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DISSERVIZI ILLUMINAZIONE PUBBLICA

31 ottobre 2018 at 18:26

controllo-datiIn una recente conferenza stampa l’Amministrazione comunale ha reso noto alla cittadinanza il progetto Smart City, affidato nella realizzazione alla Citelum Italia, l’azienda capofila di un raggruppamento temporaneo di imprese che tramite una convenzione Consip stipulata con il Comune, gestisce l’illuminazione pubblica della nostra città.

Se da una parte l’Amministrazione ritiene il progetto positivo al fine di ottenere benefici sulla sicurezza, sull’efficienza e, in termini più generali sulla qualità della vita dei cittadini, a nostro avviso sarebbe altrettanto fondamentale avere un’illuminazione Pubblica efficiente. Riteniamo infatti una spesa inutile quella delle panchine tecnologiche quando allo stesso tempo molti sono i problemi sull’illuminazione pubblica, nonostante la progressiva sostituzione con tecnologia a led, e una convenzione che dovrebbe garantire più efficienza negli interventi che ad oggi rimangono incompiuti. Molti lampioni led sostituiti di recente risultano spenti in Via Italia zona Boschetto, piazza della Stazione, alcuni spenti nel sottopasso Ugo Bassi.

Alcuni globi in via Matteotti e via Roma pericolanti e rotti.

Via Carducci lanterne nuove non funzionanti, e molto spesso il quartiere 167 ovest rimane al buio. La sostituzione delle lampade a Led dovrebbe terminare i primi mesi del 2019 come garantito dall’ assessore Pecorini in piu’ occasioni, ma sarebbe necessario che i tecnici del Comune verificassero la situazione descritta come abbiamo fatto noi e si provvedesse alla sistemazione immediata partendo dai globi pericolanti.

Eppure avevamo avuto la massima garanzia su controllo puntuale da parte dell’Amministrazione, con la partecipazione di aziende del posto esperte, ma evidentemente qualcosa non sta funzionando.

QUANDO PIANIFICARE E’ UN OPTIONAL

21 maggio 2016 at 17:22

lightbulbCercare di dare risposte e soluzioni alle problematiche dei cittadini è prerogativa indispensabile di un’Amministrazione degna di questo nome. Sicuramente non è compito semplice, che diventa ancora più arduo quando non si interpellano le persone coinvolte in lavori utili per migliorare alcune criticità pubbliche, ma senza valutare gli effetti collaterali, evitabili con un ascolto più attento dei soggetti coinvolti. Esempio calzante, che rientra nella casistica descritta sopra, è l’illuminazione progettata dall’Amministrazione in Piazza XXV Aprile.

Luogo che nel tempo è stato oggetto di molte segnalazioni dei residenti per atti vandalici e spaccio di sostanze stupefacenti, favoriti dalla totale assenza di illuminazione e telecamere di sorveglianza. Si è provveduto quindi ad istallare dei pali di illuminazione stradale aderenti agli edifici che vanno dalla Torre Azzurra fino al ristorante Paolino. Sicuramente la buona intenzione dell’Amministrazione era quella di dare risposte alle problematiche sopra elencate, senza valutare il fatto però che, alcuni inquilini degli edifici menzionati, si sono ritrovati un faro acceso praticamente in casa. Oltre alla poca sensibilità nell’ascolto dei cittadini, il risultato ottenuto non è dei migliori, ovvero l’illuminazione della Piazza risulta solo a metà, un po’ come se in un appartamento si volesse illuminare la sala con la luce della cucina. Sembra che dopo le lamentele dei soggetti interessati, si provvederà allo spostamento di un lampione, costo aggiuntivo per la cittadinanza. Le domande sorgono spontanee: perché i cittadini non vengono preventivamente informati sui lavori che li riguardano in prima persona? Perché a Follonica non esiste una pianificazione che permetta di unificare, contestualmente al luogo, l’istallazione di uguali tipologie di illuminazione abbattendo così i costi di gestione? Facendo una piccola analisi delle nuove opere fatte in città negli ultimi anni, non esiste un’illuminazione che la si possa ritrovare ripetuta su più opere pubbliche. Crediamo di parlare del minimo sindacale da pretendere per una corretta gestione della cosa pubblica.