GRAZIE AL M5S FOLLONICA LA PIANA DI SCARLINO E L'INCENERITORE ALL'ATTENZIONE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE

m5s-al-ministeroOggi 08 gennaio 2019 una delegazione, formata dal Movimento 5 Stelle Follonica, Forum Ambientalista Toscana Roberto Barocci, Comitato del NO all’inceneritore di Scarlino Ubaldo Giardelli e Giulio Passarini, Comitato Bruna e SOS Piana di Scarlino Oliviero Bracci, che grazie all’intervento dei parlamentari pentastellati Chiara Gagnarli e Riccardo Ricciardi, è stata ricevuta dal Ministero dell’Ambiente. Finalmente c’è stata la possibilità di essere ascoltati e soprattutto di portare le istanze delle comunità di Follonica e Scarlino in merito alla preoccupante situazione ambientale della Piana di Scarlino e per la vicenda inceneritore di Scarlino. È stato acceso un faro sulla situazione dell‘inquinamento dovuto alle ceneri di pirite e ai gessi rossi, sulle mancate bonifich
e e sull’iter autorizzativo dell’inceneritore di Scarlino. È stato depositato un corposo dossier, grazie al prezioso e insostituibile lavoro svolto dalle associazioni ambientaliste, ricevendo da parte del Ministero il massimo impegno per approfondire meglio la questione nei vari aspetti i cui sviluppi verranno seguiti e sollecitati dai portavoce del Movimento 5 Stelle.

 




SCARLINO ENERGIA CONTINUA A TRAVISARE

inceneritoreNel giro di pochi giorni la proprietà dell’inceneritore di Scarlino torna a ripetere che il solito ferro vecchio abbia avuto il benestare anche del Governo oltre che della Regione. È chiaro l’intento di Scarlino Energia di infiltrare dissidi all’interno di coloro che si oppongono alla riapertura dell’impianto e di divulgare notizie infondate senza alcun riscontro documentato in merito all’avallo governativo sulla riapertura dell’ impianto.
Solo con il M5S al Governo del paese si può sperare di avere una corretta politica di gestione dei rifiuti che vada nella direzione della riduzione degli stessi, della raccolta differenziata e verso una progressiva dismissione degli inceneritori e delle discariche. A tutti gli altri “finti oppositori” e “aperti sostenitori” consigliamo di tacere visto i risultati ultra decennali di una malagestione in materia.




MOZIONE M5S “FOLLONICA PLASTIC FREE CHALLENGE”

plastic-free-2Il Movimento 5 Stelle con una mozione intende far diventare il Comune di Follonica un Comune libero dalle plastiche usa e getta aderendo così all’iniziativa lanciata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa “PLASTIC FREE CHALLENGE”. Anche un piccolo Comune come Follonica può contrastare l’uso spropositato dell’utilizzo e del non corretto conferimento come le plastiche usa e getta: bottiglie, posate, piatti e imballaggi vari. L’Amministrazione comunale deve dare per prima il buono esempio riducendo drasticamente l’utilizzo della plastica negli edifici pubblici adottando alcune azioni come ad esempio la sostituzione dell’attuale sistema di distributori di acqua in bottiglie di plastica, l’introduzione di macchine del caffè con cialde compostabili, nonché provvedere all’istallazione di eco-compattatori in punti strategici della città, all’istallazione di distributori di latte ed altri alimenti alla spina ed infine a bandire dalle sagre, ristoranti e attività ricettive tutto il materiale uso e getta.

Ogni anno ci sono circa 8 milioni di tonnellate di plastica che finiscono in mare, lo stesso mare a cui Follonica deve tutta la sua fortuna e per questo indispensabile da difendere e preservare. La gravità del fenomeno della plastica in mare sta nel tempo di decomposizione di tale materiale previsto in 15 anni per una bottiglia e addirittura un secolo per posate e accendini. L’Amministrazione Comunale deve rispondere all’appello contro la plastica come sta facendo l’Unione Europa in procinto di abolire gli oggetti in plastica monouso come cotton fioc, bicchieri o piatti di plastica. Greenpeace che ha lanciato dal primo giugno 2018 il Plastic Radar un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in mare utilizzando via Whatsapp il numero +39 3423711267 ed infine imitare il Ministro Costa che attraverso la campagna #IoSonoAmbiente si è impegnato a rendere il suo dicastero “Plastic Free” entro il prossimo 04 ottobre.

E’ tempo di passare ai fatti.




CASSONETTI INTELLIGENTI? …ANCHE NO!

tecno-sei-3-1024x577La scelta della Giunta Benini di istallare i cassonetti intelligenti per la raccolta differenziata prevista e in alcune zone già avviata, come nel rione Salciaina, è sbagliata perché fa fare un passo indietro nella raccolta dei rifiuti in quanto non permetterà una migliore differenziazione né una riduzione degli stessi. Il sistema dei cosiddetti cassonetti intelligenti di intelligente hanno ben poco se non un’apertura automatica attraverso un’apposita tessera elettronica. Un sistema questo che comporta un enorme investimento iniziale, dei costi di manutenzione notevoli e con l’aggravio che non consentiranno il calcolo di una tariffa puntuale premiante per quei cittadini che faranno correttamente la raccolta differenziata e soprattutto l’impossibilità di un controllo sul corretto conferimento dei rifiuti vanificando di fatto una raccolta differenziata di qualità. Perché questo cambio di direzione dell’Amministrazione Benini? Perché deviare dalla raccolta porta a porta, unico sistema attualmente valido per garantire una buona raccolta differenziata? Per il Movimento 5 Stelle risulta indispensabile non abbandonare il porta a porta a favore dei cassonetti intelligenti proprio ora che la Regione ha deciso di riavviare l’Inceneritore di Scarlino. Anzi occorre invece migliorare il sistema porta a porta con i tags (etichetta elettronica) capaci di individuare non solo l’utente ma anche il numero dei conferimenti e la pesatura degli stessi al fine di calcolare una tariffa premiante; mentre in zone e rioni con particolari esigenze e peculiarità occorrerebbe prevedere delle piccole isole ecologiche presidiate. Infelice inoltre è risultata la scelta del periodo in cui avviare questo nuovo sistema, in piena stagione estiva creando disagi e accumuli di rifiuti nei pressi dei cassonetti. Alcuni Comuni che hanno optato per i cassonetti intelligenti sono dovuti ritornare al porta a porta poiché hanno visto nel medio periodo ridursi drasticamente la percentuale di raccolta differenziata. Questo sistema “intelligente” rispecchia l’incapacità della Giunta Benini e di Sei Toscana di gestire correttamente il ciclo dei rifiuti, un sistema fallace sia nella raccolta che nell’impiantistica di trattamento. Per questi motivi ma soprattutto per il mancato obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata da estendere a tutta la città entro il 2015, come previsto nel programma elettorale della coalizione di maggioranza, chiediamo le dimissioni dell’Assessore all’Ambiente, in quanto inerme e del tutto impossibilitato a incidere verso una gestione corretta dei rifiuti in quanto esponente del Partito Democratico che gestisce con le proprie multiutility la gestione dei rifiuti e dell’inceneritore a spese della salute e dei soldi dei cittadini.




I GESSI ROSSI SONO UN RIFIUTO!

gessi-rossiSE VUOI LEGGERE IL TESTO DELLA COMMISSIONE IN TOSCANA, DA PAG 98 SI PARLA DELLA PROVINCIA DI GROSSETO E QUINDI DI SOLMINE E TIOXIDE. CLICCA QUI!

E’ stato affermato chiaramente nella relazione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta in Toscana sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati redatta e approvata nella seduta del 28 febbraio 2018. Per decenni gli enti preposti al controllo e al monitoraggio ambientale hanno considerato il “Gesso Rosso” come uno scarto del processo produttivo del biossido di titanio quindi considerato come materia prima secondaria, NON UN RIFIUTO. Per questo motivo e per anni il gesso rosso è stato utilizzato per il ripristino ambientale della Ex Cava di quarzite di Poggio Speranzona a Montioni e commercializzato in agricoltura come ammendante o fertilizzante di secondo livello. A seguito dei prelievi di campioni di gessi rossi, eseguiti dai NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), direttamente alla cava e nei cumuli già pronti per la vendita ai grossisti, è stato accertato che gli stessi, contenendo concentrazioni superiori al limite consentito di metalli pesanti tra i quali cobalto cromo e vanadio, sono inidonei sia per il ripristino ambientale della cava sia per l’utilizzo in agricoltura. La relazione conferma che trattandosi non più di scarto di lavorazione ma rifiuto avrebbe dovuto avere come unica destinazione la discarica. Il mancato invio in discarica dei gessi rossi, ha determinato per Huntsman Tioxide un notevole risparmio di spesa per decine di milioni di euro.

Nella stessa relazione si dichiara che gli inquinanti presenti nei gessi rossi, oltre all’arsenico di cui la piana è altamente inquinata, sono direttamente collegati alle patologie come tumori alla vescica, linfoma non hodgkin, sarcoma nei tessuti molli e mieloma multiplo per i quali la nostra zona ha un’incidenza che è pari al doppio rispetto a tutto il resto della Toscana.

Sulla base di questa relazione come gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato una domanda di attualità al Sindaco Benini al fine di sapere se intenderà procedere alla sospensione del conferimento dei gessi rossi presso la cava di Montioni visto che non essendo una discarica non ha i requisiti strutturali e normativi per continuare ad accoglierli. Quale sarà l’atteggiamento del Sindaco nei confronti dei soggetti pubblici e privati coinvolti? Si adopererà in difesa dell’ambiente della salute dei suoi cittadini e per quella dei lavoratori sia della cava che del polo chimico? Chiederà conto a chi ha ritenuto per anni i gessi rossi come semplici scarti invece di rifiuti speciali? Oppure soccomberà come fa da anni il suo partito democratico al ricatto occupazionale?

Riteniamo che il territorio compreso tra Follonica e Scarlino abbia già dato in termini di vite umane e di risorse ambientali devastate dall’industria chimica a vantaggio e alla ricerca costante del profitto. I cittadini sono stanchi di essere considerati statisticamente irrilevanti.

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M5S e lo stato di salute dei cittadini di Follonica e Scarlino

In dastop-inceneritoreta 19 aprile 2018 presso la Sala Consiliare del Comune di Follonica si è svolta un’importante commissione consiliare indetta dall’Amministrazione Benini sul tema della tutela della salute dei cittadini follonichesi. Una commissione nella quale i relatori, dr. Maurizio Spagnesi e il dr. Paolo Piacentini, hanno illustrato le conclusioni e i dati essenziali di uno studio dell’ASL descrittivo sullo stato di salute dei cittadini di Follonica e Scarlino.

Purtroppo lo studio evidenzia e conferma quello che ormai è la pura realtà da decenni. Per alcune patologie si riscontrano degli eccessi di casi sia rispetto alla provincia di Grosseto che alla Regione Toscana. Patologie che, riguardano ad esempio la cardiopatia ischemica, il tumore al colon-retto e alla vescica così come il tumore al sistema emolinfopoietico e la patologia tumorale della cute, destano molta preoccupazione tra la comunità cittadina che è intervenuta numerosa alla commissione ponendo domande puntuali e circostanziate testimoniando non solo molta sensibilità e preoccupazione, ma soprattutto rilevando la necessità di confrontarsi direttamente con coloro che decidono le sorti della salute dei cittadini, tecnici e politici. Un documento, secondo il Movimento 5 Stelle in alcuni passaggi importante, che la politica non può non considerare in termini di prevenzione e riduzione dei rischi. Inevitabile che i presenti abbiano associato immediatamente con allarme, tali risultati ad una eventuale ennesima riapertura dell’impianto di incenerimento di Scarlino. Una riapertura che contribuirebbe inevitabilmente a sottoporre la popolazione locale ad un ulteriore fattore di inquinamento in un contesto di salute pubblica già a rischio.

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Il Movimento 5 Stelle da anni denuncia che l’inceneritore di Scarlino è una questione tutta politica interna al Partito Democratico che è collegato alla gestione dell’impianto di Scarlino. Impianti che ha ricevuto negli anni, senza alcun problema, tutte le autorizzazioni possibili prima da Scheggi, poi Marras e adesso da Rossi – esponenti PD – nonostante la forte e puntuale opposizione della cittadinanza ed i ricorsi del Comitato del No all’Inceneritore di Scarlino e del Comune di Follonica sempre a guida PD.

Movimento 5 stelle di Follonica ha sempre fornito e diffuso informazioni –presenti su www.follonica5stelle.it sulla corretta gestione dei rifiuti, sulla differenziata porta a porta, del riuso e riciclo. Il Movimento 5 Stelle attraverso incontri pubblici con personaggi di spicco nazionale e internazionale quali Paul Connet e Paolo Rabitti, rassegne stampa, proposte di legge, mozioni e interrogazioni al sindaco, in regione e in parlamento ha cercato di attirare l’opinione pubblica sulle alternative alle discariche, agli inceneritori. Il Movimento 5 Stelle di Follonica, alla luce di questo studio, chiede a tutte le istituzioni di ordine e grado di lavorare sulla prevenzione, quindi di istituire il Registro Tumori, che siano eseguite delle serie bonifiche della Piana di Scarlino, di avere controlli più efficaci sugli impianti industriali esistenti e ci aspettiamo che la Regione non rilasci l’ennesima autorizzazione alla riapertura dell’inceneritore di Scarlino scongiurando un ulteriore attacco allo stato di salute dei cittadini. Sicuramente non accetteremo che la Regione si faccia nuovamente gioco dei cittadini nella conferenza del 03/05/2018 con decisioni già prese. Non accetteremo inoltre che la riapertura dell’inceneritore di Scarlino si intenda alternativa a quello di Firenze ormai e fortunatamente accantonato.




INCENERITORE DI SCARLINO... DI NUOVO AL VIA

no-inceneritori-768x768Nonostante oramai certo e certificato che gli inceneritori sono una fabbrica di tumori, il PD ottusamente continua ad insistere su quel ferro vecchio quale è l’impianto di Scarlino, mettendo gravemente a rischio la salute dei cittadini.

Dalla recentissima Indagine sulla salute dei residenti nel comune di Pisa, condotta dall’Istituto di Fisiologia clinica del CNR, è stato accertato l’aumento della mortalità da tumori per l’esposizione all’inceneritore di Ospedaletto. L’inceneritore di Ospedaletto, gestito da Geofor Spa, è di PROPRIETA’ PUBBLICA (http://www.geofor.it/index.php?id=136&tx_ttnews%5Btt_news%5D=235&cHash=1b8731f6079c2b6d95b1d6b0fa4f1f6d).

La difesa ed il diritto alla salute non sono tutelati dal PD: alla nuova richiesta di autorizzazione alla riapertura dell’impianto di Scarlino Energia, ostinatamente voluto e gestito dal Partito Democratico, la Regione Toscana sembra sia prontissima a dare parere favorevole, nonostante anni di contenzioso, puntualmente perso innanzi a TAR e Consiglio di Stato, tra fermate e ripartenze con accertati sforamenti delle emissioni oltre i limiti di legge a danno quindi della nostra salute.

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In precedenza le autorizzazioni ad incenerire i rifiuti erano arrivate dall’ex-presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, attualmente capo gruppo consiliare PD in Regione e contemporaneamente candidato al Parlamento. Lo stesso Marras che, durante la campagna elettorale 2009, parlava di ambiente e sottoscriveva impegni al Comitato del No all’inceneritore di Scarlino. La stessa persona che ora promette di trasformare il nostro territorio in un distretto del cibo con agricoltura biologica e di qualità, quando per anni ha consentito di far avvelenare il suolo, le falde idriche e l’aria anche grazie ad una politica alquanto superficiale sul fronte dei controlli.

Il PD continuando ad essere fervente sostenitore dell’incenerimento dei rifiuti proibisce al nostro territorio di essere proiettato verso un futuro più sostenibile. Un territorio chiuso nella morsa di un tasso di disoccupazione che supera il 10% in cui invece una gestione virtuosa dei rifiuti potrebbe generare una ripresa occupazionale che a livello nazionale è stimabile in oltre 200.000 posti di lavoro rispetto alle poche centinaia offerte dagli inceneritori senza contare i rischi per la salute che ciò comporta.

Per il Movimento 5 Stelle, coerentemente con la politica che da sempre porta avanti nella gestione dei rifiuti, è necessario il raggiungimento di quegli obbiettivi già previsti dall’Europa, riduzione riuso e riciclo dei rifiuti. Il perseguimento di tali obbiettivi permettono la chiusura degli impianti d’incenerimento e il ricorso sempre meno necessario alle discariche. L’abolizione degli incentivi all’incenerimento, l’incremento della raccolta differenziata al 70% a livello nazionale in breve tempo, il trattamento del residuo 30%, in modo da ridurre ulteriormente la quantità dei rifiuti, e incrementare la ricerca su altri metodi di recupero sono le basi di una seria strategia per il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.

PARTECIPA. SCEGLI. CAMBIA.




SOCIETA’ DELLA SALUTE TOSCANA. ANOMALIA E BUSINESS DELL’ASSISTENZA SOCIALE

coeso-sdsmodDa tre società della salute (Coeso Area Grossetana, Colline Metallifere e Amiata grossetana) a una sola maxi Sds: Coeso Società della salute dell’area socio–sanitaria grossetana, brevemente detta «Coeso Sds Grosseto». Bacino di utenza: 20 Comuni della provincia.

Da Arcidosso a Scarlino, passando per Grosseto, Follonica, Massa Marittima e Montieri, Monterotondo per un totale di 170mila abitanti. È dunque andato in porto il progetto di riorganizzazione dei distretti socio-sanitari della Maremma voluto dalla Regione Toscana, che trova i suoi indirizzi nella legge Regionale 11 del 2017. Il 34% delle quote del nuovo consorzio sono attribuite per legge alla USL Toscana Sud Est, mentre il restante 66% ripartito trai Comuni in misura proporzionale alla popolazione.

Il Comune di Follonica è stato l’ultimo ad approvare la fusione sopra citata all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio. Premesso che il M5S ha sempre ritenuto le società della salute dei carrozzoni funzionali al sistema politico regionale monopolizzato da decenni dal Partito Democratico, questa fusione, checché ne dica il suo Presidente, e Sindaco di Monterotondo Termine, non ne migliora certo la sua funzionalità.

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Il nuovo Coeso recepisce in tutto e per tutto le linee guida della nuova legge regionale, che oltre ad aver tagliato centinaia di posti letto, allungato le liste di attesa per esami diagnostici, e spinto i cittadini sempre di piu’ verso prestazioni erogate dai privati, detta le linee guida anche per il sistema Socio Sanitario.

Invece di abolire le Società della Salute, crea una Super Società fondendone tre in una, spacciando questa fusione come una soluzione per razionalizzare la spesa, erogare maggiori servizi e accorpare il tutto in nome di un finto risparmio.

Un po’ come la storia degli ATO creati per la gestione dei rifiuti e gestione del servizio idrico integrato.

Ma cosa è la società della salute?

La Società della salute è un consorzio pubblico esistente solo in Toscana, costituito dai comuni di una zona sociosanitaria e l’azienda USL per poter governare e programmare le politiche relative alla Salute. La Società della salute, invenzione tutta toscana del presidente Enrico Rossi, è stata introdotta nel sistema sanitario toscano con la modifica della LR 40/2005 “Disciplina del servizio sanitario regionale” approvata dal Consiglio regionale nel novembre 2008.

Dichiarate illegittime con la sentenza 326 del 17/11/2010 dalla Corte Costituzionale, sono ormai diventate caso da manuale di ente terzo che usa fondi comunali senza che i consiglieri dell’ente possano di fatto esercitare la loro funzione di controllo.

Questo è quanto di meglio i nostri politici governanti sono riusciti a partorire, dimostrazione di come il loro ego smisurato e straboccante strafottenza possano restringere ancor di piu’ il loro già misero campo di visione.

Chiedete a chi si trova con persone in grave indigenza se il servizio socio sanitario così come è gestito riesce a dare risposte. Chiedete alle famiglie con persone che necessitano di assistenza continua, se il servizio socio sanitario riesce a dare risposte oggettive, oppure la sola risposta che trovano è in strutture private a cifre accessibili solo da chi ha cospicue possibilità economiche. Eppure il diritto alla salute ed alle cure è sancito anche nella nostra costituzione, ma evidentemente chi ci sta governando lo ha totalmente dimenticato.

Nel programma nazionale, il M5S ha tra le priorità quello di rescindere il rapporto, dannoso e arcaico, fra politica e sanità, eliminando il criterio della fiduciarietà negli incarichi dei direttori generali da parte del Presidente di Regione e redistribuire il potere decisionale degli stessi.




IL SISTEMA PD STA IMPLODENDO

Rifiuti

Che la gestione dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo avesse delle forti anomalie e che fosse  strettamente  collegata alla sfera del Partito Democratico è fuori discussione. Già anni fa, quando il Movimento 5 Stelle di Follonica ricostruì la compagine societaria di Sei Toscana mise in evidenza l’intreccio politico-imprenditoriale attraverso un sistema di scatole cinesi (http://www.follonica5stelle.it/le-scatole-cinesi/ ) e di figure di partito collocate strategicamente nei consigli di amministrazione delle società appartenenti al gestore unico.

Un sistema di gestione rifiuti non tanto volto alle nuove tecnologie e strategie di trattamento, riduzione e riciclo degli stessi, ma un sistema vetusto volto esclusivamente a gravare sulle tasche dei cittadini grazie all’avallo e alla collaborazione dei sindaci compresi quelli che si sono avvicendati a Follonica.

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Un sistema che, nonostante stia implodendo, insiste a dare gli ultimi colpi di coda continuando a provocare danni permanenti alle comunità.

La mossa  di acquisizione di quote della Scarlino Energia da parte di Sei Toscana, potrebbe causare non poche ripercussioni negative come, ad esempio, la redistribuzione dei debiti della società su tutti i cittadini delle tre provincie servite dal Gestore Unico, oppure che lo stesso inceneritore di Scarlino possa essere riesumato come un impianto strategico all’interno del piano dei rifiuti. Obbiettivo, questo, che vogliamo ricordare essere stato anche di una parte dei rappresentanti del PD locale tra cui Leonardo Marras ex presidente della provincia, Barbara Pinzuti segretario provinciale PD e Cinzia Tacconi ex-assessore provinciale prima e candidata alle primarie poi, tra i maggiori fautori dell’incenerimento e dell’inceneritore di Scarlino come impianto pubblico.

E’ inaccettabile che l’Ato Toscana Sud e i sindaci non siano intervenuti per scongiurare l’acquisizione delle quote della Scarlino Energia, a maggior ragione ora che sia l’Ato che Sei Toscana sono sotto indagine della Procura di Firenze e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Ora che i buoi sono scappati, tante amministrazioni PD presentano mozioni sulla vicenda rifiuti, per cercare di recuperare quella credibilità agli occhi dei cittadini ormai persa da anni. La fiducia verso la comunità va coltivata con il tempo e va tradotta nei fatti, fatti che il PD nei rifiuti come in altri punti ha sempre disatteso.

Raccolta differenziata porta a porta estesa solo ad un altro piccolo quartiere di Follonica dopo due anni dal mandato, quando nel suo programma, il sindaco Benini prometteva l’estensione della differenziata puntuale a tutta Follonica entro il 2015, tariffe sui rifiuti in aumento ed un servizio ancora più scadente di quello precedente. Senza dimenticare che dietro all’angolo c’è sempre lo spauracchio dell’inceneritore.

Auspichiamo che non siano i lavoratori ed i cittadini a dover pagare il prezzo più alto per il fallimento di questa strategia, volta ad una gestione clientelare, a dir poco opaca. Coop e MPS sono l’immagine plastica della folle gestione a targa Pd. I responsabili vanno cercati nella loro classe dirigente.




SINISTRI, MANCATA SICUREZZA. (Ognuno copra le buche davanti a casa sua e siamo a posto!)

buca-stradaleSono circa 100.000,00 gli euro spesi nel 2015 dal Comune di Follonica a fronte di ben 28 richieste di risarcimento danni da parte di cittadini, mentre altre 14 stanno aspettando di essere definite e nel caso liquidate. Le cause di tali richieste sono a vario titolo ma per il 65% dei casi sono da imputare all’assenza di manutenzione del manto stradale e dei marciapiedi.

Un po’ tutta la città è oggetto dei sinistri in questione ma sono due le aree più interessate, il Centro e Pratoranieri, quelle in cui la carenza di manutenzione è più accentuata che altrove. Si tratta di dati contabili ufficiali forniti dagli uffici del Palazzo Comunale e che riguardano la quantificazione iniziale dei sinistri, sicuramente destinata ad aumentare in caso di contenzioso, senza contare altre eventuali richieste ancora non pervenute agli uffici poiché un cittadino ha 5 anni di tempo per richiedere risarcimento e per fare la quantificazione del danno. Il restante 35% è stato causato da svariati motivi, tra cui la caduta di rami pericolanti debitamente segnalati e per i quali sembra non esserci stato un tempestivo intervento.

E’ inaccettabile che gli attuali amministratori si trincerino dietro alla fandonia della scarsa liquidità delle casse comunali che impedisce di intervenire sulla sicurezza stradale a tutela dei cittadini, quando invece ci è stato ampiamento dimostrato dall’attuale maggioranza che per altri interventi ed iniziative non prioritarie, le risorse finanziarie si riescono a trovare.

Follonica necessita non di progetti faraonici, ai quali di regola segue un’incapacità di gestione del mantenimento delle opere realizzate, ma di una seria programmazione di ciò che deve essere fatto con priorità garantendo una costante gestione dell’ordinario. Ricordiamo alla cittadinanza che nel Piano Triennale delle opere pubbliche risulta sempre in agenda la realizzazione della bretella alla rotonda di via Sanzio pari ad un investimento di circa 2 milioni di euro, quante strade e marciapiedi potrebbero essere messi in sicurezza con tale somma?

L’analisi dei dati relativi all’elenco dei sinistri dell’anno 2015; l’estate appena trascorsa caratterizzata da un “indecoroso” decoro urbano, ampiamente segnalato e documentato; la manutenzione approssimativa e dannosa del verde pubblico, evidenziano, ancora una volta, una gestione politica fallimentare dell’assessorato di competenza del vice sindaco Andrea Pecorini.