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RIMBORSO BOLLETTE: Sabato 20 Febbraio, partecipa anche tu !

18 febbraio 2010 at 21:52

RIMBORSO BOLLETTE ENEL, SI PUO’ FARE !

I Movimenti a 5 Stelle di Grosseto e Follonica uniti contro il Cip6 e l’incenerimento dei rifiuti. L’evento è organizzato per diffondere le informazioni riguardanti l’ ingiusta tassa del Cip 6, la prassi per chiederne la restituzione e sensibilizzare la cittadinanza nei confronti delle tematiche ambientali implicate nell’incenerimento.

L’evento è stato intitolato “CIP6 .. o ci fai?” e avrà luogo all’inizio del Corso Carducci  di, fronte a Calzedonia a Grosseto ed al Casello Idraulico di via Roma a Follonica, sabato 20 Febbraio 2010 dalle ore 10:30 alle ore 20:00.

Il CIP6 è una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi risalente al 1992, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e “assimilate”. In quella delibera tra le assimilate sono stati inseriti i Rifiuti.

Siamo l’unico paese europeo che incentiva con fondi statali l’energia elettrica prodotta dagli inceneritori a scapito di quelle veramente rinnovabili (come l’eolico o il fotovoltaico)

Nel 2001 la Commissione Europea (dir.europea 2001/77/CE) stabilisce che “la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile “, quindi gli inceneritori non possono essere considerati fonti rinnovabili di energia e l’Italia viene condannata per aver utilizzato impropriamente il Cip 6.

Nonostante questo lo stato italiano ha lasciato che questi contributi continuassero a impinguare le casse delle società che gestiscono gli impianti di incenerimento di rifiuti, che, pur di aumentare i loro utili, continuano a bruciare plastica, carta e legno. I nostri soldi sarebbero dovuti andare a finanziare e sviluppare le vere energie rinnovabili

, creando posti di lavoro sani, sviluppo tecnologico, benessere per tutti, senza depredare le risorse in esaurimento.

L’Associazione Diritto al Futuro nasce con lo scopo di impugnare la sentenza della Commissione Europea  e portare avanti una vertenza a livello nazionale per far restituire il 7% dell’ammontare delle bollette, ingiustamente tolto dal 2001 ad oggi.

I Movimenti di Grosseto e Follonica intendono diffondere questa iniziativa e raccogliere le adesioni a questa causa: NON INCENTIVIAMO I TUMORI, NON INCENERIAMO IL FUTURO.

Chiunque sia intenzionato a partecipare a questa iniziativa, è pregato di munirsi di

1. fotocopia del documento di identità dell’intestatario del contratto col fornitore di energia elettrica,

2. fotocopia del frontespizio di una bolletta

3. 10€ (privati), 20€ (aziende) per l’iscrizione all’Associazione Diritto Al Futuro

Difendi un tuo diritto: OGNI DIRITTO NON ESERCITATO E’ UN DIRITTO PERSO

Elettricità: con le ispezioni 91 milioni di euro da restituire in bolletta

15 febbraio 2010 at 7:07

SABATO 20 FEBBRAIO

FOLLONICA, VIA ROMA PRESSO EX CASELLO IDRAULICO

CAMPAGNA DI ADESIONE PER LE RICHIESTE DI RIMBORSO

Elettricità: con le ispezioni 91 milioni di euro da restituire in bolletta

Il bilancio delle verifiche dell’Autorità sugli incentivi Cip 6 alle fonti rinnovabili e assimilate

Milano, 02 gennaio 2008

91 milioni di euro di incentivi indebitamente percepiti da restituire nelle bollette dei consumatori. E’ questo il risultato dei controlli che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha effettuato nel biennio 2006-2007 sugli operatori attivi nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Dei 91 milioni di euro, 27 sono stati già restituiti, per gli altri sono in corso le operazioni di recupero. Le violazioni accertate sono il frutto delle quasi 100 ispezioni effettuate dall’Autorità, in collaborazione con la Cassa conguaglio per il settore elettrico (CCSE), sugli impianti che usufruiscono degli incentivi “Cip 6” per la produzione da fonti rinnovabili, assimilate e da cogenerazione. Il programma di ispezioni proseguirà per tutto il 2008 e prevede di arrivare ad un totale di circa 150 verifiche.

Sul totale dei 91 milioni di euro, 59 circa sono relativi ad importi indebitamente percepiti da impianti “assimilati” e 32 relativi all’obbligo di acquisto dei ‘certificati verdi’, per impianti che non rispettavano le norme della cogenerazione.

Nel dettaglio, gli accertamenti finora conclusi hanno coinvolto 97 impianti, per una potenza installata complessiva di circa 6,900 MW, di cui il 54% circa costituita da produzione da fonti assimilate. Questa attività ha consentito di incassare subito, con conseguente alleggerimento del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate (componente A3 della bolletta), circa 27 milioni di euro, relativi ad incentivazioni indebitamente percepite da impianti “assimilati” nell’ambito del provvedimento Cip n. 6/92. I recuperi sono destinati a produrre effetti anche con riferimento alle produzioni dei prossimi anni, contribuendo a ridurre per il futuro il fabbisogno del conto A3.
Oltre ai recuperi amministrativi, la campagna di ispezioni ha innescato un circolo virtuoso, spingendo gli operatori a svolgere verifiche interne ed a rispettare le norme.

Il provvedimento Cip 6 e le ispezioni dell’Autorità

Il provvedimento Cip n. 6/92 continua a rappresentare il più rilevante sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili e cosiddette assimilate, sia in termini di quantità di energia ritirata dalla rete pubblica (50 TWh, di cui circa l’80% prodotta da impianti alimentati da fonti assimilate alle rinnovabili, che includono i combustibili fossili commerciali), sia in termini di oneri posti a carico del sistema pubblico. Detti oneri ammontano infatti a circa 3.600 milioni di euro all’anno e costituiscono il più rilevante dei cosiddetti oneri generali del sistema elettrico (oneri parafiscali), posti a carico dei clienti finali del servizio elettrico attraverso la componente A3 della tariffa elettrica, che incide per circa l’8% della tariffa media nazionale prima delle imposte. Il provvedimento Cip n. 6/92 esaurirà i suoi effetti solo nel 2020, con un onere complessivo previsto tra 20 e 25 miliardi di euro.

In considerazione della rilevanza economica degli oneri posti a carico del sistema elettrico dal provvedimento Cip 6, l’Autorità, sin dal 2004, ha deciso di intensificare ed estendere le verifiche ed i sopralluoghi sugli impianti di produzione incentivati, avvalendosi della Cassa conguaglio per il settore elettrico. La CCSE ha quindi costituito un Comitato di esperti che ha emanato un Regolamento per l’effettuazione delle verifiche e dei sopralluoghi ed ha proceduto alla selezione, tramite bandi, di un pool di esperti verificatori provenienti dal mondo universitario e dall’industria.

Il programma di verifiche ispettive sugli impianti di produzione incentivati, per accertare la sussistenza dei presupposti secondo i quali gli impianti hanno usufruito di incentivazioni, prevedeva un obiettivo triennale di 150 impianti da verificare, tramite sopralluogo, di cui la terza annualità (2008), recentemente approvata dal Comitato di gestione della CCSE, riguarderà 50 impianti per oltre 3.200 MW.

NOTA

Le fonti rinnovabili. Secondo il Cip 6, sono considerati impianti alimentati da fonti rinnovabili quelli utilizzano il sole, il vento, l’acqua, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici e inorganici o di biomasse;

Le fonti energetiche ‘assimilate’ sono risorse di origine fossile; il Cip 6 comprende gli impianti di cogenerazione, gli impianti che utilizzano calore di recupero, fumi di scarico e gli impianti che utilizzano gli scarti residui di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori. L’80,5% dell’energia elettrica Cip 6 è prodotta da fonti assimilate.

MENZOGNE SUGLI INCENERITORI E LA GENTE MUORE

10 gennaio 2010 at 12:52

La dott. Patrizia Gentilini, oncologa. membro dell’Associazione dei Medici per l’Ambiente denuncia in questo video il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso in associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Fra l’altro fa riferimento a un documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, che è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Toscana.

dal Blog di Beppe Grillo:

Le affermazioni dell’oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime. Fa riferimento a falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute. Per occultare le nuove fabbriche di tumori. Credo che sia opportuno che un magistrato (sicuramente almeno uno leggerà il blog) proceda di ufficio per accertare la verità. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

“Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.
Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.
Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.
Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.
Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento.
E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente.
In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.
Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa? Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici. Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare. Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.
Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale.
Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi.” Patrizia Gentilini

STOP INCENERITORI. L’ ALTERNATIVA C’E’ !

10 gennaio 2010 at 12:45

Video lezione realizzata dal giornalista Matteo Incerti sul ciclo integrato alternativo ad inceneritori e mega discariche: riduzione, raccolta porta a porta, compostaggio, trattamento meccanico biologico “a freddo”, strategia Rifiuti Zero.