IL CIRCOLO “PORTO” CALA VIOLINA

12 marzo 2017 at 21:19
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CIRCOLO CALA VIOLINAL’analisi alla “Variante Costa”, sulla quale il M5S ha espresso voto contrario all’adozione e depositato le relative osservazioni ha portato ad effettuare alcune riflessioni anche sull’area in gestione al Circolo Nautico Cala Violina.

A marzo 2016 è stato approvato il progetto preliminare per modificare le opere esistenti nell’area di spiaggia in concessione proprio al Circolo, con la costruzione di un pennello emerso trasversale, con la “motivazione” che tali opere non hanno funzionato adeguatamente e quindi fosse necessario intervenire per preservare la risorsa di sabbia che lì si accumula.

Con la Delibera Giunta 273/2016 di approvazione del piano triennale delle opere pubbliche si prevede, nel 2017, la costruzione e realizzazione del pennello ma con oneri a carico del privato che si presume possa essere il Circolo Nautico Cala Violina.

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Premesso che non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti dei soci del Circolo, questo a nostro avviso complica ulteriormente la situazione e getta molte perplessità sull’iter in atto della Variante, ma soprattutto per il futuro dell’area di Senzuno, per le quali è lecito da parte nostra, avanzare le seguenti osservazioni.

In primo luogo non si comprende perché un’opera di difesa pubblica sia da finanziare da parte di un privato.

La proposta di costruire il pennello viene dall’Amministrazione che lo ha progettato e proposto nel Piano Triennale: se è un’opera di difesa di un’area pubblica come sostiene il Comune, perché tale difesa non è stata affidata all’ente competente in origine la Provincia e ora la Regione?

Invece nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune nell’anno 2017 si prevede che un privato, certo non un benefattore, finanzi per 150.000 euro l’esecuzione di un pennello trasversale progettato dal Comune.

Forse perché non è un’opera di difesa ma un’altra cosa?

Forse l’obiettivo è creare terreno fertile utile per realizzare un porticciolo o qualcosa di simile?

L’Amministrazione lo deve dire apertamente perché la concessione è intestata al Comune ed ha il dovere di dire con chiarezza che si prevede la possibilità di trarre un profitto dalla sua utilizzazione.

Il problema infatti non è la gestione economica ma il fatto che non si segue la strada corretta: se il Comune ha l’esigenza di fare un punto di ormeggio per la nautica e dare un servizio turistico, allora si assegni la concessione con una gara per una Gestione di tipo economico finanziario, si apra la partecipazione al bando con la precisa volontà di rilasciare la concessione al progetto nel quale si manifesti l’effettivo ritorno degli investimenti su servizi di pubblico utilizzo.

E’ questo il problema di cui si chiede conto: come si sceglie chi paga intervento? Come può un privato realizzare e pagare una opera pubblica di difesa del litorale? Se si prevede che i lavori siano eseguiti dal privato deve essere applicato il Codice dei Contratti ed appalti pubblici? Se sono i gestori a pagare l’opera come si finanziano? Sono venduti i posti barca oppure si chiede di avere la gestione della nuova struttura per altri anni? Resterà la gestione sociale che invece era perseguita al momento della costituzione del sodalizio? Chi controlla la gestione dei posti barca se sarà costruito un vero e proprio porto turistico?

Queste sono le domande che ci poniamo nell’interesse dei cittadini follonichesi che avrebbero il diritto, visto che la concessione è del Comune che affida la gestione di un bene pubblico, ad avere chiarezza delle condizioni su cui si intende far realizzare e gestire l’area dopo la costruzione del pennello trasversale. Tutti avrebbero diritto a concorrere per un posto barca, a costi sociali, e non certo per creare un’altra possibile occasione di speculazione sul territorio.

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