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I CIP6, UNA TASSA CHE ORA I FOLLONICHESI CONOSCONO

25 febbraio 2010 at 21:15
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Comunicato stampa del 25 Febbraio 2010

Il 20 febbraio il Movimento Follonica 5 Stelle, in concomitanza con quello di Grosseto, è sceso in strada tra i cittadini per una campagna di informazione sulla “truffa” dei CIP6.

Pochi sanno che le bollette elettriche di questi ultimi anni, sono gravate da una tassa aggiuntiva del 7%  rispetto ai relativi consumi, e che questo aumento dovrebbe essere finalizzato allo sviluppo e al finanziamento delle energie rinnovabili (eolico, solare, geotermico…..).

In realtà questi soldi sono stati utilizzati per finanziare la pratica dell’incenerimento dei rifiuti  che di rinnovabile non ha proprio niente.

Per questo “giochino” l’Italia è stata redarguita nel 2003 dalla comunità europea con riferimento alla direttiva 2001/77/CE ……..“La Commissione Europea conferma che [………] la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile”………. Pertanto, conclude che, non si possono concedere  “aiuti per la produzione di energia da rifiuti non biodegradabili”

Cioè, fuori dal burocratese: i soldi, della tassa denominata CIP6, a chi brucia i rifiuti non devono essere dati.

Ecco il perché con la nostra iniziativa di informazione e la nostra richiesta di rimborso.

Il nostro intento, sensibilizzare ed informare i cittadini follonichesi sui CIP6, di cui erano completamente ignari è stato un vero successo.

Al termine della giornata, diverse centinaia di cittadini sapevano cosa sono i CIP6 e una quarantina di questi hanno deciso di aderire all’ inziativa della via legale per chiederne il rimborso.   Questo ci incoraggia e ci obbliga a ripetere l’ iniziativa nelle prossime settimane.

Per maggiori informazioni:

www.follonica5stelle.it

www.dirittoalfuturo.it

DAL GOVERNO ANCORA RINVII PER LE RINNOVABILI

24 febbraio 2010 at 21:25
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Vi segnaliamo dal sito Terranauta.it un interessantissimo servizio di Andrea Boretti

Il Senato ha spostato ulteriormente la data di partenza per l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili negli edifici di nuova costruzione causando il disappunto e lo stupore di associazioni ecologiste e aziende del settore.

Energie rinnovabiliNella Finanziaria 2008 si introduceva a partire dal 1 Gennaio 2009 l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella costruzione di nuovi edifici.

Nella Finanziaria 2008 si introduceva a partire dal 1 Gennaio 2009 l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella costruzione di nuovi edifici. Questa è una delle numerose cose positive e sconosciute che il breve governo Prodi pur nella sua confusione era riuscito a partorire.

Poi, sappiamo come sono andate le cose, ci sono state le elezioni e il nuovo governo di centro-destra aveva spostato al 1 Gennaio 2010 l’entrata in vigore di questa legge.

Ora il 2010 è arrivato, e ancora una volta la legge viene posticipata. Nella seduta del Senato del 11 Febbraio 2010, infatti, all’interno del maxi-emendamento cosiddetto “Milleproroghe” è stata inserita una ulteriore proproga che fa slittare l’obbligo di integrazione delle rinnovabili ulteriormente avanti al 1 Gennaio 2011.

La sensazione, ma i segnali ci sono tutti, è quella che delle energie rinnovabili questo governo non ne voglia proprio sapere; si ritrova lì un emendamento che di certo non può cancellare perchè sarebbe impopolare, e allora si limita a spostarlo e rispostarlo.

La misura è sembrata colma al Comitato di Indirizzo della associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili che ieri hanno voluto scrivere al Presidente della Camera Gianfranco Fini – forse la personalità politica che finora si è dimostrata più sensibile a queste tematiche – e a tutti i deputati della Camera stessa, chiedendo che non venga ulteriormente rinviato l’obbligo di cui abbiamo appena parlato.

GovernoNella seduta del Senato del 11 Febbraio 2010 è stata inserita una ulteriore proproga che fa slittare l’obbligo di integrazione delle rinnovabili al 1 Gennaio 2011.
Il Comitato, del quale fanno parte diverse realtà, tra le quali Greepeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e il WWF, accompagnano ovviamente questa loro richiesta con motivazioni valide e condivisibili. Prorogare ulteriormente questo provvedimento vorrebbe avrebbe delle conseguenze di carattere economico politico che ricadrebbero sull’Italia sia a livello Europeo che più direttamente a livello italiano.

La proroga, infatti, significherebbe rischiare di non mantenere gli impegni presi a livello di Unione Europea stabiliti nel pacchetto Energia-Clima, per cui il 17% dei consumi finali di energia dovranno al 2020 essere coperti da fonti rinnovabili e ricadere quindi nelle sanzioni conseguenti a questo comportamento.

Ma non solo, la proroga significherebbe una nuova battuta d’arresto per un settore in grande espansione che ovviamente rappresenta il futuro e che entro il 2020 si prevede dovrebbe creare 250.000 nuovi posti di lavoro (diretti e indiretti) e un incremento del PIL superiore all’1,5%.

Chi ci legge con frequenza sa che “sostenibilità” e “PIL” sono due termini che normalmente tendiamo a criticare, ma sono anche i termini che questa politica capisce e in base alla valutazione dei quali potrebbe muoversi e prendere decisioni di buon senso.

Così qui, nel promuovere l’appello del Comitato di Indirizzo, ribadiamo le loro motivazioni che si appellano a questi due termini che noi vogliamo intendere come leva attraverso la quale far comprendere che non è solo per i problemi climatici e ambientali che affliggono il Bel Paese che questa ennesima proroga è insensata, ma anche perchè banalmente e concretamente è economicamente controproducente.

Romano Prodi

Vi proponiamo ora l’Articolo della Finanziaria 2008 del Governo Prodi che introduceva l’obbligo delle rinnovabili nelle nuove costruzioni.

Articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008
289. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis è sostituito dal seguente:

«1-bis. A decorrere dal 1 gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW”.

Gran Bretagna, nuove prove sulla pericolosità dei termovalorizzatori

20 febbraio 2010 at 21:56
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Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana.

Uno studio inglese dimostra (ancora una volta) l’estrema pericolosità degli inceneritori. Nel sito della “UK Health Research” sono presenti le rilevazioni tra il 2004 e il 2008 nelle zone circostanti l’inceneritore di Kirklees nel West Yorkshire correlate alla mortalità infantile. Le zone sottovento, più esposte alle emissioni dell’inceneritore, presentano una percentuale del 9.6 per mille contro l’1,1 per mille delle zone sopravento.

Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.

fonte della notizia: http://www.beppegrillo.it/2010/02/gli_inceneritori_di_erode.html



Presentazione Lista CiVica “Follonica 5 stelle”

19 febbraio 2010 at 18:15
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Un gruppo di cittadini follonichesi, dopo essersi incontrati nell’ambito dei Meetup di Beppe Grillo, ha deciso di dedicare parte del proprio tempo a migliorare la città.

La nostra associazione è basata sul principio della partecipazione: non ci sono gerarchie né selezioni all’ingresso. Gli unici vincoli sono vivere a Follonica e provincia, non avere precedenti penali e non rappresentare gli attuali partiti politici. Per avere diritto di voto su tutte le questioni associative è sufficiente partecipare con regolarità alle nostre attività. Nella definizione delle posizioni dell’associazione,tutti i soci attivi contano allo stesso modo.

Abbiamo sviluppato un documento di principi, per rendere chiare le nostre idee e gli obiettivi di lungo termine.

Crediamo che il mondo sia in crisi, e che le difficoltà legate all’aumento della popolazione mondiale, all’abuso delle risorse naturali e alla globalizzazione possano essere superate soltanto ripensando in profondità il nostro modo di vivere, per renderlo meno insostenibile e più compatibile con l’ambiente e con una vita felice per tutti.

Vorremmo una società in cui si lavori per vivere, invece di vivere per lavorare; e in cui la produzione economica sia finalizzata a quanto necessario per il benessere di tutti, e non all’arricchimento senza freni di pochi.

Crediamo che la crisi dell’Italia sia innanzi tutto morale, e che la si possa risolvere soltanto con un cambiamento del modo di fare di tutti noi, partendo dalle piccole cose di tutti i giorni, dalla cura per il bene pubblico e dal rispetto e aiuto reciproco tra tutti i cittadini; ma anche dal far rispettare le leggi a tutti quelli che oggi se ne fregano, extracomunitari o italianissimi che siano.

Crediamo inoltre che sia necessario un forte rinnovamento della classe dirigente del nostro Paese in ogni ambito – politico, economico, accademico, sociale – perché quella attuale ha fallito clamorosamente; oltre ad essere corrotta, non è al passo coi tempi e non è in grado di guidare l’Italia nel ventunesimo secolo.

La crisi che ci aspetta sarà durissima; per uscirne è necessario mobilitare le nostre risorse migliori, guardarci tutti negli occhi, e agire direttamente.

La nostra città vive un periodo in cui Il malgoverno delle varie amministrazioni succedutesi ha sperperato risorse in modo scellerato e clientelare (vedi vicenda Ippodromo e Gas).
Il profitto e l’interesse di pochi ha prevalso sul benessere di una collettività intera che ormai, stanca e sfiduciata, vive o più esattamente sopravvive, priva di punti di riferimento e possibili alternative per un futuro diverso e migliore.

La “Lista civica Follonica a 5 Stelle” è un progetto aperto che nasce dall’esigenza di coinvolgere le forze sane e propositive della nostra cittadinanza allo scopo di ridisegnare o più propriamente di ricostruire, un tessuto sociale logorato, e sfiduciato, migliorare la nostra città e la qualità della vita dei suoi abitanti nel quotidiano.

Unisciti agli altri, apporta il tuo contributo a questo progetto aperto e condiviso che appartiene anche a te; lavoriamo insieme alla costruzione di una città migliore.

RIMBORSO BOLLETTE: Sabato 20 Febbraio, partecipa anche tu !

18 febbraio 2010 at 21:52
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RIMBORSO BOLLETTE ENEL, SI PUO’ FARE !

I Movimenti a 5 Stelle di Grosseto e Follonica uniti contro il Cip6 e l’incenerimento dei rifiuti. L’evento è organizzato per diffondere le informazioni riguardanti l’ ingiusta tassa del Cip 6, la prassi per chiederne la restituzione e sensibilizzare la cittadinanza nei confronti delle tematiche ambientali implicate nell’incenerimento.

L’evento è stato intitolato “CIP6 .. o ci fai?” e avrà luogo all’inizio del Corso Carducci  di, fronte a Calzedonia a Grosseto ed al Casello Idraulico di via Roma a Follonica, sabato 20 Febbraio 2010 dalle ore 10:30 alle ore 20:00.

Il CIP6 è una delibera del Comitato Interministeriale Prezzi risalente al 1992, con cui sono stabiliti prezzi incentivati per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili e “assimilate”. In quella delibera tra le assimilate sono stati inseriti i Rifiuti.

Siamo l’unico paese europeo che incentiva con fondi statali l’energia elettrica prodotta dagli inceneritori a scapito di quelle veramente rinnovabili (come l’eolico o il fotovoltaico)

Nel 2001 la Commissione Europea (dir.europea 2001/77/CE) stabilisce che “la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile “, quindi gli inceneritori non possono essere considerati fonti rinnovabili di energia e l’Italia viene condannata per aver utilizzato impropriamente il Cip 6.

Nonostante questo lo stato italiano ha lasciato che questi contributi continuassero a impinguare le casse delle società che gestiscono gli impianti di incenerimento di rifiuti, che, pur di aumentare i loro utili, continuano a bruciare plastica, carta e legno. I nostri soldi sarebbero dovuti andare a finanziare e sviluppare le vere energie rinnovabili

, creando posti di lavoro sani, sviluppo tecnologico, benessere per tutti, senza depredare le risorse in esaurimento.

L’Associazione Diritto al Futuro nasce con lo scopo di impugnare la sentenza della Commissione Europea  e portare avanti una vertenza a livello nazionale per far restituire il 7% dell’ammontare delle bollette, ingiustamente tolto dal 2001 ad oggi.

I Movimenti di Grosseto e Follonica intendono diffondere questa iniziativa e raccogliere le adesioni a questa causa: NON INCENTIVIAMO I TUMORI, NON INCENERIAMO IL FUTURO.

Chiunque sia intenzionato a partecipare a questa iniziativa, è pregato di munirsi di

1. fotocopia del documento di identità dell’intestatario del contratto col fornitore di energia elettrica,

2. fotocopia del frontespizio di una bolletta

3. 10€ (privati), 20€ (aziende) per l’iscrizione all’Associazione Diritto Al Futuro

Difendi un tuo diritto: OGNI DIRITTO NON ESERCITATO E’ UN DIRITTO PERSO

Una via per Falcone e Borsellino. Non siamo soli !

16 febbraio 2010 at 12:54
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Abbiamo appreso con  piacere che non siamo soli e che Sinistra e Libertà appoggerà la nostra proposta e si prenderà carico di rappresentarla presso il consiglio comunale.

L’ importante è che passino le buone idee!

Elettricità: con le ispezioni 91 milioni di euro da restituire in bolletta

15 febbraio 2010 at 7:07
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SABATO 20 FEBBRAIO

FOLLONICA, VIA ROMA PRESSO EX CASELLO IDRAULICO

CAMPAGNA DI ADESIONE PER LE RICHIESTE DI RIMBORSO

Elettricità: con le ispezioni 91 milioni di euro da restituire in bolletta

Il bilancio delle verifiche dell’Autorità sugli incentivi Cip 6 alle fonti rinnovabili e assimilate

Milano, 02 gennaio 2008

91 milioni di euro di incentivi indebitamente percepiti da restituire nelle bollette dei consumatori. E’ questo il risultato dei controlli che l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha effettuato nel biennio 2006-2007 sugli operatori attivi nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate. Dei 91 milioni di euro, 27 sono stati già restituiti, per gli altri sono in corso le operazioni di recupero. Le violazioni accertate sono il frutto delle quasi 100 ispezioni effettuate dall’Autorità, in collaborazione con la Cassa conguaglio per il settore elettrico (CCSE), sugli impianti che usufruiscono degli incentivi “Cip 6” per la produzione da fonti rinnovabili, assimilate e da cogenerazione. Il programma di ispezioni proseguirà per tutto il 2008 e prevede di arrivare ad un totale di circa 150 verifiche.

Sul totale dei 91 milioni di euro, 59 circa sono relativi ad importi indebitamente percepiti da impianti “assimilati” e 32 relativi all’obbligo di acquisto dei ‘certificati verdi’, per impianti che non rispettavano le norme della cogenerazione.

Nel dettaglio, gli accertamenti finora conclusi hanno coinvolto 97 impianti, per una potenza installata complessiva di circa 6,900 MW, di cui il 54% circa costituita da produzione da fonti assimilate. Questa attività ha consentito di incassare subito, con conseguente alleggerimento del Conto per nuovi impianti da fonti rinnovabili e assimilate (componente A3 della bolletta), circa 27 milioni di euro, relativi ad incentivazioni indebitamente percepite da impianti “assimilati” nell’ambito del provvedimento Cip n. 6/92. I recuperi sono destinati a produrre effetti anche con riferimento alle produzioni dei prossimi anni, contribuendo a ridurre per il futuro il fabbisogno del conto A3.
Oltre ai recuperi amministrativi, la campagna di ispezioni ha innescato un circolo virtuoso, spingendo gli operatori a svolgere verifiche interne ed a rispettare le norme.

Il provvedimento Cip 6 e le ispezioni dell’Autorità

Il provvedimento Cip n. 6/92 continua a rappresentare il più rilevante sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili e cosiddette assimilate, sia in termini di quantità di energia ritirata dalla rete pubblica (50 TWh, di cui circa l’80% prodotta da impianti alimentati da fonti assimilate alle rinnovabili, che includono i combustibili fossili commerciali), sia in termini di oneri posti a carico del sistema pubblico. Detti oneri ammontano infatti a circa 3.600 milioni di euro all’anno e costituiscono il più rilevante dei cosiddetti oneri generali del sistema elettrico (oneri parafiscali), posti a carico dei clienti finali del servizio elettrico attraverso la componente A3 della tariffa elettrica, che incide per circa l’8% della tariffa media nazionale prima delle imposte. Il provvedimento Cip n. 6/92 esaurirà i suoi effetti solo nel 2020, con un onere complessivo previsto tra 20 e 25 miliardi di euro.

In considerazione della rilevanza economica degli oneri posti a carico del sistema elettrico dal provvedimento Cip 6, l’Autorità, sin dal 2004, ha deciso di intensificare ed estendere le verifiche ed i sopralluoghi sugli impianti di produzione incentivati, avvalendosi della Cassa conguaglio per il settore elettrico. La CCSE ha quindi costituito un Comitato di esperti che ha emanato un Regolamento per l’effettuazione delle verifiche e dei sopralluoghi ed ha proceduto alla selezione, tramite bandi, di un pool di esperti verificatori provenienti dal mondo universitario e dall’industria.

Il programma di verifiche ispettive sugli impianti di produzione incentivati, per accertare la sussistenza dei presupposti secondo i quali gli impianti hanno usufruito di incentivazioni, prevedeva un obiettivo triennale di 150 impianti da verificare, tramite sopralluogo, di cui la terza annualità (2008), recentemente approvata dal Comitato di gestione della CCSE, riguarderà 50 impianti per oltre 3.200 MW.

NOTA

Le fonti rinnovabili. Secondo il Cip 6, sono considerati impianti alimentati da fonti rinnovabili quelli utilizzano il sole, il vento, l’acqua, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici e inorganici o di biomasse;

Le fonti energetiche ‘assimilate’ sono risorse di origine fossile; il Cip 6 comprende gli impianti di cogenerazione, gli impianti che utilizzano calore di recupero, fumi di scarico e gli impianti che utilizzano gli scarti residui di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori. L’80,5% dell’energia elettrica Cip 6 è prodotta da fonti assimilate.

Una via a Craxi ?? NOI NON CI STIAMO

12 febbraio 2010 at 13:01
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Dopo Il sindaco PD di Scarlino Bizzarri che, qualche giorno fa, commemorava commosso lo statista Craxi, oggi abbiamo il PDL follonichese che parla di riavviare la discussione della sua figura e lancia l’idea di dedicargli una strada.

Una convergenza quanto meno singolare che deve far pensare tutti i cittadini onesti di come la politica cerchi sempre e solo di autoassolversi, aldilà delle evidenze e della decenza, rimovendo dalla memoria i fatti scomodi.

Ricordiamoli, i fatti, ai distratti e agli smemorati:

Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese).

Altri processi furono estinti “per decesso del reo”: quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.

I soldi servivano per i finanziamenti per il Psi?  No!

Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari, per comprare aerei, appartamenti, stazioni televisive, alberghi e quant’altro serviva a sé e a suoi prediletti:

“Sono stati trovati quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Clariden Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz.” ( Marco Travaglio, da “Il Fatto Quotidiano”, 30 dicembre 2009)

Sulla levatura morale di Craxi difficilmente ci possono, perciò, essere interpretazioni. Anche la sua figura di statista è ricca di ombre, basti pensare che durante il suoi governi, anche a causa della corruzione, il debito pubblico esplose dall’70% del PIL (1983) al 88,6% (1987).Una corsa proseguita poi con Andreotti e infine con il pupillo Berlusconi (120% nel 1994).

Dello statista Craxi stiamo ancora oggi  pagando i conti

A questa persona, ad un latitante, condannato in contumacia per corruzione si vorrebbe dedicare una strada?

Per chi concepisce la politica  come inseparabile dall’etica e dalla morale questa è un’ idea inaccettabile.

Riteniamo che intitolare una via sia un onore da concedere a chi si è distinto nella positività. Intitolarla a Craxi è un atto di riabilitazione di un corrotto, un oltraggio  alla dignità degli onesti.

Ecco perché, invece, proponiamo di intitolala a Falcone e Borsellino.”

Come al solito ci ha pubblicato solo il corriere di maremma

SIT-IN in difesa della COSTITUZIONE ITALIANA

24 gennaio 2010 at 7:37
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In data 30 gennaio 2010 avrà luogo un Sit-In in difesa della Costituzione Italiana in contemporanea in tutte le piazze d’ Italia. L’ evento è organizzato dal Popolo Viola.

Il MoVimento Follonica 5 stelle parteciperà all’ iniziativa e vi da appuntamento di fronte al Comune dalle ore 10,30 alle ore 13,00

Di seguito il volantino della manifestazione da stampare e diffondere.

VOLANTINO COSTITUZIONE WORD 1

VOLANTINO COSTITUZIONE WORD2



Comunicato stampa del 23-01-2010

23 gennaio 2010 at 7:39
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Il seguente comunicato stampa è appena stato inviato a tutti i giornali e media del territorio.

Giocano sulla nostra pelle.

Siamo molto preoccupati della piega che sta prendendo la revisione della VIA dopo la pubblicazione delle conclusioni dell’ Inchiesta Pubblica e la successiva determina dell’ufficio ambiente, che si è limitato ad una parziale, parzialissima  revoca di un pezzo della VIA.

Eppure la Commissione d’inchiesta era stata chiara sulle omissioni, scorrettezze, mancanze e superficialità con cui erano stati presentati e valutati i documenti di Scarlino Energia e autorizzata una VIA che non poteva e non doveva essere concessa e che la Commissione ha chiesto perciò di ritirare.

Giocano sulla nostra pelle, con le nostre vite e noi, a questo punto non ci accontentiamo più neanche delle conclusioni dell’Inchiesta Pubblica, ora vogliamo sapere.

Vogliamo sapere come e da chi sia stato accettato e convalidato senza obiezioni sostanziali un documento (nemmeno firmato) sulla direzione e prevalenza dei venti, che riporta non la situazione della piana follonichese, ma quella di Pisa aeroporto.

Vogliamo sapere come mai lo studio di Valutazione Sanitaria richiesto dall’ASL nel sintetico contraddittorio, non è stato fatto e chi, quale funzionario, dirigente o responsabile ha trasformato la richiesta in un “non è necessario”.

Vogliamo sapere chi ha accettato le carenze impiantistiche, la mancanza dei bruciatori di emergenza e di scarichi adeguati, senza obiettare alcunché.

Vogliamo sapere chi ha fatto pubblicare dalla provincia lavori che riportavano dati contraffatti (lavoro Eliott) sulla incidenza di tumori nei dintorni di inceneritori al fine di tranquillizzare e manipolare la pubblica opinione.

Tutte queste persone hanno dei nomi e delle responsabilità ben precise e noi siamo qui a chiedere: “ vogliamo saperli, è un nostro diritto”.

Vogliamo sapere se ci sono o sono ipotizzabili reati penalmente perseguibili: omissioni di atti di ufficio, pressioni politiche ed economiche indebite o illecite.

Altro che “revoca in autotutela della VIA”! Noi ci aspettiamo che la giunta Marras faccia subito una revoca, senza se e senza ma, per ristabilire, per prima cosa, la legalità violata, e subito dopo apra un’inchiesta che accerti le responsabilità e prenda i provvedimenti amministrativi conseguenti.

Questo ci aspettiamo e se non ha il coraggio di farlo Marras e la sua giunta, chiediamo che gli atti vengano inviati alla magistratura, che a questo punto ci pare l’unica che possa tutelare noi cittadini, la salute dei nostri cari e della popolazione tutta così come recita il troppo dimenticato art. 32 della Costituzione Italiana:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività….”

Loro non si arrenderanno mai (non gli conviene). Noi nemmeno.

Giardelli Ubaldo

MoVimento Follonica 5 Stelle