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L’acqua non si vende

30 aprile 2010 at 20:40
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Il Movimento Follonica 5 Stelle, tra i sostenitori del Comitato Acqua Pubblica di Follonica che promuove i referendum del Forum dei Movimenti per l’Acqua per la ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici, é estremamente soddisfatto del risultato di 100.000 firme raccolte nei primi due giorni di campagna referendaria

Il risultato follonichese non è stato da di meno: circa 250  firme in un solo giorno con un solo banchetto, al cui raggiungimento hanno contribuito i propri membri, che si sono spesi nella mattinata e nel pomeriggio di domenica 25 Aprile assieme a rappresentanti di altre forze del Comitato.

Un risultato questo superiore a qualsiasi rosea prospettiva! Le persone si sono avvicinate al banchetto, consapevoli del problema acqua e desiderose di approfondire le loro informazioni sulla privatizzazione dei servizi idrici.

Forte di questo risultato il Movimento Follonica 5 Stelle continuerà a profondere il massimo impegno per questa importantissima iniziativa contribuendo a raccogliere le firme per tutto il periodo della campagna referendaria.

L’appuntamento per tutti è, per i prossimi tre mesi il venerdì al mercato, il sabato alla COOP e in piazza Sivieri, la domenica in piazza Sivieri.

Che sia chiaro: L’ACQUA NON SI VENDE!

Anche in questa occasione il Movimento rinnova l’appello al Sindaco di Follonica affinchè segua l’esempio di tanti comuni italiani che hanno dichiarato nel loro Statuto l’”ACQUA BENE COMUNE” e il servizio idrico “BENE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA”.

Inceneritore di Scarlino (GR): le promesse bugiarde

29 aprile 2010 at 18:01
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“Inceneritore di Scarlino (GR): le promesse bugiarde”.

Storia dell’Inceneritore di Scarlino e del valore delle promesse dei politici.

Il luogo

Follonica, città sul mare, 23.000 abitanti (100.000 d’estate), economia turistica.

Scarlino, 3000 abitanti, un porto turistico, agriturismi, aziende agricole ed un polo industriale, dove si vuol trasformare una vecchia fabbrica dismessa (Solmine) in un Inceneritore (Scarlino Energia).

L’inizio: una balla

Tutto ha inizio con una menzogna: attivazione dell’Impianto come “Centrale di produzione elettrica” a biomasse giustificata dal fatto che ciò avrebbe portato ad una riduzione dell’inquinamento locale rispetto a quello prodotto dall’arrostimento della pirite nei forni della ex-Solmine. In realtà, al momento della presentazione della relazione alla regione quei forni erano solo un ammasso di ruggine fermi da diversi anni (cioè a inquinamento zero).

Si concede, comunque, l’autorizzazione per un impianto inquinante, sito in una zona a rischio idraulico, già altamente inquinata e che doveva essere bonificata, contigua per di più ad una zona umida (Palude di Scarlino) degno di divenire parco e non discarica industriale.

Le elezioni amministrative: impegni e promesse

Dopo qualche anno l’amministrazione provinciale uscente, con uno dei suoi ultimi atti (gennaio 2009) concede la VIA (autorizzazione) all’incenerimento dei rifiuti, ma continua a chiamarlo falsamente “centrale elettrica”, dispensando così la Società dalla procedura assai più gravosa che la legge prevedeva per un inceneritore di rifiuti.

All’opposizione della popolazione della piana ed in particolare dei cittadini di Follonica, che non è il comune sede d’impianto, ma il più vicino (la città dista meno di 2 Km contro i 5 di Scarlino, comune sede d’impianto) si è aggiunta, al momento della tornata elettorale del 2009, quella di tutte le forze politiche dei due comuni e della provincia che, sotto la pressione del Comitato del No, hanno sottoscritto precisi impegni sul destino dell’Inceneritore:

secco NO all’autorizzazione a bruciare rifiuti.

Come Lista Civica Follonica 5 Stelle abbiamo più volte messo in guardia i cittadini dall’ipocrisia di tali impegni: le promesse non sarebbero state mantenute perché, aldilà della buona fede dei singoli (ma non di tutti) gli apparati dei maggiori partiti (PD-PDL), le segreterie, le lobbies trasversali avrebbero brigato a favore dell’impianto…chiunque avesse vinto. E così è stato!

Il post elezioni: un po’ di fumo negli occhi e l’ imprevisto

Il metodo usato per disattendere le promesse è stato un concentrato di ipocrisia, furberia e cattiva politica… non a caso siamo il paese di Machiavelli.

Per vendere un po’ di fumo agli elettori che l’avevano votata, la Giunta Marras (PD), non potendo sconfessare platealmente la precedente Giunta “Scheggi” (PD) che aveva concesso la VIA, ha una bella pensata: istituisce una Commissione di Inchiesta Pubblica per valutare la correttezza o meno dell’iter amministrativo – burocratico della VIA concessa.

Si confidava, evidentemente, in un parere favorevole per poi dire: tutto va bene…si tutto va bene madama la marchesa, tout va très bien.

Ma il diavolo, a volte, fa le pentole e non i coperchi e questa volta il pentolone si scoperchia svelando tutto un insieme di nefandezze, illegittimità, carenze, falsità tali e talmente gravi che la Commissione d’Inchiesta non può far altro che redigere un documento che non lascia adito a dubbi, perplessità od interpretazioni:

“La VIA non andava concessa e va ritirata in autotutela” queste le conclusioni scritte nel rapporto finale! Una vera bomba e il panico nella giunta!

Ragione e decenza avrebbero voluto che la neo-giunta-Marras a questo giudizio, si fosse adeguata emanando l’unico atto possibile: la revoca della VIA.

Apriti cielo: l’ora dei voltagabbana

Ma la politica non conosce cosa sia il buonsenso e la decenza: i politici hanno subito dato ascolto ai lai della Scarlino Energia (che arriverà ad una denuncia intimidatoria nei confronti dei componenti dell’inchiesta pubblica) a cui si aggiungono in un crescendo wagneriano quelli dei sindacati, appiattiti indecorosamente sulle posizioni aziendali dal solito ricatto occupazionale, il Cispel, i CNA e tutti quelli che vedevano sfumare i loro lauti guadagni, pagati con il rischio per salute della popolazione, ma, si sa, di qualcosa bisogna pur morire…

Contemporaneamente a supporto all’Inceneritore si sono mossi gli apparati, le lobbies politiche, gli interessi finanziari delle banche e cooperative rosse, le segreterie dei partiti che in Toscana si chiamano PD, tutte pro inceneritore (si pensi a Renzi a Firenze, ma soprattutto al neo-governatore E. Rossi con i suoi “demenziali” manifesti elettorali dove sole, vento vengono messi sullo stesso piano dei termovalorizzatori… lui li chiama così…).

Cioè, entrano in gioco i poteri forti, le alte sfere, quelli che i politici locali li tengono per le palle, quelli che hanno in mano la loro carriera, il loro futuro politico ed economico… come tante volte il Movimento 5 stelle ha denunciato.

Con queste premesse bisognava che la Giunta Marras trovasse una soluzione, un qualcosa che disinnescasse le conclusioni dell’inchiesta pubblica e qualcuno che facesse per loro il lavoro sporco.

Si è così trovato l’escamotage di un Riesame del Riesame (meraviglioso!) affidando il compitino ad un magnifico rettore di una università toscana indebitata sino la collo con una banca comproprietaria della Scarlino Energia!!

Grandi! Geniali! E’ ovvio che per il PD il conflitto di interessi vale solo per Silvio, e poco anche per lui, come storia e cronaca ci insegnano!

Una cosa vomitevole, ma che conferma che i politici, quelli in carriera, hanno tanto pelo sullo stomaco e nessuno specchio in casa da sporcare con la saliva.

Il Finale: scontato, come quello di una tragedia.

Il magnifico Rettore ha fatto il suo lavoro. Ha messo le toppe al fascicolo VIA che, da dover essere ritirata, è diventata, magicamente, da concedere…meglio di mago Merlino.

Oh sì!! Sono state aggiunte delle prescrizioni, un piano di studi e monitoraggio della salute (di lombrichi e lumache….non è uno scherzo!!) che fa ridere i polli, dimenticandosi che i controlli dovevano esserci anche prima (a questo serve la valutazione di impatto ambientale,altrimenti che cosa valuta??)  ma che non sono mai stati fatti (come dagli atti della Commissione d’Inchiesta) e che c’è voluto un grave incidente ed un morto nella vicina azienda Agrideco (500m dall’inceneritore) per portare alla luce un traffico illegale di un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi, passato sotto il naso di chi i controlli avrebbe dovuto farli, ma non li faceva.

Ci pisciano addosso e dicono che piove…e pretendono che gli si creda!

In questa rivoltante vicenda messa in atto da squallidi attori da operetta, gli unici che abbiano cercato di difendere gli interessi e la salute dei propri cittadini sono stati il Consiglio Comunale di Follonica, tutto (PD-PDL), e soprattutto il sindaco Eleonora Baldi che si è comportata come i sindaci No TAV della val di Susa, andando contro il suo stesso partito ed esprimendo parere negativo sia sulla VIA che sull’AIA all’inceneritore… ma che è stata ripetutamente isolata dal suo collega del Comune di Scarlino, il quale ritiene di aver compiuto il suo dovere di tutela della salute “ordinando” ai cittadini di chiudere le finestre!!

Lui sì, che avrebbe potuto con un parere sanitario negativo bloccare l’AIA, ma si è ben guardato dal farlo, adeguandosi ai pareri ASL ARPAT (che definire agnostici è poco) dando il suo assenso e garantendosi una sicura carriera politica.

Il Futuro : Non ci rimane che la legge

Fossimo in Svizzera o in Francia, ci sarebbero pochi problemi viste le enormità, le carenze e le illegittimità che sono emerse,a parer nostro, nella concessione della VIA e dell’AIA, ma in Italia qualche dubbio sul rispetto della legalità e sui tempi di attuazione ce l’abbiamo.

Sono stati inoltrati ricorsi, esposti e denunce da parte di comuni, comitati e semplici cittadini, verso un impianto privato, non compreso nel piano dei rifiuti dell’ATO Sud, avulso dal territorio e dai suoi interessi, contrario alla vocazione turistica e agricola del territorio, posto in un sito altamente inquinato che dovrebbe essere bonificato prima che diventi fonte di un grave disastro ambientale annunciato.

Non pensino di averla vinta lor signori…la lotta continuerà.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) noi nemmeno!

Follonica: raccolta firme dal 25/04/2010

23 aprile 2010 at 23:34
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Domenica 25 Aprile a Follonica, in piazza Sivieri 10-13, 16-20, parte la raccolta di firme per il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua promosso dal FORUM DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA.

I tre quesiti referendari sono nell’ordine:

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

SECONDO QUESITO : aprire la strada della ripubblicizzazione
Si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.
L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.

TERZO QUESITO : eliminare i profitti dal bene comune acqua
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.

Fonte

Acqua Bene Comune: intervista a Rodotà

21 aprile 2010 at 21:37
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Acqua, referendum nel 2011
Rodotà: “E’ un bene comune”

Il professore: “Il servizio idrico non rientra nelle logiche del pubblico e neanche in quelle del privato. Ecco la novità: ripartire dalla cittadinanza”di GIULIA CERINO

Acqua, referendum nel 2011 Rodotà: "E' un bene comune" Manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua

ROMA – “Avete mai pensato di privatizzare vostra madre? Privatizzando l’acqua è come se voi lo faceste”. Non scherza, padre Alex Zanotelli, ma parla seriamente a nome del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Il coordinamento che oggi ha presentato, alla Corte di Cassazione di Roma, tre quesiti referendari. L’obiettivo è  “modificare le attuali norme in materia di servizio idrico” approvate con il decreto Ronchi e, in passato, dal governo Prodi, per governare e gestire le risorse idriche attraverso un soggetto di diritto pubblico, possibilmente a livello territoriale.

I quesiti. A partire dal 24 aprile inizierà la raccolta delle firme. Se si raggiungeranno le 500mila, nella primavera del 2011, scatterà il referendum. Ecco i tre punti: abrogare l’art 23 bis che prevede che le società, per poter fornire servizi idrici, si debbano trasformare in aziende miste con capitale privato al 40%; abrogare l’articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che prevede, come unico modo per ottenere l’affidamento di un servizio idrico, la gara e la gestione attraverso società per azioni; abrogare l’articolo 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% in più. Una specie di “cavallo di Troia”, questo, che ha dato il via alla gestione dei servizi idrici da parte dei privati.

La storia. Si tratta di una battaglia politica iniziata nel 2007 con la presentazione di una legge di iniziativa popolare sottoscritta da 400mila cittadini e messa nel cassetto dal governo Prodi. Una richiesta rilanciata poco dopo il 19 novembre 2009, quando alla Camera dei deputati si approvava, con ricorso alla fiducia, il decreto Ronchi che, all’articolo 15, rilanciava il processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, la dismissione della proprietà pubblica e delle relative infrastrutture. Il Forum da oggi ci riprova.  “Nonostante la raccolta delle firme, il governo non ha ascoltato”. E se la corsa politica è ancora aperta, quella culturale è già stata vinta. “Chi privatizza, oggi, non può più farlo rivendicandolo ma è costretto a smentire se stesso e a mascherarsi dietro la privatizzazione della sola gestione”, spiega Marco Bersani, rappresentante del Forum. Dietro ai quesiti referendari c’è qualcosa di più della mera protesta.

“L’acqua, un bene comune”. E a spiegare in profondità i perché del referendum, ci pensano gli estensori dei quesiti: professori di diritto pubblico, privato e costituzionale. Come Stefano Rodotà che prende la parola:  “Prima di passare al privato bisognerebbe cercare di correggere le anomalie del pubblico. Ecco la novità. L’acqua – spiega il professore – non è un bene pubblico. E’ un bene comune”. Un qualcosa che non può rientrare in nessuno degli argomenti fallaci che ruotano attorno alle dicotomie pubblico-privato, proprietà-gestione. “Piuttosto, per l’acqua – continua Rodotà – si tratta di trovare una forma di gestione comune, come scritto nell’articolo 43 della Costituzione, perché c’è stato un passaggio. Il pubblico, in questo caso, non è più il pubblico tradizionale”. Per il professore, il punto è un altro. Tutto culturale. “Il principio è che si possa ripartire da un ruolo attivo della cittadinanza. Il referendum rappresenta uno strumento per riabilitare la politica in un momento di stanchezza”.

Una coalizione vastissima. Un segno di ripresa c’è già. E infatti, il Forum italiano dei movimenti dell’acqua rappresenta la più vasta coalizione associativa formale mai esistita. Cento comitati locali, sessanta associazioni, i cattolici, gli ambientalisti, i sindacati. E i partiti, che svolgono una funzione di supporto. Non tutti militanti di professione, però. Piuttosto, molti di loro si dichiarano parte degli “astenuti” alle regionali del 2010.  “E’ l’estensione del movimento che conta. E’ questo che dà prova del cambiamento culturale”,  ricorda il professor Gianni Ferrara. Lo scopo del coordinamento è quello di vincere. E usare le istituzioni con intelligenza. Oltre a muoversi “contro”, il Forum si muove “per”. E avanza delle alternative: “Uscire dalla logica attuale, identificare l’acqua come bene comune, escludere il mercato dalla sua gestione, e, essenziale, indicare i soggetti incaricati di gestirla”, spiega Rodotà.

I numeri. Andare avanti è possibile perché i riscontri concreti di quanto nocivo sia privatizzare la gestione dell’acqua ci sono già. Da quando è cominciata l’escalation qualcosa è peggiorato. Ecco i numeri: il prezzo dell’acqua è salito del 68% a fronte del 22% registrato dal dato sull’inflazione. Gli investimenti privati nel settore idrico sono calati (da 2miliardi a 700mila euro l’anno) mentre l’occupazione nel settore idrico è diminuita del 30% e lo  spreco annuo è aumentato di più del 20%. Non solo teoria, dunque.

“Hasta la victoria siempre”. E a chi accusa il Forum di “essere contro Berlusconi”, risponde padre Alex Zanotelli: “I tre quesiti sono volti ad abrogare il decreto Ronchi, approvato dall’attuale governo di centrodestra. Ma non solo. Il secondo e il terzo quesito intervengono su delle norme approvate dal governo Prodi. Dei provvedimenti “che andavano nella direzione di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti”. Avvolto in una sciarpa a strisce rosse, arancioni e viola, e con una croce di perline variopinte al collo, padre Alex ricorda che solo il 3% dell’acqua del mondo è potabile. Ma di questa, il 2% è usata a fini agricoli o industriali. E se “l’acqua è – come spiega Ciro Pesacane, presidente del Forum ambientalista – una parte del ciclo della terra e appartiene all’umanità”, ha ragione padre Alex a dire che una società in cui non c’è più nulla in comune, non è una società. “Ecco perché dobbiamo batterci”. E conclude: “Facciamo come in Uruguay, come in Bolivia. Lì ce l’hanno fatta. Ce la faremo anche noi. Hasta la victoria siempre”.

Fonte: La Repubblica

Il vescovo di Grosseto: “Preti pedofili, attacco sionista”

16 aprile 2010 at 20:56
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Monsignor Giacomo Babini, emerito vescovo di Grosseto, rilasciando un’intervista a Pontifex
ha affermato:
La potenza e la raffinatezza dell’offensiva contro la Chiesa dimostrano che dietro le accuse di pedofilia c’è un attacco sionista: loro sono i nostri nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi

Ha inoltre aggiunto “ L’Olocausto fu una vergogna per l’intera umanità, ma Hitler fu mosso dal fatto che gli ebrei avevano strangolato la Germania, provocando la reazione nazista. Gli eccessi e le malversazioni degli ebrei strozzarono l’economia tedesca.

Nella stessa intervista ha affermato: “Omosessuali? Misericordia, ma gli animali sono più ordinati di loro.”

Dopo le reazioni del Comitato Ebraico Americano, che ha diramato un comunicato ufficiale in cui chiede ai vescovi italiani di condannare immediatamente le dichiarazioni “antisemite” rilasciate da Babini, l’emerito vescovo ha smentito tutto, ma Bruno Volpe, direttore del blog cattolico, ha smentito lui:Presto metteremo on line il testo registrato dell’ intervista. E’ bastato uno starnuto degli ebrei di america ed ecco la smentita

Acqua pubblica: appello al Sindaco di Follonica

2 aprile 2010 at 12:31
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Ecco il nostro appello al Sindaco di Follonica, affinchè si faccia promotore della modifica dello Statuto Comunale dichiarando l’acqua “bene comune” e il servizio idrico “bene privo di rilevanza economica“, allo scopo di contrastare l’immorale decreto Ronchi (convertito in legge il 19/09/2009) che prevede la completa privatizzazione del servizio idrico entro il 2011.

Molti comuni hanno già apportato questa modifica e anche il Consiglio Comunale di Grosseto ha preso questa decisione all’unanimità, proprio oggi.

Speriamo che il nostro appello venga accolto anche dagli amministratori della nostra città.

Largo Falcone e Borsellino: Obiettivo raggiunto!

1 aprile 2010 at 20:07
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A seguito della petizione per intitolare una strada o un bene della città alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino alla quale hanno aderito in sole due ore 400 cittadini follonichesi, che l’amministrazione comunale ha accolto, come auspicato, positivamente, é stata consegnata, per mano del presidente del consiglio comunale Andrea Benini, la risposta ufficiale.

Il Benini ha ufficialmente annunciato in anteprima ad una delegazione del MoVimento 5 Stelle Follonica che si é presentata a ritirare la risposta che probabilmente sarà l’area della piazzetta adiacente al bocciodromo di Via Etruria ad essere denominata Largo Falcone e Borsellino, e che sarà realizzato in concorso con le scuole di Follonica un progetto, anche al fine di far approfondire il tema della legalità ai ragazzi più giovani che non hanno vissuto quella stagione del nostro Paese culminata nelle stragi di Capaci e Via D’Amelio, dal quale scaturirà un’opera alla memoria delle vittime delle mafie.

L’amministrazione, che ha partecipato con una delegazione alla manifestazione del 20 Marzo a Milano organizzata da Libera in occasione della XV giornata in ricordo delle vittime di mafia, ha pensato di predisporre alcune iniziative culturali e amministrative per combattere il fenomeno mafioso.

Di questo non possiamo che essere contenti, e come MoVimento che fa della legalità uno dei punti cardine del proprio programma, sarà nostro preciso dovere renderci disponibili a qualsiasi iniziativa possa essere portata avanti in questa direzione contribuendo per quanto possibile con senso civico e al di là di ogni appartenenza politica. Ci auguriamo che l’intitolazione di questa piazzetta a due grandi eroi del nostro tempo possa rendere concreta quanto prima l’istituzione nella nostra città di una giornata della memoria, primo passo di un percorso volto a tener sveglie le coscienze dei cittadini e a creare strumenti amministrativi sempre più efficaci nel contrastare le mafie.



Elezioni Regionali 2010

31 marzo 2010 at 20:50
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Exploit in Emilia-Romagna e Piemonte del MoVimento 5 Stelle!

Il MoVimento ottiene due seggi in Emilia-Romagna e uno in Piemonte rispettivamente con il 7% e 4% dei consensi.

Risultato quest’ultimo, conseguito grazie a un largo suffragio ottenuto in Val di Susa [15% Susa – 25% Mompantero – 20% Meana di Susa – 26% San Giorio – 28% Bussoleno – 19% Novalesa – 22% Giaglione] che rende la sconfitta, seppur di misura, della Pdmenoellina Mercedes Bresso nei confronti del rivale Roberto Cota ancor più bruciante per la governatrice uscente, convinta sostenitrice del progetto Tav inviso ai valsusini e al quale il MoVimento si é sempre opposto.

Alcuni corifei del Pd che puntano probabilmente ad attribuire la “colpa” della sconfitta di Bresso al MoVimento dimenticano in primis quanto siano profondamente diversi i programmi e non ultima l’arroganza che più volte la candidata ha espresso nei confronti di comuni cittadini, tentando erroneamente di far passare il nostro consenso come un voto sottratto alla coalizione di centrosinistra.

“Beppe Grillo é stato il detonatore, noi siamo la dinamite” e “Non sarò un consigliere unico, ma un consigliere collettivo” dichiara Giovanni Favia, candidato presidente del MoVimento in Emilia, mentre Davide Bono, candidato in Piemonte, si aspettava un buon risultato visto il calore con il quale é stato accolto nelle piazze in campagna elettorale.

L’occhio della rete entra quindi nei consigli di due importanti regioni per vigilare sull’operato dei partiti e proporre le innovative idee del MoVimento, partorite dalle “Primarie dei cittadini” quattro anni or sono e perfezionate pochi mesi fa con la sua nascita ufficiale.

Nelle altre regioni in cui si é presentato, Lombardia, Veneto e Campania, ottiene rispettivamente circa il 2,5% nelle prime e l’1,5% nell’ultima.

Il MoVimento é stato pressoché ignorato dai media più seguiti e ha condotto una campagna elettorale con risorse economiche limitate alle poche migliaia di euro derivanti da autofinanziamento e piccole donazioni dei cittadini, e, seppur con un tiepido consenso insufficiente ad assegnargli seggi in questi consigli regionali, alla luce delle considerazioni appena espresse, può ritenersi soddisfatto di aver conquistato una buona base di partenza per il futuro.

500.000 consensi in cinque regioni ottenuti con mezzi economici irrisori rispetto alle forze dispiegate dai partiti, forti dei fondi pubblici, e la sola forza del web!

Alla luce di questo importante risultato, si può essere fiduciosi in futuro anche per la Toscana.

La sfiducia dei cittadini toscani nei confronti di questa politica corporativa é crescente e il crollo dell’affluenza alle urne del 14% ne é un sintomo evidente.

Enrico Rossi, il quale si vanta di aver ottenuto un risultato stratosferico, omette di sottolineare che é stato eletto con 101.866 voti in meno rispetto al suo predecessore Claudio Martini.

In particolare a Follonica il PD subisce una vera e propria emorragia di voti rispetto alle comunali dello scorso anno, perdendo 1147 voti: complici forse le sconsiderate, e incoerenti con i propri programmi, decisioni della giunta Marras?

Il MoVimento 5 Stelle Follonica si propone di inserirsi in questo vuoto di fiducia con il proprio programma incentrato su legalità, trasparenza amministrativa, sviluppo economico del territorio legato alla salvaguardia dell’ambiente e della salute al fine di fare politica “vera” e non politicante.

CI PISCIANO ADDOSSO E DICONO CHE PIOVE

27 marzo 2010 at 14:51
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Giudichiamo inqualificabili ed offensive le parole del presidente della Provincia Leonardo Marras, quando riferendosi alla concessione dell’Aia all’inceneritore di Scarlino, commenta “E’ stata privilegiata la salvaguardia della salute dei cittadini”. A noi sembra che siano stati privilegiati gli interessi di un impianto avulso dal territorio in disprezzo della volontà popolare e della democrazia che avrebbe imposto di ascoltare le convinzioni degli abitanti della piana di Scarlino-Follonica. A noi sembra che le minacce di risarcimenti milionari e il ricatto occupazionale ventilati da Scarlino Energia abbiano sortito il loro effetto, su una classe politica senza spina dorsale, interessata solo alla propria sopravvivenza politica. A noi sembra che sia stata salvaguardata la salute dei lombrichi e delle lumache, quelli sì monitorati e forse argomento di studio del magnifico rettore di un’università indebitata sino al collo (con chi lo sappiamo bene). Noi cittadini non siamo lombrichi e non chiniamo la schiena davanti al potere come, ci sembra, abbiano fatto politici e funzionari di enti preposti alla salvaguardia della nostra salute. A noi sembra che le affermazioni della provincia trasudino ipocrisia, e cerchino solo di mascherare il tradimento delle promesse fatte in campagna elettorale, con un disprezzo per i cittadini che grida vendetta. I monitoraggi e i controlli promessi ci appaiono come una  ulteriore presa per i fondelli: c’è voluto un morto all’Agrideco per smascherare un giro di un milione di tonnellate di rifiuti, passato inosservato sotto il naso di tutti i controllori…ma chi volete prendere in giro? A noi sembra che l’aver disatteso le conclusioni, chiare, precise della commissione d’inchiesta pubblica “La VIA all’inceneritore non doveva essere concessa e deve essere ritirata in autotutela” sia un atto politico gravissimo, che la giunta, tutta, dovrà essere chiamata a pagare. A noi sembra infine che, come ormai da molti anni, la città di Follonica  e i suoi cittadini siano stata relegati al ruolo di Cenerentola da una Provincia sempre più odiosa matrigna. Loro non si arrenderanno mai (non gli conviene). Noi nemmeno, ora meno che mai.

LEONARDO MARRAS E LE PROMESSE DISATTESE

25 marzo 2010 at 23:18
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Ecco le mirabolanti promesse di Leonardo Marras al Comitato per il No all’inceneritore di Scarlino e agli elettori follonichesi pochi giorni prima del voto per le elezioni provinciali di giugno 2009.

I punti principali:

  • conversione dell’impianto di produzione CDR delle Strillaie indirizzandolo verso nuove tecnologie per il riciclo dei rifiuti
  • diffusione della raccolta differenziata spinta con il sistema porta a porta a tariffa premiante
  • politiche di riduzione della produzione di rifiuti alla fonte
  • sviluppo della filiera corta
  • coinvolgimento dei cittadini nelle scelte ambientali

Il presidente Marras e la sua giunta, con la recente decisione di concedere la VIA all’impianto di Scarlino contro il parere della loro stessa commissione tecnica, la quale dava parere negativo e invitava a revocarla in autotutela, hanno disatteso le speranze che molti cittadini follonichesi con il proprio voto hanno riposto in loro.

A che punto é la raccolta differenziata spinta porta a porta in provincia?

La giunta si é impegnata a convertire l’impianto delle Strillaie come promesso?

Quali sono le iniziative per promuovere le produzione locali e la riduzione degli imballaggi?

La decisione di ieri di confermare anche l’AIA certifica l’impegno portato avanti in modo chirurgico, miope e incurante delle aspettative dei cittadini.

Per concedere le autorizzazioni necessarie all’impianto è stato speso tempo e denaro pubblico,!

Per risolvere il caso inceneritore la provincia ha dimostrato un impegno sbalorditivo, intanto però i punti cardine del documento elettorale di Marras, a quasi un anno dal voto, restano fermi al palo!