I tagli di Enrico Letta

11 maggio 2013 at 21:11
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ATTESA PER IL MOVIMENTO A CINQUE STELLE DEI RISULTATI POLITICI

Apprendiamo che Enrico Letta avrebbe dichiarato che lui, con un decreto, toglierà gli stipendi ai ministri, mentre Grillo “non riesce a togliere la diaria ai suoi parlamentari che invece si ribellano”.

Il Movimento Cinque Stelle invita il Presidente del Consiglio ad estrarre una calcolatrice e ad effettuare la seguente somma: 42 milioni di euro di rimborsi elettorali rifiutati alle ultime elezioni politiche; 5 milioni di euro l’anno derivanti dal dimezzamento dell’indennità parlamentare; 3,5 milioni di euro l’anno derivanti dalla rinuncia alle spese generali aggiuntive (informatica, telefoni, taxi); 1,620 milioni di euro l’anno derivanti dalla rinuncia all’indennità di fine mandato; 175mila euro l’anno derivanti dalla rinuncia alle indennità di carica dei presidenti, dei vicepresidenti e dei questori. Il tutto tralasciando ulteriori varie ed eventuali, ivi compresa la questione della diaria che, per la precisione, una volta detratte le spese di vitto e alloggio rendicontate, difficilmente assomerà a un importo superiore a poche centinaia di euro a testa, che in ogni caso la maggior parte dei parlamentari a cinque stelle – se non tutti – restituirà parimenti.

Una volta effettuata la somma e premuto il tasto idoneo a visualizzare il risultato sul display della sua calcolatrice, il presidente Letta, cui suggeriamo di effettuare tale operazione da seduto per scongiurare le possibili conseguenze di un probabile capogiro, avrà chiari tutti i numeri e la coerenza del Movimento Cinque Stelle, che coglie l’occasione per sfidarlo non già a superarlo – cosa invero realisticamente impossibile -, nell’esclusivo interesse del Paese, quanto perlomeno ad eguagliarlo. Se Enrico Letta accetta la sfida, il Movimento Cinque Stelle e gli italiani tutti non potranno che essergliene grati. Tuttavia, al momento il Movimento Cinque Stelle può dimostrare nei fatti di avere già mantenuto le sue promesse, mentre Enrico Letta è ancora nella fase di chi è costretto a declinare i verbi al futuro (“toglierò”). Come del resto tutte le altre forze parlamentari.

MOVIMENTO CINQUE STELLE SENATO”

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