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Pillole di programma: INCENERITORE DI SCARLINO

29 aprile 2014 at 20:30

inceneritore di Scarlino

In questi giorni a Follonica si parla di tutto, ma non più dell’ inceneritore di Scarlino, che continua silenziosamente a contaminare l’ ambiente in cui viviamo. Per questo ci sembra doveroso ricordare ai cittadini che tra poco si recheranno alle urne, che tutto avviene grazie alle coperture politiche e conseguenti intrecci tra i partiti e le varie società coinvolte nel ciclo dei rifiuti.

Quattro esempi, per tutti, assolutamente significativi:
Fabrizio Vigni, presidente di SEI Toscana (la società che secondo il piano interprovinciale dovrebbe raggiungere il 70% di RD nel 2020), siede nel consiglio di amministrazione di Scarlino Energia . Vigni è anche esponente di rilievo del PD e, in particolare, presidente nazionale degli Ecologisti Democratici nonché deputato nella XII, XIII e XIV legislatura;
Giuseppe Pinto, amministratore delegato della Ecolat (riciclo), membro del consiglio di amministrazione della SEI Toscana, e vicepresidente di Scarlino Energia;
Marco Buzzichelli, presente sia nel consiglio di amministrazione di Scarlino Energia che in quello di Futura SPA (il gestore dell’impianto delle Strillaie che produce il combustibile da rifiuti);
Moreno Periccioli, presidente di Scarlino Energia, esponente PCI-PDS.PD, consigliere provinciale (Siena), regionale ed ex assessore all’ambiente della Regione Toscana.
Queste società nel loro complesso sono da considerarsi, quindi, un blocco politicamente controllato dal PD, che falsamente promette la chiusura dell’inceneritore e l’estensione della raccolta rifiuti porta a porta, a tutta la città!
Il M5S, assolutamente contrario all’incenerimento, propone in alternativa la Strategia Rifiuti Zero, sperimentata con successo in altre località d’Italia, la quale, oltre a migliorare la qualità dell’ambiente, offrirebbe un’ampia ricaduta occupazionale. Le 100.000 tonnellate/anno di rifiuti prodotte nella Provincia di Grosseto, consentirebbero la creazione di ben 238 posti di lavoro sicuri, perché ancorati al territorio, ripartiti in 128 per la Raccolta Differenziata e 110 per la Selezione, con naturale assorbimento dei lavoratori dell’inceneritore, reimpiegati in un’occupazione che non ne metta a repentaglio la salute. Inoltre, con la dovuta programmazione e grazie alle materie recuperate, sarebbe senz’altro possibile innescare un nuovo circolo virtuoso rappresentato dalle attività del riciclo, del restyling dei prodotti e dalla nuova progettazione, attuando la più grande realizzazione di posti di lavoro mai pensata per la nostra provincia.
Il M5S di Follonica è contrario ad un impianto che mina la nostra economia e la nostra salute e si mette a disposizione di comitati e singoli cittadini per portare avanti azioni che portino alla sua chiusura.

Per approfondimenti il nostro programma è consultabile al link: http://issuu.com/…/m5s_follonica_-_programma_elettoral

Parlamento in movimento – Follonica 1 febbraio 2014

3 febbraio 2014 at 18:16

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Eccoli qua, ve li abbiamo portati. Li abbiamo contattati e nonostante la settimana devastante che hanno dovuto affrontare alla Camera, dove i nostri ragazzi hanno lottato sul decreto Bankitalia, sono venuti a far sentire la propria voce a tutta la cittadinanza che, ieri, nonostante il maltempo e una Follonica quasi deserta, ha riempito il Casello Idraulico.

Questi sono i nostri parlamentari, gli unici in cui crediamo, perchè fanno veramente quello per cui sono stati chiamati: l’interesse dei cittadini, il bene dell’Italia.

Anche in questa occasione ci hanno riempito di orgoglio, di speranza, pur descrivendoci una situazione istituzionale allo sfascio.

La pioggia non ha fermato i numerosi cittadini intervenuti, segno che forse,noi , come loro, qualcosa nelle coscienze delle persone stiamo smuovendo.

Questo, organizzato dal Movimento 5 Stelle di Follonica, è il primo appuntamento di “Parlamento in Movimento” nella nostra città, ne seguiranno altri nei prossimi mesi.

Video 1 – Presentazione (tempo 10,30min)

Video 2 – Intervento di Alfonso Bonafede (tempo 29,37min)

Video 3 – Intervento di Maurizio Romani (tempo 27,21min)

Video 4 – Intervento del pubblico n°1 (tempo 07,09min)

Video 5 – Intervento del pubblico n°2 (tempo 14,08min)

Video 6 – Intervento del pubblico n°3 (tempo 14,39min)

Video 7 – Intervento del pubblico n°4 (tempo 07,54min)

Video 8 – Intervento del pubblico n°5 (tempo 19,12min)

 

 

 

UN PIANO NATO VECCHIO

10 gennaio 2014 at 18:43

Considerazioni sul Piano Interprovinciale dei rifiuti.

UN PIANO NATO VECCHIO.

Questa è stata l’impressione a caldo alla presentazione di Grosseto, e tale è rimasta a mente fredda dopo qualche giorno di riflessione e discussione e la sostanza non cambia. Questo piano, in questa formulazione, nasce vecchio, senza cuore, senza prospettiva, senza respiro, senza coinvolgimento dei cittadini e delle imprese e perciò fatalmente destinato al fallimento anche nelle sue poche) buone intenzioni. Quando abbiamo cominciato a leggere le 160 pagine della bozza del Piano ci siamo sforzati di cercare i buoni propositi, le novità positive, senza per forza andare a trovare le mancanze, le magagne, gli errori. Diciamo subito che NON ci siamo riusciti, NON perché NON ci siano cose “buone”, ma perché è l’impianto stesso del piano, nella sua interezza, che porta ad un giudizio negativo.

Cerchiamo di chiarire.

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Da un piano dove gli estensori sono costretti ad ammettere, a denti stretti e dopo pagine e pagine, di aver fallito sugli obiettivi europei di Raccolta Differenziata (da ora RD, vedi grafico) e che obbligano i cittadini a pagare le connesse sanzioni comunitarie, ci saremmo aspettati un cambio di marcia importante, un cambiamento sostanziale di visione strategica, un’accelerazione per imboccare un cammino mai intrapreso e annullare i ritardi. Ed invece no! Si insiste nel percorrere le logore strade che hanno portato all’insuccesso precedente, si continua a pensare in maniera vecchia (che non significa, lo ripetiamo, che tutto sia sbagliato). Ne è esempio la presunzione di andamento dei rifiuti che viene demandata a tre soli fattori

  • la popolazione presente sul territorio;
  • il livello di reddito e la composizione dei consumi;
  • le caratteristiche merceologiche dei prodotti.

Senza minimante prendere in considerazione i due soggetti che oggi fanno veramente la differenza: i cittadini, il loro grado di informazione, di partecipazione, di consapevolezza e di informazione e di incentivazione (anche tariffaria) le aziende che devono essere coinvolte e stimolate a produrre meno rifiuti e, dal punto di vista del riciclo, prodotti migliori e senza errori di progettazione. Senza questa premessa tutto diventa, come conseguenza, meccanicistico e le previsioni riportate nella tabella lo dimostrano.

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NON si tiene conto, ad esempio, delle esperienze virtuose che pure ci sono e che ci dicono che, dove si sono fatte scelte politiche coraggiose (vedi l’area veneta, o Capannori) di coinvolgimento della popolazione e delle aziende), NON solo si sono avute percentuali di RD altissime, sopra l’80%, ma, SOPRATTUTTO, una riduzione del rifiuto anche di cifre importanti, dell’ordine del 30-35%. Invece si sono fatte previsioni conservative e su quelle si è costruito il piano, che è in pratica un piano solo IMPIANTISTICO al servizio e conferma di quelle previsioni. Anzi, ad essere cattivi, sembra che si siano adattate le previsioni alla capacità degli impianti stessi, in maniera che tutto tornasse numericamente.

Certo le premesse e gli obiettivi sbandierati alla stampa e ai media sono “condivisibili”. Come potrebbe essere altrimenti quando si legge:

  • Obiettivo di riduzione della produzione di rifiuti
  • Obiettivo di massimizzazione del riciclo e di azzeramento dello smaltimento del rifiuto residuo a discarica

Ma, poi, sono le cifre riportate che contraddicono e smentiscono la reale intenzione di raggiungere quegli obiettivi. E’ vero che si parte da un grave ritardo, dovevamo essere nel 2012 al 65% di RD, e siamo a meno del 40% (Grosseto ancor peggio), ma niente si dice dei perché e delle colpe di questo ritardo. Si stende un velo pietoso sul fallimento e sui colpevoli. E’ umano, anche comprensibile, ma sbagliato. Il non cercare ed individuare le cause del fallimento è predittivo dell’insuccesso per il futuro. Se ci si scordano e non si capiscono gli errori commessi saremo fatalmente costretti a ricaderci. Questa, ci spiace, ma è una massima ferrea, troppo spesso dimenticata. Perciò, dire che nel 2020 dovremo conseguire il 70% di RD (con almeno un 60% di rifiuti avviati al riciclo) può sembrare un dato importante, significativo solo a chi è all’oscuro della storia o NON la conosce affatto.

Detto questo, il piano propone in sei anni un misero aumento del 5% in più rispetto agli obiettivi (mancati) del 2012, e questo viene spacciato come “andare oltre gli obiettivi comunitari”!! E’ una miseria, ma viene fatta passare come un obiettivo prestigioso.

Non solo. Mentre si sbandierano queste percentuali, il piano interprovinciale si allinea pedissequamente al piano regionale dei rifiuti che prevede di innalzare la quota di incenerimento dall’attuale 13% al 20% (che guarda caso è il massimo consentito dagli impianti di incenerimento presenti), con l’aggravante ipocrita di non menzionare mai il convitato di pietra presente sul territorio, quell’inceneritore di Scarlino che brucerà non solo il CSS prodotto dalla provincia di GR e dalla Val di Cornia, ma che, grazie alle 152.000 ton/anno autorizzate dalla Provincia il giorno dopo la bocciatura della precedente VIA da parte del Consiglio di Sato, potrà incenerire rifiuti provenienti da tutt’Italia. C’è da chiedersi, e molti cittadini se lo chiederanno, specie tra i meno motivati alla RD e all’ambiente in generale, a cosa serve essere virtuosi se poi si devono respirare i veleni di qualcuno che virtuoso NON è, e se non si sono nemmeno previste agevolazioni tariffarie per chi produce meno rifiuti.

E’ questa, come si può capire, una zavorra e una tara di non poco conto per il successo del piano, ammesso e non concesso che si voglia che abbia successo.

In pratica, semplificando, la Provincia ha fatto un calcolo previsionale, probabilmente partendo da presupposti sbagliati, e su quello si sono impostate poi le variabili e i numeri degli impianti. Ha rinunciato alle sue prerogative e non ha svolto il suo ruolo di indirizzo e gestione del processo, limitandosi a consegnarci un piano inefficace e costoso, che comunque garantisce una percentuale di incenerimento in aumento rispetto al presente, che è quel che in definitiva si voleva. Perciò riprendiamo e faccio nostre, per questo piano interprovinciale, le parole del sindaco di Capannori, Giorgio Del Ghingaro, a proposito del piano regionale del duo Rossi-Bramerini.

“Dal punto di vista tecnico è inadeguato il calcolo della riduzione del rifiuto che, se opportunamente verificato e condiviso, avrebbe modificato la programmazione impiantistica, con una previsione al ribasso degli inceneritori. Dal punto di vista politico, invece, si tratta di una visione che non guarda al futuro, ma si basa su accordi volti a mantenere lo status quo, senza aprire alla modernità virtuosa. Per me e per tutti gli amministratori e i cittadini toscani che credono nella differenziata spinta e nell’importanza di una politica ambientale innovativa, si tratta di una grande delusione. … Questo piano è come un abito di vecchio taglio.

Ecco, quello interprovinciale, è un piano nato vecchio, senza spinta propulsiva, senza il coinvolgimento e la formazione dei cittadini. Un piano solo impiantistico, fatto su previsioni tecnicamente discutibili, senza cuore, senza coraggio, destinato solo ad essere l’ennesima falsa vetrina preelettorale. Una maniera vecchia ed obsoleta di pensare e programmare, che NON guarda al futuro che NON ha una “vision” se non quella tecnicistica e salvifica dagli impianti. Aldilà delle parole quella dell’incenerimento è una volontà politica evidente in questo piano che premia lo status quo, l’arroccamento di chi vive su posizioni di rendita e parassitarie ed accetta come normali i conflitti di interesse di chi siede contemporaneamente nei consigli di amministrazione di SEI e di Scarlino Energia, cioè di chi dovrebbe assicurare la Raccolta Differenziata e di chi guadagna bruciando l’indifferenziato. Un conflitto palese, ma che evidentemente a questi amministratori NON interessa. Ben altro ci saremmo aspettati e ci sarebbe voluto. Ma pretendere innovazione, modernità e interesse per il futuro da questi amministratori e dei loro padrini della regione, NON è possible e questo piano ce lo conferma. Pensiamo che tutti quelli che hanno veramene a cuore una diversa gestione dei rifiuti, del riciclo, della materia e del benessere delle future generazioni dovranno mettersi intorno ad un tavolo e programmare, NON le obiezioni od osservazioni a questo piano, che sarebbero solo rattoppi non sostanziali, ma un nuovo piano, riscriverlo ex novo su basi diverse ed innovative, e col faro a cui bisogna tendere: Rifiuti Zero.

Le scatole cinesi

4 novembre 2013 at 18:12

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GESTIONE RIFIUTI

PD: AVANTI TUTTA CON IL GIOCO DELLE SCATOLE CINESI E DELLE PERSONE GIUSTE COLLOCATE NEI POSTI DI COMANDO!!

Con la creazione di SEI Toscana, del gestore unico integrato dei rifiuti per le province di Grosseto, Siena e Arezzo, il PD ha applicato come storicamente fa da sempre il suo metodo di intrecciare affari con la politica, dal quale trae il consenso elettorale. Il neonato progetto Sei Toscana vede come soci Gestori AISA, CASENTINO SERVIZI, COSECA, CSA, CSAI E SIENA AMBIENTE, ciascuno dei quali vi partecipa con quote variabili- la quota maggioritaria è di Siena Ambiente. A fianco di questi soggetti a partecipazione pubblica vi sono una serie di soggetti industriali privati che completano l’area vasta ATO TOSCANA SUD”. Tra questi soggetti industriali figurano la ECOLAT, COOPLAT, CRCM, REVET, STA, UNIECO E LA CASTELNUOVESE. Tutti questi soggetti, sia i soci gestori che i soci industriali, sono tutti o quasi collegati tra di loro, direttamente tramite quote di proprietà o indirettamente attraverso cariche societarie: taluni personaggi difatti li troviamo presenti in più società con incarichi diversi. Tra i più gettonati ci sono Giuseppe Pinto che troviamo nel consiglio di amministrazione della SEI TOSCANA, come amministratore delegato della ECOLAT e vicepresidente della SCARLINO ENERGIA ( tra i cui proprietari figurano la STA e SIENA AMBIENTE ); Fabrizio Frizzi è presidente sia di COOPLAT che di ECOLAT; Fabrizio Vigni invece lo troviamo come presidente di SEI Toscana, presidente di SIENA AMBIENTE e nuovamente nel consiglio di amministrazione della SCARLINO ENERGIA; Marco Buzzichelli presente nel consiglio di amministrazione di SCARLINO ENERGIA e di Futura SPA che è gestore dell’impianto delle Strillaie che produce il combustibile da rifiuti destinato all’impianto di Scarlino.

Ed ecco il collegamento con la politica: Fabrizio Vigni, che abbiamo visto avere ben tre cariche all’interno di SEI Toscana, è esponente di rilievo del Partito Democratico ed in particolare è presidente nazionale degli Ecologisti Democratici nonché deputato nella XII, XIII e XIV legislatura.

La domanda sorge spontanea, come fa un inceneritorista – ricordiamo che Vigni è nel CDA di Scarlino Energia, proprietaria dell’inceneritore di Scarlino che ha causato emissioni di diossina oltre i limiti da marzo a maggio 2013 – ad essere anche ecologista?

Ma continuiamo…

Altro personaggio di spicco della politica toscana è Moreno Periccioli esponente PD, ex assessore all’ambiente della Regione Toscana nonché presente nel consiglio di amministrazione della Banca Antonveneta controllata dalla Banca Monte dei Paschi di Siena SPA proprietaria della SCARLINO ENERGIA, di cui naturalmente Periccioli ne è il presidente!

Questi intrecci tra affari e politica, tra società presenti con varie quote di partecipazione in quasi tutte le altre società di cui fanno parte esponenti del PD, fanno si che SEI Toscana sia da considerare un unico soggetto politicamente controllato.

Niente di male se il fine ultimo fosse una gestione corretta dei rifiuti come indicano le normative europee, ma andando a vedere l’impiantistica in dotazione del soggetto rileviamo che ci sono all’attivo ben tre inceneritori uno per ogni provincia senza contare l’impianto delle Strillaie, che produce CDR e al quale, l’attuale e precedente classe politica del PD-L locale ha costretto i comuni maremmani a conferire quote elevate di rifiuti indifferenziati per 27 anni ancora. Questo fa presumere che la raccolta differenziata spinta non rientri nelle loro priorità, poiché è statisticamente provato che dove c’è la presenza di un inceneritore la differenziata non riesce a decollare attestandosi su percentuali del 40/45%, ben lontano dalle virtuose percentuali di molte realtà italiane e lontane anche dal 65% prevista dal nuovo piano regionale dei rifiuti da raggiungere entro il 2020, traguardo peraltro che doveva essere già raggiunto nel 2012 secondo i dettami europei – ancora una volta disattesi.

Una politica quindi non centrata nella riduzione dei rifiuti alla fonte né nella valorizzazione dei materiali recuperati da una raccolta differenziata domiciliare. I finanziamenti pubblici (CIP6 pagati con le nostre bollette) fanno ancora gola a molti. Difatti basta verificare le quote di partecipazione a SEI Toscana dei soggetti industriali la cui attività prevalente è legata alla raccolta differenziata, un esempio? La REVET con una quota ridicola del 0,33%!

QUINDI CITTADINI, DIFFIDATE DEI RAPPRESENTATI DEL CENTRO SINISTRA – SPECIALMENTE IN CAMPAGNA ELETTORALE – QUANDO SOSTENGONO DI ESSERE CONTRARI ALL’INCENERITORE DI SCARLINO E RICORDATEVI DI QUESTE INFORMAZIONI CHE VI ABBIAMO FORNITO.

Sia Leonardo Marras che Eleonora Baldi, rispettivamente  Presidente della Provincia e Sindaco di Follonica,  nelle elezioni amministrative 2009 avevano posizioni anti inceneritoriste, ma l’uno ha concesso tutte le possibili autorizzazioni alla Scarlino Energia, l’altra non ha esteso il porta a porta a tutta la città – pur avendone la possibilità – né adottato le buone pratiche per la riduzione dei rifiuti.

 

Un altro aspetto sul quale il MoVimento vuole accendere i riflettori e richiamare l’attenzione soprattutto dei sindacati e’ quello occupazionale, spetta garantire il diritto al lavoro nonché tutelare i diritti acquisiti dei dipendenti delle società che sono confluite nel SEI Toscana . Nel caso specifico ci riferiamo ai dipendenti del COSECA SPA, non vorremmo, come spesso accade che nel giochino delle fusioni a rimetterci siano sempre e solo i lavoratori salvando invece coloro che occupano i posti di comando.

Ribadiamo che siamo contrari a questo metodo monopolista del PD nella gestione di servizi pubblici come quello dei rifiuti, un sistema questo in cui la totale ingerenza politica del PD non permette di aprire a nuove tecnologie e soluzioni come la strategia RIFIUTI ZERO, impedendo altresì un’ampia ricaduta occupazionale, per di più inquinando il territorio.

Continueremo ad impegnarci per dare alla cittadinanza più informazione e consapevolezza affinché si liberi dal ricatto occupazionale e dalle varie cambiali politiche, ultime armi che sono rimaste al PD per strappare ancora qualche consenso elettorale.

CITTADINI E LAVORATORI AVVELENATI IN SORDINA…E LE ISTITUZIONI?

21 giugno 2013 at 20:27

Dopo le gravissime ed allarmanti conferme dell’ARPAT di Grosseto, sui continui sforamenti dei livelli di diossina nei mesi precedenti da parte dell’inceneritore di Scarlino, il MoVimento 5 Stelle di Follonica, Scarlino e Gavorrano rilevano come i “controlli” e gli “autocontrolli”, di cui tanto si fanno forti le istituzioni preposte alla tutela della salute pubblica (Comuni, Provincia e Asl) per avvalorare l’utilità dell’Inceneritore di Scarlino, risultano del tutto inefficaci a difendere l’ambiente e la nostra Salute.


Ribadiamo che è stato solo per un “controllo a sorpresa” dell’Arpat di Massa Carrara che si è potuto accertare lo sforamento del 15 maggio, nonché dei precedenti, e NON grazie agli “autocontrolli” della Scarlino Energia come ha dichiarato la provincia.  

Visto che altri sforamenti sono avvenuti anche nei mesi precedenti, perché la Scarlino Energia NON ha provveduto a renderli pubblici e a fermare l’impianto?!

Ribadiamo che quel Tumorificio di Scarlino DEVE CHIUDERE DEFINITIVAMENTE e non siamo disposti a cedere al ricatto occupazionale che in tali circostanze viene ostentato non solo dalla Scarlino Energia ma anche dai Sindacati che di certo, in questo modo, non tutelano i lavoratori.

Vogliamo avviare una seria alternativa all’incenerimento dei rifiuti dando inizio al percorso RIFIUTI ZERO, con la raccolta differenziata porta a porta, la creazione di un distretto del riciclo, che contempli anche un centro ricerca, che permetterebbe di dare una risposta occupazionale di gran lunga superiore a quella dell’impianto inquinante della Scarlino Energia, garantendo così il diritto alla salute e alla sicurezza non solo ai cittadini, ma anche ai lavoratori di tutta la zona industriale del Casone e della Botte.

Auspichiamo che vengano accertate le responsabilità nelle sedi penali, amministrative e civili di tutte le autorità che hanno permesso l’apertura ed il (mal)funzionamento dell’Inceneritore e della stessa Scarlino Energia.

Alla luce di questa triste e avvelenata vicenda il MoVimento 5 Stelle di Follonica, Scarlino e Gavorrano chiedono con forza le dimissioni del Sindaco di Scarlino quale sede d’impianto, del Presidente e dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Grosseto per l’omertà, l’inefficienza e l’incompetenza dimostrata nella gestione della vicenda, mettendo a rischio la salute di centinaia di persone, l’occupazione nel settore agricolo e turistico e avvelenando il territorio.

Al Sindaco di Follonica chiediamo di impegnarsi non solo nei ricorsi, ma soprattutto di far prevalere il principio della tutela della salute pubblica senza sottomettersi alle posizioni PD sostenute dal segretario provinciale, che ha nella propria Giunta e dal “Potere Centrale” (Rossi-Bramerini) della Regione Toscana che, anacronisticamente, contro ogni buonsenso e contro le norme europee, vuole chiudere il piano dei rifiuti regionale con gli inceneritori.

Inceneritori in Toscana

Visualizza Inceneritori in Toscana in una mappa di dimensioni maggiori

Follonica Sab. 15 Giugno 2013 Assemblea pubblica: Inceneritore di Scarlino, “Diossina, superati i limiti”

7 giugno 2013 at 14:16

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GUARDA I VIDEO CHE DOCUMENTANO L’INIZIATIVA:

CI STANNO AVVELENANDO NEL SILENZIO?

30 maggio 2013 at 7:02

La diffida che la Provincia di Grosseto ha inviato alla Scarlino Energia conferma i dubbi del Movimento 5 Stelle di Follonica, Scarlino e Gavorrano: lo sforamento delle diossine è stato rilevato, non dal sistema di autocontrollo del Gestore (perché un tale sistema per le diossine non esiste), ma da uno dei due, unici, controlli annuali obbligatori effettuati dai tecnici del Dipartimento Arpat di Massa Carrara in data 23 maggio 2013.

Tale fatto fa presupporre che altri sforamenti possano essersi verificati in precedenza, ma non rilevati, né dunque comunicati alle Autorità Competenti e resi noti.

CI STANNO AVVELENANDO NEL SILENZIO?

Si rileva altresì come, ancora una volta, l’Amministrazione Provinciale, confermando un’ipocrita pseudo-sicurezza del sistema degli autocontrolli, tenga un atteggiamento compiacente nei confronti della Scarlino Energia a discapito della salute dei cittadini e dell’ambiente.

Evidenziamo inoltre l’assurdità che in tutta la Toscana solo l’ARPAT di Massa Carrara sia dotata dell’attrezzatura per la rilevazione delle emissioni di diossina, sarà forse che non la si vuol trovare?

IL M5S auspica che la Provincia di Grosseto, a tutela della popolazione, prima di dare il nulla-osta al riavvio dell’impianto, preveda come obbligatori i controlli in continuo delle emissioni di diossina e ribadisce la necessità di procedere all’attuazione della strategia “Rifiuti Zero” quale unica alternativa agli impianti di incenerimento altamente inquinanti e pericolosi per gli stessi lavoratori, per la popolazione e per l’ambiente.

IL MOVIMENTO 5 STELLE VUOLE VEDERCI CHIARO

28 maggio 2013 at 19:55

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Il Movimento 5 stelle di Follonica, Scarlino e Gavorrano prende atto del provvedimento della Provincia di Grosseto con cui si diffida Scarlino Energia a NON ravviare le tre linee dell’impianto se non dopo il rilascio di un nulla osta, e richiede chiarimenti ai Sindaci delle amministrazioni interessate in merito allo sforamento dei livelli di diossina dell’inceneritore di Scarlino.
Il Movimento sottolinea come la notizia dello sforamento sia stata resa pubblica dalla Provincia e dalla Scarlino Energia solo tre giorni dopo il fermo dell’impianto e si chiede se i Sindaci siano stati avvertiti tempestivamente.
In caso fossero stati informati ci chiediamo perché i sindaci e le autorità sanitarie competenti non abbiano provveduto, secondo criteri di precauzione e di tutela della salute pubblica, ad avvertire la popolazione di astenersi dal consumare frutta e verdura provenienti dalle zone limitrofe all’impianto?
Il Movimento, considerato che non risultano obbligatori i controlli in continuo della diossina, considera gravissimo per la salute dei cittadini che in uno dei pochissimi controlli annuali obbligatori, si sia rilevato uno sforamento, e si chiede quanti altri ce ne possano essere stati tra una verifica obbligatoria e l’altra. A volte basta cercare per trovare, e questo sforamento ci sembra tutt’altro che un’anomalia, come si vorrebbe far credere.
Si auspica anche un intervento autonomo della Magistratura per fare chiarezza sull’accaduto.

DAVIDE INCONTRA GOLIA A CAPANNORI

20 maggio 2013 at 5:33

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Sabato 18 maggio una delegazione del M5S di Follonica e Gavorrano è partita alla volta di Capannori per assistere all’incontro tra il “piccolo” Davide-Ercolini e il gigante Golia-Rossi, plenipotenziario presidente della Regione Toscana e degli Inceneritori del PD.
Reduce dai trionfi negli USA ove gli è stato consegnato da Obama il Goldman Environmental Prize l’equivalente premio Nobel per l’Ambiente, Davide ha impegnato la prima parte della mattinata, con una Lectio Magistralis di altissimi contenuti e di forte tensione emotiva, armato con la sola fionda dello Zero Waste.
Interrotto più volte da applausi scroscianti, Davide ha lanciato gli strali della politica della riduzione dei rifiuti-riciclo-riuso contro l’ottusa, speculativa e mortale politica delle Discariche e degli inceneritori.
Golia ha trascorso tutto il tempo occupato da Davide alternandosi tra:

  1. la lettura dell’Unità
  2. risolini e bisbiglii con l’Assessore Anna Rita Bramerini
  3. ironiche alzatine di sopracciglia e borbottii.

Terminata l’orazione di Davide con una Standing Ovation, alla macchinetta del caffè abbiamo incontrato Golia, al quale abbiamo chiesto se, dopo l’intervento di Davide, aveva davvero l’intenzione di tenere il suo discorso parlando dei tumorali Inceneritori del PD e, ricevuta risposta affermativa (con la precisazione che non ci sono statistiche che dimostrano la pericolosità degli Inceneritori per la salute), l’abbiamo invitato con “calore” a vergognarsi.
Dopo l’incolore e insapore intervento della Bramerini, Golia ha svolto il suo pietoso intervento, parlando di interesse e attenzione, di tempi indefiniti, di confronti imprecisati, di visioni a 360° e via svicolando.
Dal pubblico si sono allora levate energiche, ma civili contestazioni e “sottolineature”, visto che non era previsto un dibattito.
Che dire?
Ogni volta che si ascoltano anche per poche ore persone dello spessore culturale, politico ed umano di Rossano Ercolini si cresce più che se si fosse frequentato un Master Universitario.
Al nostro Gabriele Cecchini, esperto in materia di rifiuti, è stato impedito di parlare nonostante Golia l’avesse invitato a prendere la parola.

Rossano Ercolini, vince il Goldman Environmental prize

19 aprile 2013 at 9:29

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In questi giorni molte testate hanno ripreso questa notizia ansa del 15 aprile: ”Un italiano sul tetto dell’ecologia mondiale“.

E’ un maestro toscano di scuola elementare.

Si chiama Rossano Ercolini e ha messo in piedi una campagna anti-inceneritori che poi è diventato un movimento, ‘Rifiuti zero’.

Ercolini ha vinto il premio ambientale Goldman, che per tutti è più semplicemente il premio ‘Nobel’ per l’ambiente”. 

Come italiani e ancor più come toscani questo premio ci rende tutti molto orgogliosi.“Rifiuti Zero” è anche una proposta di legge d’iniziativa popolare che mira ad una riforma organica del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti e che si articola attorno a cinque parole chiave: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazionelavoro (proposta depositata lo scorso 27 marzo in Corte di Cassazione).

Così lo stesso giorno in cui a San Francisco Rossano Ercolini riceve il prestigioso premio, a Roma, in completa solitudine, i parlamentari del M5S esaminano e perfezionano la “Rifiuti Zero” nell’ambito delle commissioni permanenti disertate da tutti gli altri gruppi parlamentari con la scusa che le commissioni non sono legittimate a lavorare.

Molti follonichesi hanno avuto la possibilità di incontrare Rossano Ercolini insieme al professor Paul Connett lo scorso 26 gennaio in occasione della conferenza dal titolo “Rifiuti Zero” organizzata dal M5S di Follonica con il fine di creare consapevolezza sul tema dello smaltimento dei rifiuti.

Seppur completamente ignorato dai media, l’evento ha avuto una partecipazione oltre ogni aspettativa, sala piena, persone in piedi, molti giovani delle scuole, addirittura l’interprete lis: unici assenti la Giunta e gli Assessori del Comune di Follonica, ma si sa non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

La registrazione dell’evento, mandato anche in diretta streaming, è disponibile a questo indirizzo:

http://bambuser.com/v/3322372

Informiamo i cittadini che da Sabato 20 Aprile saremo presenti tutti i fine settimana, in via Roma, per raccogliere le firme necessarie per la presentazione della legge “Rifiuti Zero”.