INCENERITORE DI SCARLINO… DI NUOVO AL VIA

22 febbraio 2018 at 20:09
image_pdfimage_print

no-inceneritori-768x768Nonostante oramai certo e certificato che gli inceneritori sono una fabbrica di tumori, il PD ottusamente continua ad insistere su quel ferro vecchio quale è l’impianto di Scarlino, mettendo gravemente a rischio la salute dei cittadini.

Dalla recentissima Indagine sulla salute dei residenti nel comune di Pisa, condotta dall’Istituto di Fisiologia clinica del CNR, è stato accertato l’aumento della mortalità da tumori per l’esposizione all’inceneritore di Ospedaletto. L’inceneritore di Ospedaletto, gestito da Geofor Spa, è di PROPRIETA’ PUBBLICA (http://www.geofor.it/index.php?id=136&tx_ttnews%5Btt_news%5D=235&cHash=1b8731f6079c2b6d95b1d6b0fa4f1f6d).

La difesa ed il diritto alla salute non sono tutelati dal PD: alla nuova richiesta di autorizzazione alla riapertura dell’impianto di Scarlino Energia, ostinatamente voluto e gestito dal Partito Democratico, la Regione Toscana sembra sia prontissima a dare parere favorevole, nonostante anni di contenzioso, puntualmente perso innanzi a TAR e Consiglio di Stato, tra fermate e ripartenze con accertati sforamenti delle emissioni oltre i limiti di legge a danno quindi della nostra salute.

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In precedenza le autorizzazioni ad incenerire i rifiuti erano arrivate dall’ex-presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, attualmente capo gruppo consiliare PD in Regione e contemporaneamente candidato al Parlamento. Lo stesso Marras che, durante la campagna elettorale 2009, parlava di ambiente e sottoscriveva impegni al Comitato del No all’inceneritore di Scarlino. La stessa persona che ora promette di trasformare il nostro territorio in un distretto del cibo con agricoltura biologica e di qualità, quando per anni ha consentito di far avvelenare il suolo, le falde idriche e l’aria anche grazie ad una politica alquanto superficiale sul fronte dei controlli.

Il PD continuando ad essere fervente sostenitore dell’incenerimento dei rifiuti proibisce al nostro territorio di essere proiettato verso un futuro più sostenibile. Un territorio chiuso nella morsa di un tasso di disoccupazione che supera il 10% in cui invece una gestione virtuosa dei rifiuti potrebbe generare una ripresa occupazionale che a livello nazionale è stimabile in oltre 200.000 posti di lavoro rispetto alle poche centinaia offerte dagli inceneritori senza contare i rischi per la salute che ciò comporta.

Per il Movimento 5 Stelle, coerentemente con la politica che da sempre porta avanti nella gestione dei rifiuti, è necessario il raggiungimento di quegli obbiettivi già previsti dall’Europa, riduzione riuso e riciclo dei rifiuti. Il perseguimento di tali obbiettivi permettono la chiusura degli impianti d’incenerimento e il ricorso sempre meno necessario alle discariche. L’abolizione degli incentivi all’incenerimento, l’incremento della raccolta differenziata al 70% a livello nazionale in breve tempo, il trattamento del residuo 30%, in modo da ridurre ulteriormente la quantità dei rifiuti, e incrementare la ricerca su altri metodi di recupero sono le basi di una seria strategia per il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.

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