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PIENO SOSTEGNO AL CONSIGLIERE PIZZICHI

13 ottobre 2018 at 10:05

consiglio_comunale_Pieno sostegno al consigliere Daniele Pizzichi per l’aggressione verbale ricevuta alla sua persona ma soprattutto al ruolo che egli ricopre. Si ricorda infatti che il consigliere comunale è il rappresentante ed il portavoce dei cittadini all’interno dell’istituzione comunale. Offendere o intimidire anche verbalmente un consigliere significa offendere e intimidire i cittadini che rappresenta.

Il dipendente comunale peraltro non risulta nuovo a tali atteggiamenti aggressivi nei confronti di consiglieri e cittadini. Riteniamo quindi che l’Amministrazione debba provvedere con un intervento esemplare affinché sia ristabilito il giusto atteggiamento verso i rappresentanti dei cittadini nonché verso i cittadini medesimi considerando anche i ruoli che riveste il dipendente dentro e fuori il palazzo comunale.

Risulta inoltre inaudito che sia concesso dall’Amministrazione perpetrare la mancata risposta all’accesso agli atti dei consiglieri di minoranza – come ad esempio per la nostra richiesta dei bilanci della Proloco –  e per di più tollerare una siffatta arroganza.

FOLLONICA. DEMOCRAZIA O DITTATURA?

28 febbraio 2016 at 21:06

Art. 21Il Movimento 5 Stelle prende le distanze dalla posizione, apparsa sulla stampa nei giorni scorsi, di Fratelli d’Italia in merito alle esternazioni di un dipendente del Comune di Follonica.
I dipendenti comunali sono prima di tutto cittadini che hanno diritto, come prevede la Costituzione, di manifestare liberamente il proprio pensiero. Il fatto di lavorare per un’Amministrazione pubblica non può assolutamente far venire meno né affievolire il diritto di ogni dipendente a pensare ed esprimersi in modo differente rispetto al partito che guida la città o il Paese.
Quel dipendente ha avuto considerazioni poco edificanti anche sul nostro Movimento. Non ci siamo sentiti né offesi né sminuiti, è semplicemente una sua opinione. Chi invece attacca un cittadino per aver espresso il proprio pensiero anche se con toni poco riguardosi, non può essere punito dall’Amministrazione, come richiesto da Fratelli d’Italia, altrimenti significherebbe che viviamo in una dittatura anziché in un Paese democratico, magari sarebbe stato più opportuno smentire il dipendente confutando quanto sostenuto.
Ci stupisce il silenzio del Primo Cittadino che invece di difendere quel diritto presente anche nel nome del proprio partito, si trincera in atteggiamento silente invece di invocare la difesa della pluralità di pensiero.
Ci auguriamo che il dipendente non subisca alcuna sanzione per aver detto quello che pensava, anche se il contenuto non risulta condivisibile dalle forze politiche chiamate in causa, né che venga richiamata in alcun modo, come invece apparso ne Il Tirreno del 27 febbraio, quella disposizione del Codice di Comportamento che risulta pressoché un “bavaglio” per i dipendenti comunali che si azzardano a criticare l’Amministrazione anche sui social.