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Campagna referendaria per l’Acqua Pubblica: 680.000 firme!!!

27 maggio 2010 at 13:36
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La raccolta firme per la campagna referendaria “L’acqua non si vende” portata avanti dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e alla quale il MoVimento 5 Stelle collabora attivamente sia a Follonica che nel resto d’Italia procede a gonfie vele.

Toccata quota 680.000 firme e ora puntiamo a superare il milione!!!

Siamo orgogliosi come MoVimento Follonica 5 Stelle che la nostra provincia sia fra le più attive della Toscana, avendo in un mese superato l’obiettivo minimo prefissatoci di 2.700 firme di oltre il 200%.

Il dato Toscano provicia x provincia aggiornato a domenica 23 maggio 2010

PROVINCE Firme Ob Firme Raccolte al 23/05/2010 % Obiettivo
Arezzo 4.170 9.700 232,6%
Firenze 12.047 12.575 104,4%
Grosseto 2.723 6.011 220,7%
Livorno 4.211 5.920 140,6%
Lucca 4.802 3.755 78,2%
Massa Carrara (*) 2.550 2.525 99,0%
Pisa 4.961 7.103 143,2%
Pistoia 3.464 4.300 124,1%
Prato 2.940 2.990 101,7%
Siena 3.255 2.770 85,1%
Totali 45.122 57.649 127,8%

(*) Dato aggiornato al 16/05/2010

Report al 09/05/2010 in PDF Referendum Acqua Toscana al 23-05-2010

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Case a bolletta zero. Risparmi tu e l’ambiente

24 maggio 2010 at 14:13
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A Follonica le case a bolletta zero sono già una realtà. Il 31 Marzo 2009 sono stati inaugurati venti appartamenti di 85 metri quadrati con giardino e box auto. I primi in Italia a funzionare con l’energia della terra che fornirà riscaldamento in inverno, durante la stagione fredda e aria condizionata in estate, quando la stagione si fa più calda.
La tecnica rivoluzionaria usata per costruire questi appartamenti si chiamata geotermia a bassa entalpia. In cosa consiste? L’energia sprigionata naturalmente dalla terra viene catturata e canalizzata nel riscaldamento della casa utilizzando delle particolari sonde, dopo aver trivellato il terreno per un centinaio di metri. Le sonde del diametro massimo di 15 centimetri, vengono collegate alla centrale termica. Il calore viene poi spinto nelle serpentine collocate sotto il pavimento dell’appartamento, riscaldando l’intero ambiente. Come se non bastasse, l’utilizzo di speciali mattoni ad alta efficienza energetica durante la costruzione, isolanti naturali per il tetto e le pareti, insieme all’istallazione di impianti fotovoltaici installati sul tetto, fanno di queste case il sogno di ciascuno di noi ovvero, la possibilità di vivere in case a costo zero.
Il prezzo di ciascun appartamento è di 255 mila euro. In linea con i normali prezzi di mercato delle abitazioni in questa zona ma senza la schiavitù di dover pagare le bollette del gas o della luce e zero impatto sull’ambiente.
Il progetto è stato realizzato dalla cooperativa edile l’Avvenire di Follonica in collaborazione con lo studio Ecogeo di Siena.

Per ulteriori informazioni: COOPERATIVA EDILIZIA L’AVVENIRE 
L’Avvenire Società Cooperativa Edilizia
VIA BALDUCCI, 9/B
58022 Follonica (GR)
Tel: 0566 56383

Toscana: sole poco, pioggia tanta, ma firme per l’Acqua Pubblica a volontà

12 maggio 2010 at 19:14
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Sono trascorsi solo 15 giorni dall’avvio della Campagna Referendaria e in Italia, a domenica 9 maggio, siamo a quota 350.000 firme raccolte.

E in Toscana, con gli instancabili Attivisti del Popolo dell’Acqua Pubblica, impegnati ai gazebo, con in dotazione lapis e moduli da pioggia, siamo a quota 38.105 – pari all’ 84,4% dell’obiettivo regionale

Il dato Toscano provicia x provincia aggiornato a domenica 9 maggio 2010

PROVINCE Firme Ob Raccolte al 09/05/2010 % Obiettivo
Arezzo 4.170 6.500 155,9%
Firenze 12.047 7.170 59,5%
Grosseto 2.723 4.559 167,4%
Livorno 4.211 3.017 71,6%
Lucca 4.802 2.483 51,7%
Massa Carrara 2.550 2.300 90,2%
Pisa 4.961 4.586 92,4%
Pistoia 3.464 3.500 101,0%
Prato 2.940 2.170 73,8%
Siena 3.255 1.820 55,9%
Totali 45.122 38.105 84,4%
Punti di raccolta firme a Follonica: venerdì mattina al MERCATO SETTIMANALE, sabato mattina e domenica mattina al CENTRO COMMERCIALE COOP

Report al 09/05/2010 in PDF Report Raccolta Firme Referendum Acqua Toscana al 09-05-2010

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Due anni di governo Berlusconi: ecco tutte le politiche anti-ambientaliste

12 maggio 2010 at 17:06
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da FORUM AMBIENTALISTA – Mai nessun governo prima aveva commesso tali crimini ambientali. In soli due  anni i danni apportati al Paese hanno conseguenze gravose per la salute, il  futuro e, anche, per l’economia di tutti i cittadini. Questo governo porta  avanti una quotidiana politica di mercificazione della natura, piegandosi  agli interessi delle grosse lobby e dei potentati economici.

Andiamo per ordine e analizziamo le principali politiche (alcune ancora in  discussione al Parlamento):


1) NUCLEARE: Il decreto, voluto nel dicembre 2009 dall’ormai ex ministro  Claudio Scajola che stabilisce nel Paese il ritorno dell’atomo e la nascita  di un’Agenzia del nucleare, è un enorme passo indietro. Un tentativo di  affossare il referendum del 1987 che sancì proprio il rifiuto del nucleare. Adesso  questo governo ci riprova con quello di terza generazione. Rimangono inalterate  alcune questioni: il problema dello smaltimento delle scorie, la sicurezza degli  impianti, i costi per la costruzione dei nuovo siti, il rischio per la  salute dei cittadini. Senza considerare che i costi della bolletta potranno solo salire a vantaggio delle lobby che sul nucleare faranno affari. Anche la  scelta di tenere nascosta la mappa dei futuri siti o l’idea di militarizzarli con  l’esercito per evitare le proteste sono politiche autoritarie, il  governo cerca di imporre dall’alto una fonte energetica che i cittadini non  vogliono. Per questo il Forum Ambientalista ricorda la petizione popolare  fatta lo scorso anno e nel caso promette battaglia attraverso un nuovo referendum. Per espellere definitivamente il nucleare dal Paese.

2) ACQUA: Il decreto Ronchi punta alla privatizzazione del bene comune per  eccellenza. Una vergogna, per la nostra associazione. Siamo alla  mercificazione totale, adesso i privati faranno profitti su una risorsa collettiva che deve essere, per diritto, garantita a tutta la popolazione. E’ una scelta che va  anche in controtendenza r ispetto ad altri Paesi che precedentemente avevano  optato per la strada della privatizzazione dell’acqua, ma che oggi sono tornati sui  propri passi e che stanno ripubblicizzando i servizi idrici. Anche il danno ambientale sarà enorme: in un momento in cui i cittadini si stanno educando  alla riduzione dei consumi, l’ingresso dei privati incentiverà invece l’uso  e lo spreco dell’acqua. Senza dimenticare anche qui il conseguente aumento dei  costi della bolletta. Il governo si troverà di fronte una forte opposizione  nel Paese: dalle piazze alle istituzioni locali contrarie a mettere in pratica  tale norma. La raccolta delle firme per il referendum abrogativo sta procendendo  con ottimi e inaspettati risvolti.

3) INCENERITORI, RIGASSIFICATORI, GRANDE ENERGIA: l’emergenza rifiuti in Campania ha consentito all’esecutivo di approvare quattro inceneritori nell’area napoletana, in barba al dibattito che l’opinione pubblica aveva posto, insieme alle associazioni ambientaliste, sull’opportunità di destinare risorse per lo sviluppo della raccola differenziata: il risultato e’ che l’emergenza rifiuti si sta riproponendo e la raccolta differenziata a Napoli e’ ancora al punto di partenza. In piu’ si e’ aggiunta la stessa emergenza per la citta’ di  Palermo: anche in Sicilia sono pronti 4 inceneritori che solo le problematiche politiche della giunta Lombardo hanno bloccato.
Ed in Sicilia spunta un altro problemino ambientale: il rigassificatore di Porto Empedocle. E cosi’, invece di puntare finalmente sulla valorizzazione turistica-ambientale  di quelle coste tanto bene illustrate dalle fiction del Commissario  Montalbano, si punta sul nuovo polo energetico agrigentino, come se in Sicilia di poli energetici devastanti non ce ne fossero gia’ a sufficienza.
4) CLIMA –  Mentre negli Stati Uniti stanno lanciando la green economy, in  Italia si mette in discussione il protocollo di Kyoto,
bollandolo come atto  pieno di falsità, e si è lavorato, riuscendoci, per far saltare il vertice  di Copenaghen. Siamo l’anomalia negativa dell’Europa nel campo energetico.
Mentre negli altri Paesi si investe su fonte rinnovabili, in Italia la destra punta  ancora sul carbone. Dimenticandosi del danno che genera all’ambiente e alla  salute della popolazione locale. Per questo l’associazione appoggia in toto  la vertenza dei comitati locali che non accettano sul proprio suolo queste  centrali. Le uniche soluzioni sono il risparmio energetico e le fonti  rinnovabili. Il carbone, così come l’atomo, andrebbe bandito in quanto  killer dell’ambiente, del clima e delle persone che vivono nelle zone limitrofe  alla centrale. A sostenerlo è anche l’Europa che ha richiamato più volte l’Italia  per l’eccessiva emissione di Co2.

5) PIANO CASA –  Il piano proposto, ancora non diventato legge per fortuna, è  un input a delinquere: si cementifica il paesaggio e si invita a costruire in  maniera selvaggia, senza rispettare nessun vincolo. Si tratta, sostiene il Forum Ambientalista, di un regalo ai palazzinari e agli speculatori immobiliari. Un ennesimo condono edilizio e un avallo all’abusivismo. L’emergenza abitativa va affrontata con una seria politica di bioedilizia, col recupero degli stabili demaniali al momento vuoti e rilanciando la costruzione di edilizia pubblica, nel rispetto ovviamente dell’ambiente e dei piani regolatori cittadini. Il governo ne prenda atto.

6) GRANDI OPERE E MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI –  Il ponte sullo Stretto di Messina, la Tav in Val di Susa, il Mose a Venezia: miliardi di euro investiti da questo governo per opere inutili e con un impatto ambientale disastroso. Le priorità in Italia sono ben altre, l’esecutivo investa, ad esempio, sulle ferrovie nel Mezzogiorno e sulla messa in sicurezza dei territori come  dimostrano le ultime frane a causa di alluvioni. L’esecutivo continua a  annunciare l’edificazioni di maxi infrastrutture dimenticandosi le vere  urgenze del Paese. Inoltre rispetto all’Europa siamo indietro con l’utilizzo delle ferrovie. Infatti se nelle altre nazioni i trasporti viaggiano su ferro, in  Italia stiamo ancora con la gomma dei camion. Il Forum Ambientalista invita  Matteoli a investire in questi settori e non su opere faraoniche dannose all’ambiente e per i cittadini.

7) CACCIA –  legge approvata da poco in cui si estende la stagione venatoria. Il provvedimento è un favore solo alle lobby oltranziste della caccia, infatti persino altre associazioni del mondo venatorio si sono opposte al progetto  del governo. Non è accettabile cacciare ovunque, compresi i parchi, e colpire specie protette di uccelli. Sondaggi dimostrano come la maggior parte dei cittadini la pensi come il Forum Ambientalista.

Fonte

Il Rinascimento del XXI Secolo

1 maggio 2010 at 20:06
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Il Movimento 5 Stelle sta avanzando imperterrito, in lungo ed in largo per il paese. L’Italia è stata affetta da un nuovo virus che va a colpire le coscienze delle persone, risvegliandole dall’apatia e dal senso d’impotenza nei quali sono sprofondate, spesso, senza nemmeno rendersene conto.

E arrivato il momento del risveglio e dell’azione. Da fine Giugno, il Movimento 5 Stelle nazionale avrà una nuova piattaforma, un portale, nel quale potranno essere scambiate e discusse le idee di tutti nel principio base di… “uno vale uno”.

Nel frattempo, i membri di ciascuna realtà locale del Movimento stanno dando il proprio supporto alla campagna di raccolta firme per il referendum nazionale contro la privatizzazione della gestione dell’acqua.

Visto però, che il Movimento 5 Stelle va oltre la politica ed il politichese, questa estate, vogliamo anche regalarci e regalare a tutti voi, una festa. Come suggerito da Beppe Grillo, ovvero la Woodstock del Movimento.

In Toscana i vari meet-up si stanno già muovendo in questa direzione. Ulteriori dettagli verranno resi pubblici appena saranno a nostra disposizione.

Nel frattempo, ecco i saluti a tutti noi da parte di Beppe Grillo.



L’acqua non si vende

30 aprile 2010 at 20:40
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Il Movimento Follonica 5 Stelle, tra i sostenitori del Comitato Acqua Pubblica di Follonica che promuove i referendum del Forum dei Movimenti per l’Acqua per la ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici, é estremamente soddisfatto del risultato di 100.000 firme raccolte nei primi due giorni di campagna referendaria

Il risultato follonichese non è stato da di meno: circa 250  firme in un solo giorno con un solo banchetto, al cui raggiungimento hanno contribuito i propri membri, che si sono spesi nella mattinata e nel pomeriggio di domenica 25 Aprile assieme a rappresentanti di altre forze del Comitato.

Un risultato questo superiore a qualsiasi rosea prospettiva! Le persone si sono avvicinate al banchetto, consapevoli del problema acqua e desiderose di approfondire le loro informazioni sulla privatizzazione dei servizi idrici.

Forte di questo risultato il Movimento Follonica 5 Stelle continuerà a profondere il massimo impegno per questa importantissima iniziativa contribuendo a raccogliere le firme per tutto il periodo della campagna referendaria.

L’appuntamento per tutti è, per i prossimi tre mesi il venerdì al mercato, il sabato alla COOP e in piazza Sivieri, la domenica in piazza Sivieri.

Che sia chiaro: L’ACQUA NON SI VENDE!

Anche in questa occasione il Movimento rinnova l’appello al Sindaco di Follonica affinchè segua l’esempio di tanti comuni italiani che hanno dichiarato nel loro Statuto l’”ACQUA BENE COMUNE” e il servizio idrico “BENE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA”.

Inceneritore di Scarlino (GR): le promesse bugiarde

29 aprile 2010 at 18:01
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“Inceneritore di Scarlino (GR): le promesse bugiarde”.

Storia dell’Inceneritore di Scarlino e del valore delle promesse dei politici.

Il luogo

Follonica, città sul mare, 23.000 abitanti (100.000 d’estate), economia turistica.

Scarlino, 3000 abitanti, un porto turistico, agriturismi, aziende agricole ed un polo industriale, dove si vuol trasformare una vecchia fabbrica dismessa (Solmine) in un Inceneritore (Scarlino Energia).

L’inizio: una balla

Tutto ha inizio con una menzogna: attivazione dell’Impianto come “Centrale di produzione elettrica” a biomasse giustificata dal fatto che ciò avrebbe portato ad una riduzione dell’inquinamento locale rispetto a quello prodotto dall’arrostimento della pirite nei forni della ex-Solmine. In realtà, al momento della presentazione della relazione alla regione quei forni erano solo un ammasso di ruggine fermi da diversi anni (cioè a inquinamento zero).

Si concede, comunque, l’autorizzazione per un impianto inquinante, sito in una zona a rischio idraulico, già altamente inquinata e che doveva essere bonificata, contigua per di più ad una zona umida (Palude di Scarlino) degno di divenire parco e non discarica industriale.

Le elezioni amministrative: impegni e promesse

Dopo qualche anno l’amministrazione provinciale uscente, con uno dei suoi ultimi atti (gennaio 2009) concede la VIA (autorizzazione) all’incenerimento dei rifiuti, ma continua a chiamarlo falsamente “centrale elettrica”, dispensando così la Società dalla procedura assai più gravosa che la legge prevedeva per un inceneritore di rifiuti.

All’opposizione della popolazione della piana ed in particolare dei cittadini di Follonica, che non è il comune sede d’impianto, ma il più vicino (la città dista meno di 2 Km contro i 5 di Scarlino, comune sede d’impianto) si è aggiunta, al momento della tornata elettorale del 2009, quella di tutte le forze politiche dei due comuni e della provincia che, sotto la pressione del Comitato del No, hanno sottoscritto precisi impegni sul destino dell’Inceneritore:

secco NO all’autorizzazione a bruciare rifiuti.

Come Lista Civica Follonica 5 Stelle abbiamo più volte messo in guardia i cittadini dall’ipocrisia di tali impegni: le promesse non sarebbero state mantenute perché, aldilà della buona fede dei singoli (ma non di tutti) gli apparati dei maggiori partiti (PD-PDL), le segreterie, le lobbies trasversali avrebbero brigato a favore dell’impianto…chiunque avesse vinto. E così è stato!

Il post elezioni: un po’ di fumo negli occhi e l’ imprevisto

Il metodo usato per disattendere le promesse è stato un concentrato di ipocrisia, furberia e cattiva politica… non a caso siamo il paese di Machiavelli.

Per vendere un po’ di fumo agli elettori che l’avevano votata, la Giunta Marras (PD), non potendo sconfessare platealmente la precedente Giunta “Scheggi” (PD) che aveva concesso la VIA, ha una bella pensata: istituisce una Commissione di Inchiesta Pubblica per valutare la correttezza o meno dell’iter amministrativo – burocratico della VIA concessa.

Si confidava, evidentemente, in un parere favorevole per poi dire: tutto va bene…si tutto va bene madama la marchesa, tout va très bien.

Ma il diavolo, a volte, fa le pentole e non i coperchi e questa volta il pentolone si scoperchia svelando tutto un insieme di nefandezze, illegittimità, carenze, falsità tali e talmente gravi che la Commissione d’Inchiesta non può far altro che redigere un documento che non lascia adito a dubbi, perplessità od interpretazioni:

“La VIA non andava concessa e va ritirata in autotutela” queste le conclusioni scritte nel rapporto finale! Una vera bomba e il panico nella giunta!

Ragione e decenza avrebbero voluto che la neo-giunta-Marras a questo giudizio, si fosse adeguata emanando l’unico atto possibile: la revoca della VIA.

Apriti cielo: l’ora dei voltagabbana

Ma la politica non conosce cosa sia il buonsenso e la decenza: i politici hanno subito dato ascolto ai lai della Scarlino Energia (che arriverà ad una denuncia intimidatoria nei confronti dei componenti dell’inchiesta pubblica) a cui si aggiungono in un crescendo wagneriano quelli dei sindacati, appiattiti indecorosamente sulle posizioni aziendali dal solito ricatto occupazionale, il Cispel, i CNA e tutti quelli che vedevano sfumare i loro lauti guadagni, pagati con il rischio per salute della popolazione, ma, si sa, di qualcosa bisogna pur morire…

Contemporaneamente a supporto all’Inceneritore si sono mossi gli apparati, le lobbies politiche, gli interessi finanziari delle banche e cooperative rosse, le segreterie dei partiti che in Toscana si chiamano PD, tutte pro inceneritore (si pensi a Renzi a Firenze, ma soprattutto al neo-governatore E. Rossi con i suoi “demenziali” manifesti elettorali dove sole, vento vengono messi sullo stesso piano dei termovalorizzatori… lui li chiama così…).

Cioè, entrano in gioco i poteri forti, le alte sfere, quelli che i politici locali li tengono per le palle, quelli che hanno in mano la loro carriera, il loro futuro politico ed economico… come tante volte il Movimento 5 stelle ha denunciato.

Con queste premesse bisognava che la Giunta Marras trovasse una soluzione, un qualcosa che disinnescasse le conclusioni dell’inchiesta pubblica e qualcuno che facesse per loro il lavoro sporco.

Si è così trovato l’escamotage di un Riesame del Riesame (meraviglioso!) affidando il compitino ad un magnifico rettore di una università toscana indebitata sino la collo con una banca comproprietaria della Scarlino Energia!!

Grandi! Geniali! E’ ovvio che per il PD il conflitto di interessi vale solo per Silvio, e poco anche per lui, come storia e cronaca ci insegnano!

Una cosa vomitevole, ma che conferma che i politici, quelli in carriera, hanno tanto pelo sullo stomaco e nessuno specchio in casa da sporcare con la saliva.

Il Finale: scontato, come quello di una tragedia.

Il magnifico Rettore ha fatto il suo lavoro. Ha messo le toppe al fascicolo VIA che, da dover essere ritirata, è diventata, magicamente, da concedere…meglio di mago Merlino.

Oh sì!! Sono state aggiunte delle prescrizioni, un piano di studi e monitoraggio della salute (di lombrichi e lumache….non è uno scherzo!!) che fa ridere i polli, dimenticandosi che i controlli dovevano esserci anche prima (a questo serve la valutazione di impatto ambientale,altrimenti che cosa valuta??)  ma che non sono mai stati fatti (come dagli atti della Commissione d’Inchiesta) e che c’è voluto un grave incidente ed un morto nella vicina azienda Agrideco (500m dall’inceneritore) per portare alla luce un traffico illegale di un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi, passato sotto il naso di chi i controlli avrebbe dovuto farli, ma non li faceva.

Ci pisciano addosso e dicono che piove…e pretendono che gli si creda!

In questa rivoltante vicenda messa in atto da squallidi attori da operetta, gli unici che abbiano cercato di difendere gli interessi e la salute dei propri cittadini sono stati il Consiglio Comunale di Follonica, tutto (PD-PDL), e soprattutto il sindaco Eleonora Baldi che si è comportata come i sindaci No TAV della val di Susa, andando contro il suo stesso partito ed esprimendo parere negativo sia sulla VIA che sull’AIA all’inceneritore… ma che è stata ripetutamente isolata dal suo collega del Comune di Scarlino, il quale ritiene di aver compiuto il suo dovere di tutela della salute “ordinando” ai cittadini di chiudere le finestre!!

Lui sì, che avrebbe potuto con un parere sanitario negativo bloccare l’AIA, ma si è ben guardato dal farlo, adeguandosi ai pareri ASL ARPAT (che definire agnostici è poco) dando il suo assenso e garantendosi una sicura carriera politica.

Il Futuro : Non ci rimane che la legge

Fossimo in Svizzera o in Francia, ci sarebbero pochi problemi viste le enormità, le carenze e le illegittimità che sono emerse,a parer nostro, nella concessione della VIA e dell’AIA, ma in Italia qualche dubbio sul rispetto della legalità e sui tempi di attuazione ce l’abbiamo.

Sono stati inoltrati ricorsi, esposti e denunce da parte di comuni, comitati e semplici cittadini, verso un impianto privato, non compreso nel piano dei rifiuti dell’ATO Sud, avulso dal territorio e dai suoi interessi, contrario alla vocazione turistica e agricola del territorio, posto in un sito altamente inquinato che dovrebbe essere bonificato prima che diventi fonte di un grave disastro ambientale annunciato.

Non pensino di averla vinta lor signori…la lotta continuerà.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) noi nemmeno!

Follonica: raccolta firme dal 25/04/2010

23 aprile 2010 at 23:34
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Domenica 25 Aprile a Follonica, in piazza Sivieri 10-13, 16-20, parte la raccolta di firme per il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua promosso dal FORUM DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA.

I tre quesiti referendari sono nell’ordine:

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.
Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

SECONDO QUESITO : aprire la strada della ripubblicizzazione
Si propone l’abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato.
L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo il percorso verso l’obiettivo della ripubblicizzazione del servizio idrico, ovvero la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Darebbe inoltre ancor più forza a tutte le rivendicazioni per la ripubblicizzazione in corso in quei territori che già da tempo hanno visto il proprio servizio idrico affidato a privati o a società a capitale misto.

TERZO QUESITO : eliminare i profitti dal bene comune acqua
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.

Fonte

Acqua Bene Comune: intervista a Rodotà

21 aprile 2010 at 21:37
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Acqua, referendum nel 2011
Rodotà: “E’ un bene comune”

Il professore: “Il servizio idrico non rientra nelle logiche del pubblico e neanche in quelle del privato. Ecco la novità: ripartire dalla cittadinanza”di GIULIA CERINO

Acqua, referendum nel 2011 Rodotà: "E' un bene comune" Manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua

ROMA – “Avete mai pensato di privatizzare vostra madre? Privatizzando l’acqua è come se voi lo faceste”. Non scherza, padre Alex Zanotelli, ma parla seriamente a nome del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Il coordinamento che oggi ha presentato, alla Corte di Cassazione di Roma, tre quesiti referendari. L’obiettivo è  “modificare le attuali norme in materia di servizio idrico” approvate con il decreto Ronchi e, in passato, dal governo Prodi, per governare e gestire le risorse idriche attraverso un soggetto di diritto pubblico, possibilmente a livello territoriale.

I quesiti. A partire dal 24 aprile inizierà la raccolta delle firme. Se si raggiungeranno le 500mila, nella primavera del 2011, scatterà il referendum. Ecco i tre punti: abrogare l’art 23 bis che prevede che le società, per poter fornire servizi idrici, si debbano trasformare in aziende miste con capitale privato al 40%; abrogare l’articolo 150 del decreto legislativo 152/2006 che prevede, come unico modo per ottenere l’affidamento di un servizio idrico, la gara e la gestione attraverso società per azioni; abrogare l’articolo 154, nella parte in cui si impone al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% in più. Una specie di “cavallo di Troia”, questo, che ha dato il via alla gestione dei servizi idrici da parte dei privati.

La storia. Si tratta di una battaglia politica iniziata nel 2007 con la presentazione di una legge di iniziativa popolare sottoscritta da 400mila cittadini e messa nel cassetto dal governo Prodi. Una richiesta rilanciata poco dopo il 19 novembre 2009, quando alla Camera dei deputati si approvava, con ricorso alla fiducia, il decreto Ronchi che, all’articolo 15, rilanciava il processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, la dismissione della proprietà pubblica e delle relative infrastrutture. Il Forum da oggi ci riprova.  “Nonostante la raccolta delle firme, il governo non ha ascoltato”. E se la corsa politica è ancora aperta, quella culturale è già stata vinta. “Chi privatizza, oggi, non può più farlo rivendicandolo ma è costretto a smentire se stesso e a mascherarsi dietro la privatizzazione della sola gestione”, spiega Marco Bersani, rappresentante del Forum. Dietro ai quesiti referendari c’è qualcosa di più della mera protesta.

“L’acqua, un bene comune”. E a spiegare in profondità i perché del referendum, ci pensano gli estensori dei quesiti: professori di diritto pubblico, privato e costituzionale. Come Stefano Rodotà che prende la parola:  “Prima di passare al privato bisognerebbe cercare di correggere le anomalie del pubblico. Ecco la novità. L’acqua – spiega il professore – non è un bene pubblico. E’ un bene comune”. Un qualcosa che non può rientrare in nessuno degli argomenti fallaci che ruotano attorno alle dicotomie pubblico-privato, proprietà-gestione. “Piuttosto, per l’acqua – continua Rodotà – si tratta di trovare una forma di gestione comune, come scritto nell’articolo 43 della Costituzione, perché c’è stato un passaggio. Il pubblico, in questo caso, non è più il pubblico tradizionale”. Per il professore, il punto è un altro. Tutto culturale. “Il principio è che si possa ripartire da un ruolo attivo della cittadinanza. Il referendum rappresenta uno strumento per riabilitare la politica in un momento di stanchezza”.

Una coalizione vastissima. Un segno di ripresa c’è già. E infatti, il Forum italiano dei movimenti dell’acqua rappresenta la più vasta coalizione associativa formale mai esistita. Cento comitati locali, sessanta associazioni, i cattolici, gli ambientalisti, i sindacati. E i partiti, che svolgono una funzione di supporto. Non tutti militanti di professione, però. Piuttosto, molti di loro si dichiarano parte degli “astenuti” alle regionali del 2010.  “E’ l’estensione del movimento che conta. E’ questo che dà prova del cambiamento culturale”,  ricorda il professor Gianni Ferrara. Lo scopo del coordinamento è quello di vincere. E usare le istituzioni con intelligenza. Oltre a muoversi “contro”, il Forum si muove “per”. E avanza delle alternative: “Uscire dalla logica attuale, identificare l’acqua come bene comune, escludere il mercato dalla sua gestione, e, essenziale, indicare i soggetti incaricati di gestirla”, spiega Rodotà.

I numeri. Andare avanti è possibile perché i riscontri concreti di quanto nocivo sia privatizzare la gestione dell’acqua ci sono già. Da quando è cominciata l’escalation qualcosa è peggiorato. Ecco i numeri: il prezzo dell’acqua è salito del 68% a fronte del 22% registrato dal dato sull’inflazione. Gli investimenti privati nel settore idrico sono calati (da 2miliardi a 700mila euro l’anno) mentre l’occupazione nel settore idrico è diminuita del 30% e lo  spreco annuo è aumentato di più del 20%. Non solo teoria, dunque.

“Hasta la victoria siempre”. E a chi accusa il Forum di “essere contro Berlusconi”, risponde padre Alex Zanotelli: “I tre quesiti sono volti ad abrogare il decreto Ronchi, approvato dall’attuale governo di centrodestra. Ma non solo. Il secondo e il terzo quesito intervengono su delle norme approvate dal governo Prodi. Dei provvedimenti “che andavano nella direzione di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti”. Avvolto in una sciarpa a strisce rosse, arancioni e viola, e con una croce di perline variopinte al collo, padre Alex ricorda che solo il 3% dell’acqua del mondo è potabile. Ma di questa, il 2% è usata a fini agricoli o industriali. E se “l’acqua è – come spiega Ciro Pesacane, presidente del Forum ambientalista – una parte del ciclo della terra e appartiene all’umanità”, ha ragione padre Alex a dire che una società in cui non c’è più nulla in comune, non è una società. “Ecco perché dobbiamo batterci”. E conclude: “Facciamo come in Uruguay, come in Bolivia. Lì ce l’hanno fatta. Ce la faremo anche noi. Hasta la victoria siempre”.

Fonte: La Repubblica

Il vescovo di Grosseto: “Preti pedofili, attacco sionista”

16 aprile 2010 at 20:56
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Monsignor Giacomo Babini, emerito vescovo di Grosseto, rilasciando un’intervista a Pontifex
ha affermato:
La potenza e la raffinatezza dell’offensiva contro la Chiesa dimostrano che dietro le accuse di pedofilia c’è un attacco sionista: loro sono i nostri nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi

Ha inoltre aggiunto “ L’Olocausto fu una vergogna per l’intera umanità, ma Hitler fu mosso dal fatto che gli ebrei avevano strangolato la Germania, provocando la reazione nazista. Gli eccessi e le malversazioni degli ebrei strozzarono l’economia tedesca.

Nella stessa intervista ha affermato: “Omosessuali? Misericordia, ma gli animali sono più ordinati di loro.”

Dopo le reazioni del Comitato Ebraico Americano, che ha diramato un comunicato ufficiale in cui chiede ai vescovi italiani di condannare immediatamente le dichiarazioni “antisemite” rilasciate da Babini, l’emerito vescovo ha smentito tutto, ma Bruno Volpe, direttore del blog cattolico, ha smentito lui:Presto metteremo on line il testo registrato dell’ intervista. E’ bastato uno starnuto degli ebrei di america ed ecco la smentita