MARTELLINO: IL M5S FOLLONICA ATTENDE IL RISPETTO DELLA LEGALITA’

Cane al MartellinoI termini di soddisfazione, utilizzati sulla stampa i primi di febbraio dagli assessori Pecorini e Giorgieri, con i quali descrivono la riconsegna alla città dell’area Cerreta di Valli in Località Martellino non ci convincono molto. Dovrebbero prima di tutto spiegare ai cittadini come sia stato possibile che ben tre Amministrazioni Comunali (Scarlino, Gavorrano e Follonica) con i rispettivi assessori, sindaci ed uffici tecnici non abbiano previsto, nei 700.000,00 euro sostenuti per il nuovo canile comprensoriale in Località la Botte, anche l’evidente e la naturale conseguenza della bonifica dell’area liberata dalla vecchia struttura. Non crediamo assolutamente, visto il costo esoso sostenuto per la realizzazione del nuovo canile, che non vi fossero margini per considerare i circa 30.000,00 euro necessari oggi per bonificare la zona. Forse una svista o una macroscopica inefficienza di ben tre amministrazioni di centro sinistra?

 Altra questione è quella legata al canile abusivo gentilmente ed eufemisticamente descritto dagli assessori come “alcune strutture leggere utilizzate da privati come ricovero per cani”. Ci viene da chiedere se il Movimento 5 Stelle non si fosse interessato fin da inizio legislatura con accesso agli atti, interrogazioni al sindaco, comunicati stampa e in ultimo il Blitz del nostro parlamentare Paolo Bernini come sarebbe andata a finire? Basti ricordare che anche in campagna elettorale tanto a destra quanto a sinistra i candidati spendevano parole rassicuranti in favore degli abusivi. Il Movimento 5 Stelle è sempre in attesa di avere dati richiesti nel lontano luglio 2016 in riferimento al monitoraggio promesso dall’assessore Giorgieri sui cani trasferiti e per sapere se in seguito al trasferimento siano stati denunciati decessi, ma molto probabilmente Comune e Asl non hanno intenzione di rispondere.

Il Movimento 5 Stelle invece risponde agli assessori Pecorini e Giorgieri che il problema non è del tutto risolto, per circa quindici anni ha prevalso una situazione di illegalità per di più in una area naturale protetta sotto gli occhi bendati di tre amministrazioni comunali e del gestore dell’area le Bandite di Scarlino. Credendo fermamente nel rispetto delle leggi e nelle istituzioni è stato depositato a febbraio 2016 un esposto presso la Procura della Repubblica di Grosseto.