SOCIETA’ DELLA SALUTE TOSCANA. ANOMALIA E BUSINESS DELL’ASSISTENZA SOCIALE

7 febbraio 2018 at 14:01
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coeso-sdsmodDa tre società della salute (Coeso Area Grossetana, Colline Metallifere e Amiata grossetana) a una sola maxi Sds: Coeso Società della salute dell’area socio–sanitaria grossetana, brevemente detta «Coeso Sds Grosseto». Bacino di utenza: 20 Comuni della provincia.

Da Arcidosso a Scarlino, passando per Grosseto, Follonica, Massa Marittima e Montieri, Monterotondo per un totale di 170mila abitanti. È dunque andato in porto il progetto di riorganizzazione dei distretti socio-sanitari della Maremma voluto dalla Regione Toscana, che trova i suoi indirizzi nella legge Regionale 11 del 2017. Il 34% delle quote del nuovo consorzio sono attribuite per legge alla USL Toscana Sud Est, mentre il restante 66% ripartito trai Comuni in misura proporzionale alla popolazione.

Il Comune di Follonica è stato l’ultimo ad approvare la fusione sopra citata all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio. Premesso che il M5S ha sempre ritenuto le società della salute dei carrozzoni funzionali al sistema politico regionale monopolizzato da decenni dal Partito Democratico, questa fusione, checché ne dica il suo Presidente, e Sindaco di Monterotondo Termine, non ne migliora certo la sua funzionalità.

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Il nuovo Coeso recepisce in tutto e per tutto le linee guida della nuova legge regionale, che oltre ad aver tagliato centinaia di posti letto, allungato le liste di attesa per esami diagnostici, e spinto i cittadini sempre di piu’ verso prestazioni erogate dai privati, detta le linee guida anche per il sistema Socio Sanitario.

Invece di abolire le Società della Salute, crea una Super Società fondendone tre in una, spacciando questa fusione come una soluzione per razionalizzare la spesa, erogare maggiori servizi e accorpare il tutto in nome di un finto risparmio.

Un po’ come la storia degli ATO creati per la gestione dei rifiuti e gestione del servizio idrico integrato.

Ma cosa è la società della salute?

La Società della salute è un consorzio pubblico esistente solo in Toscana, costituito dai comuni di una zona sociosanitaria e l’azienda USL per poter governare e programmare le politiche relative alla Salute. La Società della salute, invenzione tutta toscana del presidente Enrico Rossi, è stata introdotta nel sistema sanitario toscano con la modifica della LR 40/2005 “Disciplina del servizio sanitario regionale” approvata dal Consiglio regionale nel novembre 2008.

Dichiarate illegittime con la sentenza 326 del 17/11/2010 dalla Corte Costituzionale, sono ormai diventate caso da manuale di ente terzo che usa fondi comunali senza che i consiglieri dell’ente possano di fatto esercitare la loro funzione di controllo.

Questo è quanto di meglio i nostri politici governanti sono riusciti a partorire, dimostrazione di come il loro ego smisurato e straboccante strafottenza possano restringere ancor di piu’ il loro già misero campo di visione.

Chiedete a chi si trova con persone in grave indigenza se il servizio socio sanitario così come è gestito riesce a dare risposte. Chiedete alle famiglie con persone che necessitano di assistenza continua, se il servizio socio sanitario riesce a dare risposte oggettive, oppure la sola risposta che trovano è in strutture private a cifre accessibili solo da chi ha cospicue possibilità economiche. Eppure il diritto alla salute ed alle cure è sancito anche nella nostra costituzione, ma evidentemente chi ci sta governando lo ha totalmente dimenticato.

Nel programma nazionale, il M5S ha tra le priorità quello di rescindere il rapporto, dannoso e arcaico, fra politica e sanità, eliminando il criterio della fiduciarietà negli incarichi dei direttori generali da parte del Presidente di Regione e redistribuire il potere decisionale degli stessi.

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