisse da traino per tanti altri comuni che si trovano in disaccordo con la politica dell’Ato. Del resto il malcontento di molti Comuni era emerso anche nell’assemblea del 22 dicembre 2014 in cui i Comuni della Zona Sud, come Manciano, Capalbio, Sorano MonteArgentario, Scansano, Pitigliano Orbetello, Magliano in Toscana e Isola del giglio, oltre a altri 16 piccoli comuni avevano presentato documento congiunto con il quale avevano votato contro gli aumenti tariffari di Ato. Follonica e il suo assessore all’ambiente non era presente.
Tale politica è dettata essenzialmente da soli 3 comuni (su 109) che detengono più del 30% delle quote secondo un calcolo anch’esso iniquo. Molto probabilmente il PD follonichese si è piegato al diktat della cricca Rossi, Marras, Bramerini &C. Al di là delle mozioni da sempre contestiamo il sistema colluso tra politica e certa imprenditoria che la maggioranza continua a difendere. Un sistema che ha partorito il gestore unico Sei Toscana, una commistione tra pubblico e privato fallimentare che elude qualsiasi regola di libero mercato, che stronca sul nascere la concorrenza e che punta ad abbassare il potere contrattuale dei lavoratori. Non è nel difendere lo stato delle cose che la maggioranza follonichese agisce nell’interesse delle tasche dei cittadini, anzi non fa altro che aumentare l’esborso per il servizio dei rifiuti, ricordiamo infatti che il costo del servizio attuale per l’intero Ato ad oggi ammonta a € 98 milioni che saliranno progressivamente a € 102 milioni nel 2017, senza contare ulteriori servizi aggiuntivi come la raccolta differenziata porta a porta. A questo dobbiamo aggiungere circa € 100.000,00 annui di ecotassa che il Comune di Follonica deve pagare per il mancato raggiungimento della percentuale minima di raccolta differenziata. Tutto ciò si traduce in un inevitabile incremento della tassa sui rifiuti per i cittadini. Una maggioranza incapace di analizzare e capire che l’alternativa per riorganizzare il servizio si trova nella normativa degli Enti Locali, e precisamente nell’art. 30 del TUEL che prevede, per tali servizi, di ricorrere a forme associative attraverso la stipula delle convenzioni, per la gestione diretta dei rifiuti da parte dei comuni.
Consiglieri che si riparano dietro la paura che, una volta intrapresa un azione contro Ato, il gestore possa lasciare il Comune senza raccolta dei rifiuti, con i cassonetti pieni, eppure ci sono molti laureati in legge in questa maggioranza…
Ci rammarichiamo oltre che per l’assenza degli addetti all’informazione – unica sola presenza Simone Paradisi di TV – per la mancata presenza della maggior parte degli assessori, dei dirigenti e dell’ufficio legale, tutti informati ed invitati. Ringraziamo invece il resto dell’opposizione FI, FdI e NCD, ci hanno sostenuto ed appoggiato in questa battaglia a tutela dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle comunque porterà tale battaglia non solo nel nostro parlamento ma anche in quello Europeo e presenterà un esposto alla Corte dei Conti. Sarà inoltre una delle priorità che verranno portate all’attenzione del futuro consiglio regionale dopo le prossime elezioni.
Auspichiamo un ravvedimento della maggioranza follonichese e la convocazione di un’ulteriore seduta della commissione consiliare congiunta per fornire chiarimenti e approfondimenti.

Convocazione commissione congiunta per le mozioni SOPPRESSIONE ATO TOSCANA SUD e USCITA DAL CONTRATTO 6TOSCANA

5 febbraio 2015 at 20:22

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Con la presente il Gruppo Consiliare M5S, richiede che sia convocata una commissione congiunta tra la 3° Commissione e la Commissione Controllo e Garanzia con all’ordine del giorno, presentazione e relativo esame delle due mozioni allegate, MOZIONE SOPPRESSIONE ATO TOSCANA SUD e USCITA DAL CONTRATTO 6TOSCANA, mozioni che data l’importanza, se condivise, siano espressione di tutto il C.C. La convocazione congiunta con la commissione controllo e garanzia è indispensabile poiché l’argomento trattato riguarda società partecipate dal comune di Follonica per l’analisi dei relativi contratti e costi di gestione.
L’attuale gestione dei rifiuti presenta forti criticità e difficoltà nel rendere un buon servizio all’utenza, negli ultimi mesi ulteriormente peggiorato e con costi di gestione in crescita come risulta dall’ultima delibera ATO del 22/12/2014 che prevede un impegno di spesa di € 98.000.000,00 per il 2014 fino ad arrivare nell’arco di quattro anni ai € 102.000.000,00 esclusi i costi dei servizi ad oggi non erogati (es. ampliamento della raccolta differenziata porta a porta). I singoli comuni NON hanno la possibilità di incidere nella politica di gestione dei rifiuti, è negata agli stessi la possibilità di scegliere modalità, tempistiche ed obbiettivi più consone alle proprie realtà e in piena sintonia con le direttive europee in materia (riuso, riciclo e recupero delle materie prime seconde). La raccolta differenziata spinta, che è alla base dell’attuale normativa italiana ed europea non risulta essere nelle priorità né dell’ATO né tanto meno del gestore unico 6Toscana vista tra l’altro che l’impiantistica in dotazione quasi esclusivamente costituita da discariche e inceneritori. Tutti questi motivi hanno portato ad un approfondimento della materia, dalla costituzione dell’ATO fino ad arrivare alle modalità di aggiudicazione della gara per il gestore unico 6Toscana, che ha prodotto le due mozioni; la prima “Abolizione ATO” che dimostra la illegittimità dell’esistenza degli ambiti territoriali di area vasta riconfermati con la legge regionale n.69/2011, nettamente in contrasto con la legge nazionale n.35/2012 la quale riassegna esplicitamente agli Enti Locali (Comuni) l’organizzazione e la gestione dei rifiuti. L’altra mozione “Uscita dal Contratto 6Toscana” mette in evidenza gravi anomalie sia nel bando di gara che nel contratto stipulato tra ATO TOSCANA SUD e Gestore Unico 6Toscana sostanzialmente diverso da quello messo a base gara.
Le mozioni che il Movimento in questi giorni sta presentando in tutti i comuni delle province facenti parte dell’ATO TOSCANA SUD, sono il frutto di un lavoro prodotto da attivisti e consiglieri comunali del M5S di Arezzo, Siena e Grosseto con il supporto dei legali Donella Bonciani e Claudio Fiori. Oltre a queste due mozioni il Movimento 5 Stelle presenterà due interrogazioni parlamentari e porterà la questione in parlamento europeo.
Chiediamo, visto l’importanza dei contenuti, la presenza alla commissione congiunta il Sindaco, l’Assessore all’Ambiente e gli apicali dell’amministrazione per la competenza tecnica. Chiediamo ai presidenti delle due commissioni l’autorizzazione per far intervenire quale relatore per la mozione “Uscita dal contratto 6Toscana” l’avvocato Claudio Fiori, che ha partecipato alla stesura dei documenti.
Dato che in vista del Consiglio Comunale del 12 di febbraio sono in calendario altre commissioni proponiamo di indire la richiedente commissione congiunta nella settimana immediatamente successiva. Per una più facile comprensione, di seguito il link del video della conferenza stampa di presentazione tenutasi a Siena. https://www.youtube.com/watch?v=SsreHlmi4z8&list=UU7UtsrcmUx2TtSQAtZCfwjA
Certi della collaborazione di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale nel far valere gli interessi dei cittadini rimaniamo in attesa.
GRUPPO CONSILIARE M5S

CONSIGLIO DI STATO 2015: STOP INCENERITORE DI SCARLINO

22 gennaio 2015 at 14:15

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Finalmente giustizia è fatta!

Il Movimento 5 Stelle è sin dalla nascita contro la barbarie dell’incenerimento e a favore di una politica dei rifiuti che valorizzi gli stessi senza più considerarli un problema ma una risorsa economica ed occupazionale, per una gestione dei rifiuti che ne limiti la produzione e che punti al massimo recupero e riciclo come da normativa europea.

Ringraziamo l’Amministrazione Comunale di Follonica, le associazioni ambientaliste e il Comitato del No per aver intrapreso la strada del ricorso, il cui esito lascia spazio a molte riflessioni e considerazioni di carattere politico e sociale.
Quella del Consiglio di Stato è una sentenza pesante. Pesante nei confronti del TAR fiorentino per la sua dichiarazione di inammissibilità del ricorso, ma soprattutto devastante per chi niente ha fatto per tutelare le popolazioni della piana.

E’ una sentenza che grida vendetta e noi non possiamo fare altro, come forza politica presente nel Consiglio Comunale, che chiedere il conto a chi ha sbagliato a rilasciare le autorizzazioni: la Provincia di Grosseto con i suoi dirigenti competenti, con l’ex Presidente Leonardo Marras, con l’ex assessore all’ambiente Patrizia Siveri, e l’ex Sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri, ricordando che i loro non sono errori formali, con conseguenze di poco conto.

La sentenza ci dice, infatti, che queste autorizzazioni possono aver condizionato pesantemente la salute dei cittadini e messo in serio pericolo l’ambiente. Salute e ambiente già minati drammaticamente da un inquinamento che Arpat ed ASL hanno cercato di minimizzare in tutte le maniere.
E la sentenza, col suo richiamarsi, ripetutamente, al rispetto dell’ art.32 della Costituzione Italiana è un rimprovero chiaro a queste istituzioni per un comportamento sino ad oggi, più di tutela dell’industria che della salute dei cittadini.

La speranza è che questa vicenda apra ad un modo più responsabile di porsi verso certe problematiche da parte di tutti i soggetti in causa: enti, politici, sindacati.

Le autorità preposte al controllo devono essere messe in condizione di agire senza pressioni politiche.

La politica, più precisamente il PD, deve cessare di controllare le società interessate al ciclo dei rifiuti: nei Consigli di Amministrazione di Scarlino Energia, Futura SpA (Le Strillaie), 6 Toscana siedono esponenti PD che contemporaneamente amministrano società con fini diversi e contrastanti (incenerimento, raccolta differenziata, riciclo) e i candidati PD, che alle elezioni promettono l’estensione del porta a porta a tutta la città entro il 2015, l’adozione della Strategia Rifiuti Zero e la chiusura dell’inceneritore, devono, finalmente, passare dalle promesse ai fatti.

La politica non deve cedere al ricatto occupazionale.

Da anni il Movimento 5 Stelle indica un nuovo e alternativo modello di sviluppo in tema di rifiuti: raccolta differenziata, riciclo, riuso, ricerca. Con la raccolta differenziata e la selezione dei materiali, le 100.000 tonnellate/anno di rifiuti, prodotte nella provincia di Grosseto, consentirebbero la creazione di circa 238 nuovi posti di lavoro: 128 nella raccolta differenziata e 110 nella selezione. Posti di lavoro sicuri, locali e non de-localizzabili perché ancorati al territorio, assolutamente non inquinanti ed in cui sarebbero reimpiegati i lavoratori dell’inceneritore con beneficio per la loro e la nostra salute.

I sindacati, che avrebbero il compito di tutelare non solo i posti di lavoro ma la sicurezza e la salute dei lavoratori, ed invece fanno il gioco di Scarlino Energia.

Oggi, a maggior ragione, il Movimento 5 Stelle chiede che tutte le forze politiche e le organizzazioni sindacali si attivino per creare un polo di riciclo dei rifiuti e recupero delle materie prime seconde comprensivo della parte tecnologica e di ricerca magari attraverso la collaborazione e il coinvolgimento degli istituti scolastici e le università .

Questa sentenza deve fare infine da monito alle Amministrazioni affinché intervengano sull’Ambito Toscana Sud il cui piano di gestione dei rifiuti è principalmente orientato agli impianti, discariche e inceneritori, sui quali, finalmente da oggi, può contarne uno in meno.

Il risultato della sentenza esalta non poco l’incoerenza interna al PD a meno che non si tratti di una vero e proprio cambio di visione, in questo caso ne saremo lieti. Ci riferiamo alle dichiarazioni dell’ex assessore Barbara Pinzuti, oggi, visto l’esito del ricorso, si scopre contraria all’impianto della Scarlino Energia, vogliamo però ricordare ai cittadini le dichiarazioni fatte prima sulla stampa e successivamente nel consiglio comunale del 24/07/2012 citando le testuali parole dell’assessore giunta Baldi; Pinzuti: «Rifiuti, il ciclo va chiuso Necessario anche l’inceneritore» DICHIARAZIONE DEL 24/02/2012 Va chiuso il ciclo dei rifiuti, anche con l’inceneritore. Lo dice con chiarezza la segretaria del Partito Democratico, Barbara Pinzuti, guardando oltre la fase attuale. Di seguito la dichiarazione rilasciata nella seduta del C.C. del 24/07/2012 la Pinzuti pone una domanda retorica: “E’ giusto che Arezzo sprechi soldi pubblici per realizzare un nuovo inceneritore quando ce n’è uno già pronto nella provincia di Grosseto che potrebbe benissimo servire tutto questo vasto territorio?” Dichiarazione rilasciata nella seduta del C.C. del 24/07/2012.