IL SISTEMA PD STA IMPLODENDO

24 gennaio 2017 at 18:34
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Rifiuti

Che la gestione dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo avesse delle forti anomalie e che fosse  strettamente  collegata alla sfera del Partito Democratico è fuori discussione. Già anni fa, quando il Movimento 5 Stelle di Follonica ricostruì la compagine societaria di Sei Toscana mise in evidenza l’intreccio politico-imprenditoriale attraverso un sistema di scatole cinesi (http://www.follonica5stelle.it/le-scatole-cinesi/ ) e di figure di partito collocate strategicamente nei consigli di amministrazione delle società appartenenti al gestore unico.

Un sistema di gestione rifiuti non tanto volto alle nuove tecnologie e strategie di trattamento, riduzione e riciclo degli stessi, ma un sistema vetusto volto esclusivamente a gravare sulle tasche dei cittadini grazie all’avallo e alla collaborazione dei sindaci compresi quelli che si sono avvicendati a Follonica.

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Un sistema che, nonostante stia implodendo, insiste a dare gli ultimi colpi di coda continuando a provocare danni permanenti alle comunità.

La mossa  di acquisizione di quote della Scarlino Energia da parte di Sei Toscana, potrebbe causare non poche ripercussioni negative come, ad esempio, la redistribuzione dei debiti della società su tutti i cittadini delle tre provincie servite dal Gestore Unico, oppure che lo stesso inceneritore di Scarlino possa essere riesumato come un impianto strategico all’interno del piano dei rifiuti. Obbiettivo, questo, che vogliamo ricordare essere stato anche di una parte dei rappresentanti del PD locale tra cui Leonardo Marras ex presidente della provincia, Barbara Pinzuti segretario provinciale PD e Cinzia Tacconi ex-assessore provinciale prima e candidata alle primarie poi, tra i maggiori fautori dell’incenerimento e dell’inceneritore di Scarlino come impianto pubblico.

E’ inaccettabile che l’Ato Toscana Sud e i sindaci non siano intervenuti per scongiurare l’acquisizione delle quote della Scarlino Energia, a maggior ragione ora che sia l’Ato che Sei Toscana sono sotto indagine della Procura di Firenze e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Ora che i buoi sono scappati, tante amministrazioni PD presentano mozioni sulla vicenda rifiuti, per cercare di recuperare quella credibilità agli occhi dei cittadini ormai persa da anni. La fiducia verso la comunità va coltivata con il tempo e va tradotta nei fatti, fatti che il PD nei rifiuti come in altri punti ha sempre disatteso.

Raccolta differenziata porta a porta estesa solo ad un altro piccolo quartiere di Follonica dopo due anni dal mandato, quando nel suo programma, il sindaco Benini prometteva l’estensione della differenziata puntuale a tutta Follonica entro il 2015, tariffe sui rifiuti in aumento ed un servizio ancora più scadente di quello precedente. Senza dimenticare che dietro all’angolo c’è sempre lo spauracchio dell’inceneritore.

Auspichiamo che non siano i lavoratori ed i cittadini a dover pagare il prezzo più alto per il fallimento di questa strategia, volta ad una gestione clientelare, a dir poco opaca. Coop e MPS sono l’immagine plastica della folle gestione a targa Pd. I responsabili vanno cercati nella loro classe dirigente.

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