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M5S: TRATTA FERROVIARIA TIRRENICA VOCE AI PENDOLARI

6 dicembre 2017 at 21:50

treniIl trasporto ferroviario come altri settori della costa e del sud della Regione Toscana sono totalmente trascurati e dimenticati dalla Regione Toscana e dalla Giunta Rossi. Il Movimento 5 Stelle è già intervenuto sul tema del trasporto ferroviario presentando una mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale Follonichese, volta ad incrementare il numero delle corse e l’ottimizzazione degli orari sulle direttrici Pisa/Livorno/Grosseto e Firenze/Grosseto. La situazione è rimasta invariata, anche se il Governo Regionale (PD) si vanta di aver inserito due nuovi treni sulla tratta Firenze/Pisa, lasciando di nuovo a secco la costa sulle medesime direttrici. Questo non ci ferma e attraverso, l’assessore alla mobilità del Comune di Livorno, ed i nostri consiglieri regionali, abbiamo ottenuto l’istituzione di un tavolo di discussione sulle criticità espresse. All’ incontro con l’assessore Regionale Ceccarelli oltre ai Sindaci della costa sud è prevista una rappresentanza di tutti quei cittadini che subiscono quotidiane disfunzioni e disagi del servizio. Al fine di poter portare peso nella discussione, chiediamo a tutti gli utenti pendolari e non, interessati per studio, lavoro e turismo che  rilevano le problematiche rilevate sopra esposte, di farsi avanti e portare in questo gruppo le loro proposte. Siamo disponibili anche ad organizzare un primo incontro su Follonica cercando di creare rete con le altre località costiere. Il Movimento 5 Stelle di Follonica ritiene fondamentale l’efficientamento e il potenziamento del trasporto pubblico ferroviario per permettere uno sviluppo economico anche ecosostenibile senza tralasciare il sacrosanto diritto di una corretta e legittima fruizione dei servizi pubblici alla stregua del resto della Regione, contrastando con forza il progetto di una Toscana a due velocità.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE DELLE TRE PROVINCE DI ATO SUD

28 febbraio 2017 at 20:51

logom5snuovoRiceviamo e pubblichiamo:”Il dott. Mairaghi è il nuovo AD di SEI Toscana il Gestore Unico del Servizio integrato dei Rifiuti di ATO Toscana Sud. Come mai un uomo politico di spicco che viene da tante esperienze e incarichi di responsabilità di organi amministrativi (tutti di nomina politica PD) oggi è stato nominato Amministratore Delegato di SEI Toscana il Gestore privato del Servizio di rifiuti della Toscana Sud (Arezzo, Grosseto e Siena)?

La risposta è abbastanza semplice: il dott. Mairaghi è Presidente del CdA di STA, la società tramite la quale le tre grandi cooperative “rosse” tosco-emiliane UNIECO, LA CASTELNUOVESE E COOPLAT controllano SEI Toscana. Il dott. Mairaghi rappresenta l’anello di congiunzione di quel “groviglio”tra pubblico e privato tramite il quale il PD controlla l’intero sistema dei rifiuti nel sud della Toscana.

Un groviglio che non nasce ora, che c’è sempre stato. Un groviglio che ha portato ad avere un sistema di gestione inefficiente e costosissimo. In tutti questi anni nessuno dei Sindaci che governavano ATO ha mai sollevato un dubbio sulla bontà del sistema, anche quando i costi salivano alle stelle, e sono gli stessi Sindaci che negli anni hanno approvato senza battere ciglio ogni provvedimento in ATO Sud, compreso l’affidamento del servizio a Sei Toscana.

Ci chiediamo: perché, persino nel momento in cui ANAC chiede il commissariamento di SEI che, secondo la Magistratura e la stessa ANAC si sarebbe aggiudicata la gara in modo irregolare, la risposta della società dentro l’occhio del ciclone, la cui maggioranza azionaria è detenuta dalle tre Coop rosse, è quella di nominare suo amministratore un politico di professione?

Il PD, che controlla ATO con i Comuni eil Gestore SEI con le tre Cooperative, piazza i suoi uomini là dove meglio gli servono attraverso un sistema di vasi comunicanti che costituisce l’apoteosi del conflitto di interessi (Controllore e Controllato sono espressione dello stesso soggetto), necessario a garantire che nulla venga modificato,con il risultato che ad essere privilegiati sono gli interessi delle aziende targate PD invece di quelli dei cittadini.

UNA MOZIONE PENTASTELLATA A FAVORE DEL TRASPORTO FERROVIARIO

18 febbraio 2017 at 13:26

orari-treniE’ stata depositata nei giorni scorsi una mozione a firma del Movimento 5 Stelle Follonica al fine di impegnare il sindaco e la Giunta Follonichese verso la Regione Toscana ad  incrementare dal prossimo orario dei treni in corso di elaborazione, il    numero di corse sulle direttrici Pisa-Grosseto e Firenze Grosseto.

Uno strumento che si è rivelato fondamentale per rendere più agevole l’uso del trasporto ferroviario è quello del “memorario”, servizio attivato nel 2004 dalla Regione Toscana che offre più treni con orari di facile memorizzazione, a cadenze regolari e coordinati per facilitare gli spostamenti dei viaggiatori di Trenitalia incentivando così la mobilità sostenibile. Strumento che è attualmente adottato in tutte le direttrici ferroviarie toscane eccetto che in quella della costa Livorno-Grosseto e Firenze-Grosseto.

Spesso la costa e il sud della Toscana vengono dimenticate dal Governo Regionale e il settore della mobilità non fa eccezioni. Risulta evidente l’assenza di corse dei treni in alcune fasce orarie creando disagio tra i lavoratori, studenti e i turisti che scelgono il treno quale mezzo per visitare i nostri luoghi. Se si considera che sulle suddette tratte la mobilità è affidata, per quanto riguarda il collegamento stradale veloce, alla Variante Aurelia la cui manutenzione lascia spesso a desiderare, che alcune aree tra Livorno e Grosseto sono inserite in area di crisi complessa e molte altre sono a vocazione turistica, risulta indispensabile garantire, migliorare e rendere più efficiente l’uso del treno.

Migliori collegamenti attraverso una mobilità sicura e sostenibile comporterebbero un maggior sviluppo economico e turistico per Follonica.

Chiediamo al Sindaco Benini pertanto di farsi carico di questa istanza da presentare al prossimo incontro in Regione che si terrà il 20 Febbraio,e fare fronte comune con le altre città costiere.

 

Province… realtà o ectoplasmi?

7 gennaio 2017 at 15:26

casta-2Il MoVimento 5 Stelle lo ha detto da sempre: abolire le province, enti che rappresentano solo un “poltronificio” per piazzare parenti, amici & C. in posti strategici ed aziende partecipate e controllate.

Tutti i partiti si trovarono d’accordo nel sopprimerle, a parole ma non nei fatti. Le Province esistono, sprecano, costano, e sono ora esenti dal controllo diretto dei cittadini. Avrebbero dovuto, secondo la riforma costituzionale, chiamarsi Aree Vaste o, come in Sicilia, Consorzi di liberi Comuni. Ecco, un modo elegante per dire che sono cosa nostra, della politica, dei partiti, e non si vogliono interferenze.

Adesso sono i consiglieri comunali ed i sindaci a decidere chi guiderà la Provincia e chi saranno i consiglieri provinciali, e a decidere saranno sempre gli stessi, espressione dei vari partiti che nei decenni si sono spartiti senza alcun rimorso di coscienza cariche ed onori (scaricando spesso gli oneri a mai individuati responsabili).

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre invocato l’abolizione delle Province e, coerente alla sua richiesta, non presenta alcuna lista o candidatura alle elezioni di Domenica 8 Gennaio.

Non ci facciamo lusingare dalla prospettiva di acquisire poltrone o cariche o di essere gli artefici di vittorie che potrebbero in futuro dare spazio alle nostre battaglie. Uno dei valori fondanti del Movimento è la coerenza, parola caduta in disuso tra i vari partiti.

Per questo, per coerenza, tutti i portavoce del M5S della provincia di Grosseto non parteciperanno in alcun modo alla sottoscrizione delle finte liste e alle successive finte votazioni, ritenendole un’ulteriore presa in giro ed una offesa all’intelligenza di tutti i cittadini.

RIFIUTI “ATO TOSCANA SUD SPECCHIO DEL FALLIMENTO DI UN SISTEMA, PAGATO DA 800MILA CITTADINI. COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA VENGA IN TOSCANA

14 ottobre 2016 at 14:10

atorifiutiFirenze 14 ottobre 2016. Il Movimento 5 Stelle chiede l’intervento della “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati” sul caso ATO Toscana Sud.

“Il quadro d’insieme su ATO Toscana Sud è specchio preoccupante del fallimento del sistema regionale di gestione dei rifiuti a targa PD. Chiediamo alla Commissione parlamentare d’inchiesta di aiutare il Consiglio Regionale in un percorso di approfondimento su una situazione che, al netto degli illeciti in accertamento e da accertare, vede come sempre i cittadini quali vittime dell’incapacità di governo” segnala Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio e primo firmatario dell’atto.

“800 mila cittadini tra Siena, Grosseto e Arezzo pagano una TARI tra le più alte d’Italia benché la raccolta differenziata media sia al 33,56% cioè la metà dell’obiettivo al 2012. Col paradosso di Comuni con buone performance affossati da aumenti del costo del servizio anche del 63%. Per dirne una lo smaltimento in ATO Toscana SUD costa circa 3 milioni di euro più del tabellare ministeriale” prosegue il Cinque Stelle.

“La giunta regionale continua ad ignorare la questione e questo è inaccettabile. Ricordiamo ai cittadini che è lei ad aver creato quel sistema che ha fatto vincere a Sei Toscana un appalto ventennale da 160 milioni per ottenere queste performance. Appalto finito poi sotto indagine di Procura di Firenze e Corte dei Conti per turbativa d’asta e danno erariale” aggiunge il consigliere regionale M5S.

“Il sistema ATO Toscana Sud, che Rossi insiste per esportare negli altri due ATO, è inefficiente e inefficace. Si fermino. L’esempio deve insegnare altrimenti ripeteremo gli stessi errori anche su ATO Costa e Centro. Basta con i Comuni azionisti del gestore della raccolta, proprietari degli impianti di conferimento e soci del soggetto “terzo” che dovrebbe vigilare: l’ATO. E’ un corto circuito inefficiente, al pari del socio privato, da sempre portatore in Toscana di aumenti del costo del servizio e conflitti di interesse pagati dai cittadini. Sei Toscana è oggi al 26,8% di S.T.A. spa, primo socio privato, che ha quote azionarie anche di chi gestisce gli impianti e fa capo a Banca Etruria. Se il sistema è inefficiente ma qualcuno ci continua a guadagnare sulla pelle dei cittadini, è l’ora di dire No” conclude il Cinque Stelle.

MICROCREDITO A 5 STELLE ANCHE IN TOSCANA!

15 maggio 2016 at 10:05

MicrocreditoGrazie a oltre 14 milioni di stipendi restituiti dagli eletti M5S è stato costituito un fondo di garanzia per il microcredito che ha già finanziato oltre mille imprese e creati 2500 posti di lavoro.

Finalmente! Dopo mesi di incontri con gli organismi preposti, il Movimento 5 Stelle ha raggiunto un accordo estremamente interessante con Fidi TOSCANA per rendere veloce ed economico l’accesso al microcredito.

In Toscana, come anche per le regioni Marche e Abruzzo, non è possibile accedere al finanziamento tramite microcredito senza dover passare da Confidi: tanto per citarne due nella nostra zona, Fidi Toscana e Artigiancredito.

L’accordo è stato preso anche con Banca Intesa, sempre a livello regionale, pertanto possiamo tranquillamente confermare a tutti coloro che volessero intraprendere un’attività commerciale/artigianale/ professionale che gli strumenti di credito con le garanzie del microcredito a 5 Stelle sono perfettamente operativi, veloci ed economici.

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REGIONE FERMI INCENERITORE DI SCARLINO MANCA UN DOCUMENTO ALL’APPELLO!

20 settembre 2015 at 16:31

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“La Giunta può e deve fermare la riapertura dell’inceneritore di Scarlino perché manca la Relazione di Riferimento, un documento centrale introdotto dalla Direttiva UE 75/2010 recepita nel 2014 dal governo con un decreto apposito. La normativa è chiara: è possibile evitare l’elaborazione di tale documento solo se “emerge un rischio di contaminazione di suolo e acque sotterranee nullo”. Appurato che questo scenario non descrive l’impianto di Scarlino Energia, la Giunta Rossi deve rigettare la proposta di accogliemento avanzata dalla Conferenza dei Servizi.

Se la accogliesse Rossi andrebbe contro la normativa vigente e autorizzerebbe la quadruplicazione di trattamento rifiuti anche pericolosi, a parità di condizioni impiantistiche e senza modifiche strutturali, avvallando di fatto il secondo inceneritore più grande d’Italia dopo Brescia senza:

un’analisi sugli effetti e sugli impatti cumulativi;

chiedersi come sia possibile che a fronte di un aumento del 400% della capacità di trattamento dei rifiuti, le emissioni dell’Impianto restino le stesse di prima;

curarsi delle interferenze delle emissioni dell’inceneritore con i flussi idrici sotterranei;

curarsi che il Canale Solmine riceverà la enorme quantità di 175.200 T/A di rifiuti liquidi anche pericolosi. Opportuno ricordare che esso è un Sito soggetto a Bonifica a Breve Termine da più di 9 anni (a tutt’oggi non è neppure iniziata la Caratterizzazione del Sito) e quindi già gravemente inquinato (inquinamento del 200% da diossine e furani accertato addirittura dall’Arpat nel 2011);

– molto altro ancora (Tutte le nostre eccezioni presenti nell’atto, disponibile al seguente link)

Rossi rispetti la legge ed eviti agli abitanti di questo territorio l’ennesima ingiustizia”.

Giacomo Giannarelli
Consigliere Regionale M5S Toscana

La trasparenza NON è di questo mondo.

21 ottobre 2014 at 18:02

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Nella recente commissione consiliare sui gessi rossi stoccati nella cava di Montioni e sulla radioattività riscontrata nello stabilimento della Tioxide, il sindaco Benini aveva annunciato, per martedì 21 ottobre, la convocazione in regione di sindaci, assessori all’ambiente per un confronto con i responsabili ASL, ARPAT e dell’azienda. Saputo questo il consigliere di minoranza Ottaviani (fratelli d’Italia) ha chiesto al Sindaco se, in qualità di presidente della commissione di controllo e garanzia, il consigliere del Movimento 5 Stelle Laura Pacini potesse essere presente all’incontro.
Il sindaco Benini ha risposto: “immagino di sì, immagino di sì”, salvo poi, sentiti i vertici dalla regione, smentirsi il giorno prima della riunione stessa.
No! Il consigliere Pacini non può essere presente.
La cosa non ci stupisce, in effetti capiamo perfettamente che partecipare ad una riunione dove sono presenti E.Rossi, Bramerini, Benini, Giorgeri, vertici responsabili ASL e ARPAT, vertici di Huntsman Tioxide, con un consigliere del M5S…. “è fantascienza”!
Troppa trasparenza, si sa fa male.

Le scatole cinesi

4 novembre 2013 at 18:12

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GESTIONE RIFIUTI

PD: AVANTI TUTTA CON IL GIOCO DELLE SCATOLE CINESI E DELLE PERSONE GIUSTE COLLOCATE NEI POSTI DI COMANDO!!

Con la creazione di SEI Toscana, del gestore unico integrato dei rifiuti per le province di Grosseto, Siena e Arezzo, il PD ha applicato come storicamente fa da sempre il suo metodo di intrecciare affari con la politica, dal quale trae il consenso elettorale. Il neonato progetto Sei Toscana vede come soci Gestori AISA, CASENTINO SERVIZI, COSECA, CSA, CSAI E SIENA AMBIENTE, ciascuno dei quali vi partecipa con quote variabili- la quota maggioritaria è di Siena Ambiente. A fianco di questi soggetti a partecipazione pubblica vi sono una serie di soggetti industriali privati che completano l’area vasta ATO TOSCANA SUD”. Tra questi soggetti industriali figurano la ECOLAT, COOPLAT, CRCM, REVET, STA, UNIECO E LA CASTELNUOVESE. Tutti questi soggetti, sia i soci gestori che i soci industriali, sono tutti o quasi collegati tra di loro, direttamente tramite quote di proprietà o indirettamente attraverso cariche societarie: taluni personaggi difatti li troviamo presenti in più società con incarichi diversi. Tra i più gettonati ci sono Giuseppe Pinto che troviamo nel consiglio di amministrazione della SEI TOSCANA, come amministratore delegato della ECOLAT e vicepresidente della SCARLINO ENERGIA ( tra i cui proprietari figurano la STA e SIENA AMBIENTE ); Fabrizio Frizzi è presidente sia di COOPLAT che di ECOLAT; Fabrizio Vigni invece lo troviamo come presidente di SEI Toscana, presidente di SIENA AMBIENTE e nuovamente nel consiglio di amministrazione della SCARLINO ENERGIA; Marco Buzzichelli presente nel consiglio di amministrazione di SCARLINO ENERGIA e di Futura SPA che è gestore dell’impianto delle Strillaie che produce il combustibile da rifiuti destinato all’impianto di Scarlino.

Ed ecco il collegamento con la politica: Fabrizio Vigni, che abbiamo visto avere ben tre cariche all’interno di SEI Toscana, è esponente di rilievo del Partito Democratico ed in particolare è presidente nazionale degli Ecologisti Democratici nonché deputato nella XII, XIII e XIV legislatura.

La domanda sorge spontanea, come fa un inceneritorista – ricordiamo che Vigni è nel CDA di Scarlino Energia, proprietaria dell’inceneritore di Scarlino che ha causato emissioni di diossina oltre i limiti da marzo a maggio 2013 – ad essere anche ecologista?

Ma continuiamo…

Altro personaggio di spicco della politica toscana è Moreno Periccioli esponente PD, ex assessore all’ambiente della Regione Toscana nonché presente nel consiglio di amministrazione della Banca Antonveneta controllata dalla Banca Monte dei Paschi di Siena SPA proprietaria della SCARLINO ENERGIA, di cui naturalmente Periccioli ne è il presidente!

Questi intrecci tra affari e politica, tra società presenti con varie quote di partecipazione in quasi tutte le altre società di cui fanno parte esponenti del PD, fanno si che SEI Toscana sia da considerare un unico soggetto politicamente controllato.

Niente di male se il fine ultimo fosse una gestione corretta dei rifiuti come indicano le normative europee, ma andando a vedere l’impiantistica in dotazione del soggetto rileviamo che ci sono all’attivo ben tre inceneritori uno per ogni provincia senza contare l’impianto delle Strillaie, che produce CDR e al quale, l’attuale e precedente classe politica del PD-L locale ha costretto i comuni maremmani a conferire quote elevate di rifiuti indifferenziati per 27 anni ancora. Questo fa presumere che la raccolta differenziata spinta non rientri nelle loro priorità, poiché è statisticamente provato che dove c’è la presenza di un inceneritore la differenziata non riesce a decollare attestandosi su percentuali del 40/45%, ben lontano dalle virtuose percentuali di molte realtà italiane e lontane anche dal 65% prevista dal nuovo piano regionale dei rifiuti da raggiungere entro il 2020, traguardo peraltro che doveva essere già raggiunto nel 2012 secondo i dettami europei – ancora una volta disattesi.

Una politica quindi non centrata nella riduzione dei rifiuti alla fonte né nella valorizzazione dei materiali recuperati da una raccolta differenziata domiciliare. I finanziamenti pubblici (CIP6 pagati con le nostre bollette) fanno ancora gola a molti. Difatti basta verificare le quote di partecipazione a SEI Toscana dei soggetti industriali la cui attività prevalente è legata alla raccolta differenziata, un esempio? La REVET con una quota ridicola del 0,33%!

QUINDI CITTADINI, DIFFIDATE DEI RAPPRESENTATI DEL CENTRO SINISTRA – SPECIALMENTE IN CAMPAGNA ELETTORALE – QUANDO SOSTENGONO DI ESSERE CONTRARI ALL’INCENERITORE DI SCARLINO E RICORDATEVI DI QUESTE INFORMAZIONI CHE VI ABBIAMO FORNITO.

Sia Leonardo Marras che Eleonora Baldi, rispettivamente  Presidente della Provincia e Sindaco di Follonica,  nelle elezioni amministrative 2009 avevano posizioni anti inceneritoriste, ma l’uno ha concesso tutte le possibili autorizzazioni alla Scarlino Energia, l’altra non ha esteso il porta a porta a tutta la città – pur avendone la possibilità – né adottato le buone pratiche per la riduzione dei rifiuti.

 

Un altro aspetto sul quale il MoVimento vuole accendere i riflettori e richiamare l’attenzione soprattutto dei sindacati e’ quello occupazionale, spetta garantire il diritto al lavoro nonché tutelare i diritti acquisiti dei dipendenti delle società che sono confluite nel SEI Toscana . Nel caso specifico ci riferiamo ai dipendenti del COSECA SPA, non vorremmo, come spesso accade che nel giochino delle fusioni a rimetterci siano sempre e solo i lavoratori salvando invece coloro che occupano i posti di comando.

Ribadiamo che siamo contrari a questo metodo monopolista del PD nella gestione di servizi pubblici come quello dei rifiuti, un sistema questo in cui la totale ingerenza politica del PD non permette di aprire a nuove tecnologie e soluzioni come la strategia RIFIUTI ZERO, impedendo altresì un’ampia ricaduta occupazionale, per di più inquinando il territorio.

Continueremo ad impegnarci per dare alla cittadinanza più informazione e consapevolezza affinché si liberi dal ricatto occupazionale e dalle varie cambiali politiche, ultime armi che sono rimaste al PD per strappare ancora qualche consenso elettorale.

Cerchiamo VOLONTARI Rappresentanti di Lista

7 febbraio 2013 at 19:46

 

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