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Rai per una notte

20 marzo 2010 at 12:55
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www.raiperunanotte.it

Art. 21 della Costituzione italiana: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Per riaffermare questo diritto i promotori di questa iniziativa invitano tutti i cittadini a partecipare Giovedì sera ore 21 al Casello idraulico di via Roma, Follonica alla diretta pubblica di “RAI PER UNA NOTTE” dal PalaDozza di Bologna.
in cui Michele Santoro, Marco Travaglio, Vauro e Daniele Luttazzi condurranno il programma nato contro il taglio dei talk-show televisivi durante la campagna elettorale.
Ospiti della serata: Giovanni Floris, Gad Lerner, Morgan, il Trio Medusa, Venditti, Elio e le Storie Tese, Piovani, Filippo Rossi di Fare Futuro e forse Sabina Guzzanti.

Abbiamo pensato che fosse giusto che la trasmissione “RAI PER UNA NOTTE” venisse diffusa in luogo pubblico, come momento collettivo di democrazia partecipativa, affinché anche chi non ha Sky, o il digitale terrestre o internet potesse partecipare ad un evento che raccoglie le voci più libere e critiche della nostra democrazia, imbavagliate da un assurdo decreto di censura.

Pensiamo che la difesa della costituzione e del diritto ad essere informati passi attraverso dei media non asserviti alla politica e che la libertà di stampa debba essere un diritto e non una regalia elargita dal monarca di turno.
Partecipate numerosi, l’evento è aperto a tutti

CIP6: anche il comune aderisce alla nostra iniziativa

17 marzo 2010 at 23:09
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Sabato 13 marzo 2010 sono state consegnate, direttamente al presidente dell’Associazione Diritto al Futuro, Rossano Ercolini, le prime adesioni dei cittadini di Follonica, raccolte dal MoVimento Follonica 5 Stelle al Casello Idraulico di via Roma  nella giornata del 6 marzo, per chiedere il rimborso della parte CIP6 indebitamente pagata al Gestore Servizi Elettrici.
Nel segno della trasparenza, gli aderenti all’iniziativa possono prendere visione della ricevuta del pagamento cumulativo delle quote versate all’Associazione.
I nostri sforzi di propagandare l’iniziativa della richiesta di rimborso sono stati premiati anche dal risultato ottenuto in Consiglio Comunale il 10 u.s., quando la mozione che riguardava i CIP6, cioè la possibilità di aderire all’iniziativa da noi messa in atto da parte dell’ Amministrazione Comunale, è stata votata all’unanimità da tutto al consiglio comunale.
Come dice il nostro motto “è importante che passino le idee”

QUELLO DI FOLLONICA E’ IL PRIMO COMUNE  IN ITALIA CHE ADERISCE ALL’ INIZIATIVA ED AVRA’ L’EFFETTO DI APRIRE LA STRADA AD ALTRI COMUNI.

vai al video

GrillidiFollonica !! MISSIONE COMPIUTA

Una strada per Falcone e Borsellino

13 marzo 2010 at 22:48
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Qualche mese fa, indignati di fronte alla proposta del PDL locale di dedicare una via cittadina a Bettino Craxi, abbiamo deciso di non rimanere con le mani in mano, di fare tutto ciò che potevamo per bloccare la proposta.

Altro che a Craxi, la via la vogliamo dedicare alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino !!”

Ma come potevamo, senza nemmeno un consigliere, portare la nostra voce all’ interno del consiglio comunale?

Abbiamo usato lo strumento della petizione popolare, raccolte le firme, protocollate e presentate a chi di dovere.

Una piccola soddisfazione che apre la porta ad obbiettivi più grandi, perchè dimostra che si può influire sulle scelte politiche anche se non si hanno rappresentanti nel consiglio comunale.

L’ ACQUA E’ DI TUTTI E DEVE ESSERE PUBBLICA

11 marzo 2010 at 17:05
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Grande manifestazione sabato 20 Marzo a Roma contro la privatizzazione dei servizi idrici locali

In principio era la legge 141/1976, denominata “legge Merli”, che definiva i parametri per il controllo qualitativo-sanitario delle acque ad uso pubblico e privato e degli scarichi, e che, all’articolo 6, demandava la gestione del servizio idrico, dall’utilizzo delle risorse alla depurazione delle acque reflue allo smaltimento dei fanghi, ai comuni o a consorzi intercomunali.

Dopo 20 anni i risultati sono disastrosi. 13.000 acquedotti in mano a 5.500 aziende a fronte di 8.000 comuni, gravissime mancanze nell’attuazione di investimenti sull’efficienza della rete distributiva e sprechi enormi.

In presenza di questa situazione Giancarlo Galli dà il suo nome alla legge n.36/1994, che istituisce gli Ambiti Territoriali Ottimali, territori su cui sono organizzati servizi pubblici integrati sui quali agiscono le Autorità di Ambito, strutture con personalità giuridica deputate ad organizzare, affidare e controllare la gestione del servizio integrato. Tali ambiti sono individuati dalle Regioni con apposite leggi regionali che recepiscono le norme della legge Galli, nel caso ad esempio della Toscana la legge regionale n.81/1995, la quale definisce anche le modalità di promulgazione degli statuti delle Autorità di Ambito, affidate ai comuni dell’Ato di competenza. La legge 152/2006 precisa ulteriormente le competenze degli enti locali all’interno dell’Ato tramite l’Autorità di Ambito: l’articolo 142 comma 3 dispone: “gli enti locali, attraverso l’Autorità d’ambito […] svolgono le funzioni di organizzazione del servizio idrico integrato, di scelta della forma di gestione, di determinazione e modulazione delle tariffe all’utenza, di affidamento della gestione e relativo controllo […]”.

In sostanza l’Autorità di Ambito, nel territorio di competenza, l’Ambito Territoriale Ottimale, regola per conto degli enti locali dai quali é nominata le disposizioni sulla gestione del servizio e controlla che queste vengano applicate.

La proprietà dell’acqua resta in mano pubblica, ma la gestione può essere affidata interamente o in parte ad un soggetto che può essere privato, pubblico o misto.

La legge Galli introduce quindi due novità rilevanti rispetto alla legge Merli: definisce gli Ato, 93 in totale a fronte di un centinaio di gestori, e le competenti Autorità di Ambito e dà la possibilità ai privati di entrare nella gestione degli acquedotti comunali al fine di “garantire efficienza, efficacia ed economicità”.

Sono stati rispettati i principi della legge Galli? La normativa ha portato ad un effettivo miglioramento del servizio?

Il professor Angelo Del Treste, docente di Economia e Gestione delle Risorse Idriche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli l’Orientale, in un’inchiesta pubblicata dalla rivista Acqua & Territorio nel Giugno 2005, evidenzia gli aspetti fallimentari a 10 anni dalla promulgazione della legge Galli nel mezzogiorno:

  • trend decrescente degli investimenti nel settore idrico,
  • aggravio del degrado delle infrastrutture acquedottistiche e delle reti di distribuzione in particolare,
  • investimenti insufficienti nel settore della depurazione e male indirizzati,
  • aumento spropositato delle tariffe in relazione agli investimenti effettuati per quanto riguarda la programmazione prevista dai Piani d’Ato,
  • crescita della tariffa amministrata in via transitoria dal Cipe  inferiore all’inflazione effettiva con conseguente riduzione degli investimenti di manutenzione e ripristino,
  • peggioramento della qualità dell’acqua fornita all’utenza finale, iniquità sociale nella distribuzione del carico tariffario.

Un servizio andato in onda su Exit di Ilaria D’Amico l’1 Aprile dello scorso anno evidenzia che cosa ha comportato l’ingresso di soci privati nella gestione dell’acqua di Firenze, di Frosinone, di Arezzo, di Latina, dove i gestori per soddisfare le richieste dei soggetti privati hanno aumentato le tariffe in modo spropositato, disatteso le promesse di investimento, chiesto ai comuni garanzie per ottenere prestiti dalle banche.

Risultati spesso disastrosi non hanno scoraggiato però le iniziative politiche tese ad una ancora maggiore liberalizzazione/privatizzazione del servizio.

L’articolo 23bis della Legge n.133 del 6 Agosto 2008 allarga ulteriormente le maglie per l’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua, e il recente articolo 15 del decreto legge n.135/2009 approvato in via definitiva con la legge n.166/2009 spinge ulteriormente in questa direzione.

Queste ultime norme, dietro la pretesa di recepire la direttiva comunitaria in materia di liberalizzazione dei servizi, includono il servizio idrico tra quelli di rilevanza economica.

In realtà il Parlamento Europeo, con una risoluzione del 15 marzo 2006, dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità”, e gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza.

Il MoVimento 5 Stelle, sin dalla nascita del Blog di Beppe Grillo e dei Meetup, riconoscendo l’acqua come un bene vitale, ha sempre ritenuto immorale assoggettarla alle regole di mercato. E’ inoltre sempre stato sostenitore della gestione pubblica dell’acqua, poiché, oltre alla spesso fallimentare esperienza laddove é subentrato il privato a gestire questa risorsa, ritiene che il settore pubblico possa essere in grado di gestirla al meglio con adeguati strumenti normativi .

Pertanto Il Movimento 5 Stelle appoggia il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua [http://www.acquabenecomune.org], una rete di associazioni e movimenti che ha come mission riportare la risorsa idrica nell’ottica di una efficiente gestione pubblica.

Il Forum ha già fatto grandi passi avanti in questa direzione avanzando al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare, con la raccolta di oltre 400.000 firme, che evidentemente giace però in qualche cassetto della Commissione parlamentare competente, non essendo ancora stata messa in discussione.

Sta inoltre portando avanti nei territori locali una battaglia per l’approvazione di delibere e/o modifiche agli statuti comunali che adottino come cardine il principio “il servizio idrico é privo di rilevanza economica” e si impegnino ad adottare misure per una migliore efficienza gestionale e contro la sua privatizzazione.

Provvedimenti di questo tipo hanno trovato o stanno trovando riscontro in numerosi Comuni, anche importanti come Torino e Roma.

Il MoVimento 5 Stelle di Follonica invita i cittadini a partecipare alla manifestazione nazionale organizzata dal Forum che si terrà a Roma in Piazza della Repubblica Sabato 20 Marzo in occasione della vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua per ribadire che “L’ACQUA E’ UN BENE DI TUTTI” e sosterrà la successiva raccolta firme, che si terrà dal mese di Aprile, per la proposta di Referendum abrogativo delle ultime norme che favoriscono la privatizzazione del servizio idrico, in particolare:

  • l’art.23 bis L. 133/08 così come modificato dall’art. 15 L. 166/09
  • l’art. 150 del D.lgs 152/06
  • l’art. 154 del D.lgs 152/06

400 volte grazie !

7 marzo 2010 at 21:33
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La petizione per la via a Falcone e Borsellino è stata protocollata stamattina e la fotocopia recapitata personalmente al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale che hanno tempo 30 giorni da oggi per dare risposta ai 420 (411 + 9 promotori) cittadini firmatari.

Ringraziamo tutti i cittadini Follonichesi che in due sole ore hanno firmato la petizione popolare per l’intitolazione della strada a Falcone e Borsellino…… pochi sapevano dell’iniziativa che la stampa (con la sola eccezione dei giornali on-line e del Corriere di Maremma che ringrazio) aveva ignorato, era gente che passava, all’inizio diffidente (c’erano dei partiti in piazza a fare propaganda per le regionali), ma felice di firmare appena messa conoscenza dell’iniziativa……è stato bello vedere la diffidenza sciogliersi, le persone sorridere e venire a firmare.

Ringraziamo anche i tanti cittadini che avrebbero voluto firmare, ma che non erano residenti e che hanno. comunque testimoniato il loro accordo con la petizione e col nostro appello a ricordare i probi e non i ladri, onorare chi a dato la vita per lo stato di diritto, per la legalità e non chi di diritto e leggi se ne è fatto gioco.
Una bella esperienza che riconcilia con la gente e col sentire della gente proprio nel giorno in cui la casta si fa beffe della Costituzione, delle regole, delle leggi e dello stesso pudore….. un Popolo di Ladri come l’ha definito qualcuno con un Presidente assonnato ormai incapace di opporsi con la dignità che richiederebbe il suo ruolo.
Martedì protocolleremo le firme in comune e mercoledì chi può, anche solo in tarda mattinata venga ad assistere al Consiglio Comunale….dobbiamo guardarli negli occhi i consiglieri quando sarà portata la mozione per intitolare una via di Follonica ad un ladro, corrotto, latitante, condannato e contumace……guardarli negli occhi e VIGILARE

Link alla notizia:

maremmanews.it

la nazione

Corriere di Maremma

Corriere di Maremma del 10marzo2010

Comunicato stampa del 3 marzo 2010

3 marzo 2010 at 20:55
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Il Movimento Follonica a 5 Stelle, coerentemente con quanto dichiarato nei giorni scorsi sulla necessità di intitolare una strada della nostra città ai due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si fa promotore di una  PETIZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE con oggetto

“INTESTAZIONE DI UNA STRADA E/O UN BENE ALLA MEMORIA DEI MAGISTRATI GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO E DI UNA TARGA ALLA MEMORIA DEGLI UOMINI E DONNE UCCISI NEGLI ATTENTATI DI MAFIA CHE COSTARONO LA VITA AI DUE MAGISTRATI.”

A 18 anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio vogliamo che anche la nostra Città ricordi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati siciliani che, nonostante le minacce di morte, i falliti attentati e la consapevolezza di poter essere uccisi in qualsiasi momento, non cessarono mai di battersi con dedizione, fermezza e senso del dovere al servizio dello Stato e dell’intero paese.

Essi costituiscono un esempio positivo da imitare e un modello guida per tutti i giovani, per coloro che credono nella legalità e nella libertà e per coloro che si battono ogni giorno contro tutte le mafie, alla ricerca della verità e della giustizia.

Alla luce del fatto che a Follonica non è stata ancora intitolata una strada ai due magistrati trucidati dalla mafia, insieme agli uomini della scorta, nell’esercizio del loro dovere i sottoscritti cittadini di Follonica  chiedono agli amministratori della città
di procedere all’intestazione di una strada alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di una targa alla memoria degli uomini della scorta.
Siamo certi che il Consiglio Comunale tutto non nutrirà alcuna esitazione nel portare a termine questa pratica in tempi strettissimi.

Procederemo alla raccolta delle firme sabato 6 marzo 2010 ore 17-19 in via Roma /piazza Sivieri. Siamo certi che i cittadini di Follonica sosterranno la nostra iniziativa sottoscrivendo questa petizione, dedicata a due personalità che sono e resteranno un grande patrimonio dell’Italia.

Analoga iniziativa sarà portata avanti dal Movimento Cinque Stelle di Grosseto per l’intitolazione di una strada nel capoluogo di provincia.

Travaglio oscurato per copyright

28 febbraio 2010 at 21:16
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Dal blog di Beppe Grillo:

TRAVAGLIO OSCURATO PER VIOLAZIONE DEL COPYRIGHT

La scorsa settimana è scomparso da YouTube il video: “I bertoladri” di Marco Travagliotratto dalla sua trasmissione Passaparola. Il filmato è riapparso dopo un paio di giorni in seguito alle azioni del mio staff. Il motivo riportato da YouTube per la cancellazione del video era: “Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset“.
Travaglio è stato intervistato a casa sua a inquadratura fissa. Né lui, né la sua abitazione sono (per ora) di proprietà di
Mediaset. Il copyright sulle parole e sui cittadini non è ancora stato introdotto per legge. In futuro, forse, per comparire su Internet bisognerà chiedere il permesso a Ghedini.
YouTube è stata costretta a rimuovere il filmato. La
violazione di copyright da parte di terzi riconosciuti rende automatica l’operazione. Chi ha subito la cancellazione può fare reclamo assumendosi le responsabilità della eventuale violazione. Di solito il filmato, se lecito, viene ripubblicato in poche ore. In questo caso non è successo. Sono stati necessari giorni, email e telefonate. Infine, una imbarazzatissima YouTube, ha ricaricato il video e inviato il seguente messaggio al blog:
Per ordine del giudice della causa civile promossa dinnanzi al Tribunale civile di Roma da RTI contro YouTube, ci è stato ordinato di consentire al Consulente incaricato dal giudice di effettuare verifiche sul corretto funzionamento del sistema di Content ID. La rimozione del video in questione è avvenuta nel corso di queste verifiche ad insaputa di YouTube. Non appena abbiamo avuto notizia ci siamo attivati per risolvere l’inconveniente contattando il Consulente. Va ricordato che YouTube è un hosting Service Provider e nel caso di segnalazioni relative al copyright ha l’obbligo di rimuovere i contenuti segnalati.
Riepilogo:
– è in corso una causa tra RTI del gruppo Mediaset e YouTube
– il tribunale di Roma incarica un perito di controllare come funziona la gestione dei video su YouTube
– il perito su milioni di video controlla quello di Travaglio che riguarda Bertolaso e lo disabilita senza informare YouTube
– il video non viene ripristinato dopo l’operazione di controllo
– il video viene oscurato dichiarando il falso: “
violazione del copyright“.
Quante violazioni della legge sono avvenute per un solo video? Lo chiederò ai miei legali.
Di questa vicenda l’aspetto più grave non riguarda il mio blog, ma la rimozione di
centinaia di filmati di blogger, magari perfettamente legittimi, con la scusa del copyright. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

E NOI LO RIPROPONIAMO !!

I CIP6, UNA TASSA CHE ORA I FOLLONICHESI CONOSCONO

25 febbraio 2010 at 21:15
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Comunicato stampa del 25 Febbraio 2010

Il 20 febbraio il Movimento Follonica 5 Stelle, in concomitanza con quello di Grosseto, è sceso in strada tra i cittadini per una campagna di informazione sulla “truffa” dei CIP6.

Pochi sanno che le bollette elettriche di questi ultimi anni, sono gravate da una tassa aggiuntiva del 7%  rispetto ai relativi consumi, e che questo aumento dovrebbe essere finalizzato allo sviluppo e al finanziamento delle energie rinnovabili (eolico, solare, geotermico…..).

In realtà questi soldi sono stati utilizzati per finanziare la pratica dell’incenerimento dei rifiuti  che di rinnovabile non ha proprio niente.

Per questo “giochino” l’Italia è stata redarguita nel 2003 dalla comunità europea con riferimento alla direttiva 2001/77/CE ……..“La Commissione Europea conferma che [………] la frazione non biodegradabile dei rifiuti non può essere considerata fonte di energia rinnovabile”………. Pertanto, conclude che, non si possono concedere  “aiuti per la produzione di energia da rifiuti non biodegradabili”

Cioè, fuori dal burocratese: i soldi, della tassa denominata CIP6, a chi brucia i rifiuti non devono essere dati.

Ecco il perché con la nostra iniziativa di informazione e la nostra richiesta di rimborso.

Il nostro intento, sensibilizzare ed informare i cittadini follonichesi sui CIP6, di cui erano completamente ignari è stato un vero successo.

Al termine della giornata, diverse centinaia di cittadini sapevano cosa sono i CIP6 e una quarantina di questi hanno deciso di aderire all’ inziativa della via legale per chiederne il rimborso.   Questo ci incoraggia e ci obbliga a ripetere l’ iniziativa nelle prossime settimane.

Per maggiori informazioni:

www.follonica5stelle.it

www.dirittoalfuturo.it

DAL GOVERNO ANCORA RINVII PER LE RINNOVABILI

24 febbraio 2010 at 21:25
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Vi segnaliamo dal sito Terranauta.it un interessantissimo servizio di Andrea Boretti

Il Senato ha spostato ulteriormente la data di partenza per l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili negli edifici di nuova costruzione causando il disappunto e lo stupore di associazioni ecologiste e aziende del settore.

Energie rinnovabiliNella Finanziaria 2008 si introduceva a partire dal 1 Gennaio 2009 l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella costruzione di nuovi edifici.

Nella Finanziaria 2008 si introduceva a partire dal 1 Gennaio 2009 l’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella costruzione di nuovi edifici. Questa è una delle numerose cose positive e sconosciute che il breve governo Prodi pur nella sua confusione era riuscito a partorire.

Poi, sappiamo come sono andate le cose, ci sono state le elezioni e il nuovo governo di centro-destra aveva spostato al 1 Gennaio 2010 l’entrata in vigore di questa legge.

Ora il 2010 è arrivato, e ancora una volta la legge viene posticipata. Nella seduta del Senato del 11 Febbraio 2010, infatti, all’interno del maxi-emendamento cosiddetto “Milleproroghe” è stata inserita una ulteriore proproga che fa slittare l’obbligo di integrazione delle rinnovabili ulteriormente avanti al 1 Gennaio 2011.

La sensazione, ma i segnali ci sono tutti, è quella che delle energie rinnovabili questo governo non ne voglia proprio sapere; si ritrova lì un emendamento che di certo non può cancellare perchè sarebbe impopolare, e allora si limita a spostarlo e rispostarlo.

La misura è sembrata colma al Comitato di Indirizzo della associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili che ieri hanno voluto scrivere al Presidente della Camera Gianfranco Fini – forse la personalità politica che finora si è dimostrata più sensibile a queste tematiche – e a tutti i deputati della Camera stessa, chiedendo che non venga ulteriormente rinviato l’obbligo di cui abbiamo appena parlato.

GovernoNella seduta del Senato del 11 Febbraio 2010 è stata inserita una ulteriore proproga che fa slittare l’obbligo di integrazione delle rinnovabili al 1 Gennaio 2011.
Il Comitato, del quale fanno parte diverse realtà, tra le quali Greepeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e il WWF, accompagnano ovviamente questa loro richiesta con motivazioni valide e condivisibili. Prorogare ulteriormente questo provvedimento vorrebbe avrebbe delle conseguenze di carattere economico politico che ricadrebbero sull’Italia sia a livello Europeo che più direttamente a livello italiano.

La proroga, infatti, significherebbe rischiare di non mantenere gli impegni presi a livello di Unione Europea stabiliti nel pacchetto Energia-Clima, per cui il 17% dei consumi finali di energia dovranno al 2020 essere coperti da fonti rinnovabili e ricadere quindi nelle sanzioni conseguenti a questo comportamento.

Ma non solo, la proroga significherebbe una nuova battuta d’arresto per un settore in grande espansione che ovviamente rappresenta il futuro e che entro il 2020 si prevede dovrebbe creare 250.000 nuovi posti di lavoro (diretti e indiretti) e un incremento del PIL superiore all’1,5%.

Chi ci legge con frequenza sa che “sostenibilità” e “PIL” sono due termini che normalmente tendiamo a criticare, ma sono anche i termini che questa politica capisce e in base alla valutazione dei quali potrebbe muoversi e prendere decisioni di buon senso.

Così qui, nel promuovere l’appello del Comitato di Indirizzo, ribadiamo le loro motivazioni che si appellano a questi due termini che noi vogliamo intendere come leva attraverso la quale far comprendere che non è solo per i problemi climatici e ambientali che affliggono il Bel Paese che questa ennesima proroga è insensata, ma anche perchè banalmente e concretamente è economicamente controproducente.

Romano Prodi

Vi proponiamo ora l’Articolo della Finanziaria 2008 del Governo Prodi che introduceva l’obbligo delle rinnovabili nelle nuove costruzioni.

Articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008
289. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, il comma 1-bis è sostituito dal seguente:

«1-bis. A decorrere dal 1 gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’intervento. Per i fabbricati industriali, di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati, la produzione energetica minima è di 5 kW”.

Gran Bretagna, nuove prove sulla pericolosità dei termovalorizzatori

20 febbraio 2010 at 21:56
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Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana.

Uno studio inglese dimostra (ancora una volta) l’estrema pericolosità degli inceneritori. Nel sito della “UK Health Research” sono presenti le rilevazioni tra il 2004 e il 2008 nelle zone circostanti l’inceneritore di Kirklees nel West Yorkshire correlate alla mortalità infantile. Le zone sottovento, più esposte alle emissioni dell’inceneritore, presentano una percentuale del 9.6 per mille contro l’1,1 per mille delle zone sopravento.

Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.

fonte della notizia: http://www.beppegrillo.it/2010/02/gli_inceneritori_di_erode.html