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M5S FOLLONICA E LE AMMINSITRATIVE 2019

14 gennaio 2019 at 18:59

autocandidatureLe elezioni amministrative sono alle porte ed anche il Comune di Follonica sarà interessato dalla tornata elettorale per il rinnovo del governo locale in programma a fine maggio 2019. Per trasparenza e correttezza, il M5S di Follonica comunica che gli attivisti del meetup storico e gli attuali componenti del gruppo consiliare in carica, Tiziano Gianfaldoni e Gabriele Cecchini, non si candideranno né presenteranno alcuna lista elettorale. A novembre 2017 abbiamo aperto alle autocandidature e abbiamo ricevuto unicamente 2 richieste. Perché?

Perché il Movimento 5 stelle è PARTECIPAZIONE ATTIVA e diretta. Non è più il tempo in cui i cittadini potevano permettersi di delegare ad altri le decisioni sulla loro vita e non avere voce in capitolo. È un modo che non funziona! Il Movimento 5 Stelle non ha bisogno di “deleghe” o voti, ha bisogno di cittadini che sentano la responsabilità della propria vita, del benessere e della salute della propria comunità e partecipino attivamente. Tutti possono fare politica nel Movimento, basta solo ONESTA’ e BUONA VOLONTA’ e PENSARE AL BENE COLLETTIVO.

Quello che ha fatto il Movimento 5 stelle di Follonica in questi 5 anni. 5 anni in cui l’azione politica è stata rivolta a tutelare gli interessi collettivi, talvolta cozzando con gli interessi “particolari”.  Non riteniamo corretto andare dai vari poteri del tessuto economico, sociale, sportivo ecc.. di Follonica e chiedere voti, perché questo significa piegarsi alle richieste e quindi agli interessi di questi poteri che spesso sono a discapito della cittadinanza, non contemperando entrambe le esigenze. Questo è il modus operandi dei partiti che hanno governato a livello locale e nazionale, che pur di avere voti si piegano alle “liste della spesa” di questi poteri cosiddetti forti.

Il Movimento 5 stelle di Follonica ha fatto emergere situazioni che hanno evidenziato come l’azione politica dell’attuale amministrazione locale si è piegata agli interessi privati, e questo, ovviamente, non ne ha favorito il consenso politico, ma ha tutelato i cittadini.

L’attuale Movimento 5 stelle di Follonica ha deciso quindi di non “imbarcare” chiunque in una propria lista, di non concorrere per vincere ad ogni costo, ma di restare coerente con i principi e i valori del Movimento, anche se questo significa non presentarsi alla prossima competizione politica locale.

Le regole interne del Movimento consentono a tutti di presentare la propria candidatura a sindaco e indicare i nomi degli eventuali candidati consiglieri.

I consiglieri attualmente in carica comunque vigileranno sull’azione politica e correttezza etica nel rispetto delle regole del movimento. Qualora la linea politica dell’eventuale lista non rispetti il programma e i principi del Movimento, i consiglieri attualmente in carica, garanti del M5S fino a fine mandato, comunicheranno allo staff le anomalie riscontrate.

Pillole di programma: INCENERITORE DI SCARLINO

29 aprile 2014 at 20:30

inceneritore di Scarlino

In questi giorni a Follonica si parla di tutto, ma non più dell’ inceneritore di Scarlino, che continua silenziosamente a contaminare l’ ambiente in cui viviamo. Per questo ci sembra doveroso ricordare ai cittadini che tra poco si recheranno alle urne, che tutto avviene grazie alle coperture politiche e conseguenti intrecci tra i partiti e le varie società coinvolte nel ciclo dei rifiuti.

Quattro esempi, per tutti, assolutamente significativi:
Fabrizio Vigni, presidente di SEI Toscana (la società che secondo il piano interprovinciale dovrebbe raggiungere il 70% di RD nel 2020), siede nel consiglio di amministrazione di Scarlino Energia . Vigni è anche esponente di rilievo del PD e, in particolare, presidente nazionale degli Ecologisti Democratici nonché deputato nella XII, XIII e XIV legislatura;
Giuseppe Pinto, amministratore delegato della Ecolat (riciclo), membro del consiglio di amministrazione della SEI Toscana, e vicepresidente di Scarlino Energia;
Marco Buzzichelli, presente sia nel consiglio di amministrazione di Scarlino Energia che in quello di Futura SPA (il gestore dell’impianto delle Strillaie che produce il combustibile da rifiuti);
Moreno Periccioli, presidente di Scarlino Energia, esponente PCI-PDS.PD, consigliere provinciale (Siena), regionale ed ex assessore all’ambiente della Regione Toscana.
Queste società nel loro complesso sono da considerarsi, quindi, un blocco politicamente controllato dal PD, che falsamente promette la chiusura dell’inceneritore e l’estensione della raccolta rifiuti porta a porta, a tutta la città!
Il M5S, assolutamente contrario all’incenerimento, propone in alternativa la Strategia Rifiuti Zero, sperimentata con successo in altre località d’Italia, la quale, oltre a migliorare la qualità dell’ambiente, offrirebbe un’ampia ricaduta occupazionale. Le 100.000 tonnellate/anno di rifiuti prodotte nella Provincia di Grosseto, consentirebbero la creazione di ben 238 posti di lavoro sicuri, perché ancorati al territorio, ripartiti in 128 per la Raccolta Differenziata e 110 per la Selezione, con naturale assorbimento dei lavoratori dell’inceneritore, reimpiegati in un’occupazione che non ne metta a repentaglio la salute. Inoltre, con la dovuta programmazione e grazie alle materie recuperate, sarebbe senz’altro possibile innescare un nuovo circolo virtuoso rappresentato dalle attività del riciclo, del restyling dei prodotti e dalla nuova progettazione, attuando la più grande realizzazione di posti di lavoro mai pensata per la nostra provincia.
Il M5S di Follonica è contrario ad un impianto che mina la nostra economia e la nostra salute e si mette a disposizione di comitati e singoli cittadini per portare avanti azioni che portino alla sua chiusura.

Per approfondimenti il nostro programma è consultabile al link: http://issuu.com/…/m5s_follonica_-_programma_elettoral

Il NO alla Tirrenica sbarca in parlamento

4 giugno 2013 at 8:27

Autostrada-Tirrenica-tracciato-blu

Arriva un nuovo alleato, il MoVimento 5 Stelle, ad aiutare chi contrasta il progetto SAT dell’autostrada Tirrenica che prevede la costruzione di nuovi tratti in zone di alto pregio ambientale e, ove già esistente, di trasformare la superstrada in autostrada a pagamento.
Italia Nostra Toscana e Lazio, Coordinamento NO SAT, Coordinamento Comitati e Associazioni Ambientali tosco-laziali, accompagnati dagli attivisti del M5S Grosseto e Follonica, hanno incontrato un consigliere regionale e alcuni deputati del M5S delle commissioni Ambiente e Trasporti, a cui hanno esposto alcuni degli aspetti più controversi quali:

– un bene comune viene regalato ai privati;
– l’impatto ambientale a sud di Grosseto è insostenibile;
– sono garantiti i guadagni privati eliminando il rischio d’impresa;
– i cittadini pagheranno un nuovo insostenibile dazio per spostarsi e rincareranno le merci, il tutto senza avere alcun miglioramento reale del servizio;
– saranno imposte le tariffe più care d’Italia per una strada oggi gratuita;
– la diminuzione dei flussi di traffico non giustifica il piano economico dell’opera rischiando un altro caso di opera fallimentare come successo per la Livorno-Rosignano.

I comitati, accompagnati da esperti e docenti universitari, hanno suffragato l’assoluta inutilità e l’enorme danno di quella che è stata definita la “Truffa Tirrenica” che non riguarda solo l’asse nord ma si estende anche alla parte sud dove analogamente si sta procedendo alla privatizzazione della strada statale Pontina nel tratto Roma – Latina.

I parlamentari e consiglieri regionali M5S, a cui è stata illustrata la soluzione alternativa che consiste nella messa in sicurezza dell’Aurelia nei tratti ancora oggi pericolosi, si sono resi disponibili all’interno del Parlamento per tutte le istanze che si riterranno necessarie e per far luce sui tanti documenti spesso occultati a comitati e cittadini, e hanno dato la disponibilità per partecipare alle prossime manifestazioni locali. Per contrastare il mancato coinvolgimento della popolazione e la mancata trasparenza sul progetto è emersa la volontà di promuovere convegni e conferenze di alto livello culturale con la presenza di economisti ed esperti.

I parlamentari del M5S hanno dunque assicurato quel supporto politico che in questi anni è mancato ai cittadini, ai comitati e alle associazioni, per rompere il rapporto perverso tra grande industria, finanza e politica.

A CHI ANDRA’ LA DELEGA DEL GIOCO D’AZZARDO?

24 maggio 2013 at 21:25

slot-machines

Giovanni Endrizzi  – Senato della repubblica – seduta n°27 del 22 maggio 2013

Signor Presidente, cari colleghi, ha destato scalpore la denuncia alla trasmissione «Le Iene» di un dipendente del Senato sull’azione di lobby in questo Parlamento. Non è difficile vedere il filo rosso che, in maniera legale, ma deleteria per il Paese, unisce politica e gioco d’azzardo. L’11/02/2013, in Senato, Matteo Iori, Presidente dell’associazione CoNaGGA, che lotta contro la dipendenza dal gioco di azzardo, ne denunciava gli intrecci.Lo stesso Iori, il 7 maggio, commentava in rete: «Ben sette Ministri, compreso il primo ministro Enrico Letta, fanno parte di una fondazione, che si chiama «VeDrò», finanziata anche da due multinazionali del gioco di azzardo, Lottomatica e Sisal.

Letta ricevette 15.000 euro di contributi da porsi a titolare di HBG, la quale è una delle più grandi aziende del gioco d’azzardo. Il nuovo ministro Bray è anche direttore della rivista «Italianieuropei», già sostenuta da importanti contratti pubblicitari con le industrie del gioco d’azzardo. 

Nel nuovo Governo a chi andrà la delega dei giochi d’azzardo?

Sarà forse casualmente scelto il nuovo sottosegretario Alberto Giorgetti? Giorgetti non sarebbe nuovo alla delega ai giochi, perché la tenne per anni sotto il Governo Berlusconi con grande piacere dell’industria del gioco. Queste sono le parole di Iori: dal dossier del CoNaGGA e da inchieste di stampa apprendiamo inoltre che SNAI ha finanziato regolarmente Gianni Alemanno, Margherita, UDC, DS, MPA, Gianni Cuperlo e PD; compaiono ex politici e i loro parenti entrati nel business. Cito rapidamente Augusto Fantozzi, presidente SISAL; Vincenzo Scotti che lanciò «Formula Bingo» insieme a Luciano Consoli (uomo di fiducia di D’Alema); Francesco Tolotti dell’Ulivo che, con Nannicini, Vannucci, Salerno e Gioacchino Alfano, nel 2007 riuscì a modificare il testo unico che regola le slot machine; l’onorevole Laboccetta; Massimo Ponzellini; Antonio Cannalire, proprietario della Jackpot Game, che a Milano gestiva sale da gioco d’azzardo insieme alla Finanziaria Cinema, di proprietà di Marco Jacopo Dell’Utri, figlio di Marcello Dell’Utri. Si ricorda che il Governo Berlusconi liberalizzò i giochi d’azzardo on line; casualmente – ma solo casualmente – qualche giorno prima la Mondadori acquisì il controllo del 70 per cento di Glaming, che opera nel gioco d’azzardo on line.

Non possiamo, infine, omettere Pellegrino Mastella, figlio di Clemente Mastella, che, attraverso SGAI e Betting 2000 dei fratelli Renato e Massimo Grasso, avviò altre aziende da gioco, tra cui King Slot e Wozzup, indagate per gravissimi reati. Cari colleghi, sono certo che la stragrande maggioranza di voi non ha alcun legame di lobby e condivide l’urgenza di una stretta normativa contro slot machine e giochi on line, che lucrano con gravissimi danni per cittadini, famiglie e per i loro figli.

Il M5S attende dal Governo nei fatti la coerenza di cui oggi è politicamente legittimo dubitare.

I tagli di Enrico Letta

11 maggio 2013 at 21:11

ATTESA PER IL MOVIMENTO A CINQUE STELLE DEI RISULTATI POLITICI

Apprendiamo che Enrico Letta avrebbe dichiarato che lui, con un decreto, toglierà gli stipendi ai ministri, mentre Grillo “non riesce a togliere la diaria ai suoi parlamentari che invece si ribellano”.

Il Movimento Cinque Stelle invita il Presidente del Consiglio ad estrarre una calcolatrice e ad effettuare la seguente somma: 42 milioni di euro di rimborsi elettorali rifiutati alle ultime elezioni politiche; 5 milioni di euro l’anno derivanti dal dimezzamento dell’indennità parlamentare; 3,5 milioni di euro l’anno derivanti dalla rinuncia alle spese generali aggiuntive (informatica, telefoni, taxi); 1,620 milioni di euro l’anno derivanti dalla rinuncia all’indennità di fine mandato; 175mila euro l’anno derivanti dalla rinuncia alle indennità di carica dei presidenti, dei vicepresidenti e dei questori. Il tutto tralasciando ulteriori varie ed eventuali, ivi compresa la questione della diaria che, per la precisione, una volta detratte le spese di vitto e alloggio rendicontate, difficilmente assomerà a un importo superiore a poche centinaia di euro a testa, che in ogni caso la maggior parte dei parlamentari a cinque stelle – se non tutti – restituirà parimenti.

Una volta effettuata la somma e premuto il tasto idoneo a visualizzare il risultato sul display della sua calcolatrice, il presidente Letta, cui suggeriamo di effettuare tale operazione da seduto per scongiurare le possibili conseguenze di un probabile capogiro, avrà chiari tutti i numeri e la coerenza del Movimento Cinque Stelle, che coglie l’occasione per sfidarlo non già a superarlo – cosa invero realisticamente impossibile -, nell’esclusivo interesse del Paese, quanto perlomeno ad eguagliarlo. Se Enrico Letta accetta la sfida, il Movimento Cinque Stelle e gli italiani tutti non potranno che essergliene grati. Tuttavia, al momento il Movimento Cinque Stelle può dimostrare nei fatti di avere già mantenuto le sue promesse, mentre Enrico Letta è ancora nella fase di chi è costretto a declinare i verbi al futuro (“toglierò”). Come del resto tutte le altre forze parlamentari.

MOVIMENTO CINQUE STELLE SENATO”

DARSENA: SI PUO’ SEMPRE CAMBIARE IDEA …

13 aprile 2013 at 11:34

articoli darsena pd

 

Il M5S di Follonica prende atto con soddisfazione della replica e della presa di distanza del PD locale dal Progetto Darsena. 
Il M5S di Follonica apprende altresì con interesse dell’esistenza di Gruppi di lavoro tematici all’interno della struttura del PD.
A questo proposito il M5S di Follonica suggerisce al PD di attivare anche un Gruppo di Esperti nel Linguaggio dei Segni, in modo che l’Assemblea del PD ed i componenti PD del Consiglio Comunale possano finalmente portare a conoscenza dei membri della Giunta (evidentemente affetti da una grave forma di ipoacusia) la loro profonda e convinta contrarietà al Progetto Darsena.

Ciò condurrebbe, forse, all’auspicata emissione di Atti Ufficiali da parte della Giunta stessa, che pongano fine a questa annosa vicenda, come auspicato congiuntamente dal M5S e dal PD.

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