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MOZIONE M5S “FOLLONICA PLASTIC FREE CHALLENGE”

6 agosto 2018 at 17:50

plastic-free-2Il Movimento 5 Stelle con una mozione intende far diventare il Comune di Follonica un Comune libero dalle plastiche usa e getta aderendo così all’iniziativa lanciata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa “PLASTIC FREE CHALLENGE”. Anche un piccolo Comune come Follonica può contrastare l’uso spropositato dell’utilizzo e del non corretto conferimento come le plastiche usa e getta: bottiglie, posate, piatti e imballaggi vari. L’Amministrazione comunale deve dare per prima il buono esempio riducendo drasticamente l’utilizzo della plastica negli edifici pubblici adottando alcune azioni come ad esempio la sostituzione dell’attuale sistema di distributori di acqua in bottiglie di plastica, l’introduzione di macchine del caffè con cialde compostabili, nonché provvedere all’istallazione di eco-compattatori in punti strategici della città, all’istallazione di distributori di latte ed altri alimenti alla spina ed infine a bandire dalle sagre, ristoranti e attività ricettive tutto il materiale uso e getta.

Ogni anno ci sono circa 8 milioni di tonnellate di plastica che finiscono in mare, lo stesso mare a cui Follonica deve tutta la sua fortuna e per questo indispensabile da difendere e preservare. La gravità del fenomeno della plastica in mare sta nel tempo di decomposizione di tale materiale previsto in 15 anni per una bottiglia e addirittura un secolo per posate e accendini. L’Amministrazione Comunale deve rispondere all’appello contro la plastica come sta facendo l’Unione Europa in procinto di abolire gli oggetti in plastica monouso come cotton fioc, bicchieri o piatti di plastica. Greenpeace che ha lanciato dal primo giugno 2018 il Plastic Radar un servizio per segnalare la presenza di rifiuti in mare utilizzando via Whatsapp il numero +39 3423711267 ed infine imitare il Ministro Costa che attraverso la campagna #IoSonoAmbiente si è impegnato a rendere il suo dicastero “Plastic Free” entro il prossimo 04 ottobre.

E’ tempo di passare ai fatti.

Mozione su INCENERITORE DI SCARLINO in Regione

31 luglio 2018 at 21:39

inceneritore

Il Gruppo Consiliare Regionale Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione al fine di impegnare il Presidente e la Giunta Regionale a decidere sulla riapertura dell’inceneritore di Scarlino non prima della definitiva sentenza del Consiglio di Stato sulla procedura di VIA inerente l’impianto e ad esprimere la propria contrarietà.
In tutti i modi il Presidente Rossi ha cercato di escludere il dibattito politico da una decisione scellerata che ricade su intero territorio e mette ulteriormente a rischio la salute di migliaia di persone.

INCENERITORE DI SCARLINO… DI NUOVO AL VIA

22 febbraio 2018 at 20:09

no-inceneritori-768x768Nonostante oramai certo e certificato che gli inceneritori sono una fabbrica di tumori, il PD ottusamente continua ad insistere su quel ferro vecchio quale è l’impianto di Scarlino, mettendo gravemente a rischio la salute dei cittadini.

Dalla recentissima Indagine sulla salute dei residenti nel comune di Pisa, condotta dall’Istituto di Fisiologia clinica del CNR, è stato accertato l’aumento della mortalità da tumori per l’esposizione all’inceneritore di Ospedaletto. L’inceneritore di Ospedaletto, gestito da Geofor Spa, è di PROPRIETA’ PUBBLICA (http://www.geofor.it/index.php?id=136&tx_ttnews%5Btt_news%5D=235&cHash=1b8731f6079c2b6d95b1d6b0fa4f1f6d).

La difesa ed il diritto alla salute non sono tutelati dal PD: alla nuova richiesta di autorizzazione alla riapertura dell’impianto di Scarlino Energia, ostinatamente voluto e gestito dal Partito Democratico, la Regione Toscana sembra sia prontissima a dare parere favorevole, nonostante anni di contenzioso, puntualmente perso innanzi a TAR e Consiglio di Stato, tra fermate e ripartenze con accertati sforamenti delle emissioni oltre i limiti di legge a danno quindi della nostra salute.

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UN ALTRO CONSIGLIO COMUNALE A 5 STELLE

28 novembre 2017 at 19:50

5-stelleTre Mozioni ed una Interrogazione del Movimento 5 Stelle tengono banco al Consiglio Comunale del 30/11/2017 a dimostrazione di una opposizione tanto di controllo quanto il più possibile costruttiva e propositiva. Con le tre mozioni il Movimento 5 Stelle impegna Sindaco e Giunta su tre argomenti diversi, riduzione rifiuti, messa in sicurezza della SP152 e Gora delle Ferriere. Nello specifico il gruppo pentastellato propone l’introduzione della pratica del “vuoto a rendere” prevedendo forme di incentivo economico quali la riduzione della tassa sui rifiuti per gli esercenti, i produttori e distributori, che aderiranno volontariamente all’iniziativa volta alla restituzione di specifiche tipologie di imballaggi con notevole riduzione dei rifiuti. Una proposta quest’ultima in perfetta sintonia e coerenza con il percorso intrapreso da questa Amministrazione con l’adesione al Patto dei Sindaci e all’adozione del PAES (Piano di adozione delle Energie Sostenibili). L’altra Mozione “Sicurezza Stradale SP152” verte invece sul garantire la sicurezza stradale nel tratto della vecchia Aurelia che costeggia la Zona Artigianale impegnando Sindaco e Giunta ad attivarsi presso la Provincia di Grosseto in quanto ente competente alla manutenzione della sp152, al fine di ottenere il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale rendendola più visibile anche nelle ore notturne e rendere più sicuri le uscite dalla Zona Artigianale soprattutto per quelle in cui vige l’obbligo di svoltare verso sud.

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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE DELLE TRE PROVINCE DI ATO SUD

28 febbraio 2017 at 20:51

logom5snuovoRiceviamo e pubblichiamo:”Il dott. Mairaghi è il nuovo AD di SEI Toscana il Gestore Unico del Servizio integrato dei Rifiuti di ATO Toscana Sud. Come mai un uomo politico di spicco che viene da tante esperienze e incarichi di responsabilità di organi amministrativi (tutti di nomina politica PD) oggi è stato nominato Amministratore Delegato di SEI Toscana il Gestore privato del Servizio di rifiuti della Toscana Sud (Arezzo, Grosseto e Siena)?

La risposta è abbastanza semplice: il dott. Mairaghi è Presidente del CdA di STA, la società tramite la quale le tre grandi cooperative “rosse” tosco-emiliane UNIECO, LA CASTELNUOVESE E COOPLAT controllano SEI Toscana. Il dott. Mairaghi rappresenta l’anello di congiunzione di quel “groviglio”tra pubblico e privato tramite il quale il PD controlla l’intero sistema dei rifiuti nel sud della Toscana.

Un groviglio che non nasce ora, che c’è sempre stato. Un groviglio che ha portato ad avere un sistema di gestione inefficiente e costosissimo. In tutti questi anni nessuno dei Sindaci che governavano ATO ha mai sollevato un dubbio sulla bontà del sistema, anche quando i costi salivano alle stelle, e sono gli stessi Sindaci che negli anni hanno approvato senza battere ciglio ogni provvedimento in ATO Sud, compreso l’affidamento del servizio a Sei Toscana.

Ci chiediamo: perché, persino nel momento in cui ANAC chiede il commissariamento di SEI che, secondo la Magistratura e la stessa ANAC si sarebbe aggiudicata la gara in modo irregolare, la risposta della società dentro l’occhio del ciclone, la cui maggioranza azionaria è detenuta dalle tre Coop rosse, è quella di nominare suo amministratore un politico di professione?

Il PD, che controlla ATO con i Comuni eil Gestore SEI con le tre Cooperative, piazza i suoi uomini là dove meglio gli servono attraverso un sistema di vasi comunicanti che costituisce l’apoteosi del conflitto di interessi (Controllore e Controllato sono espressione dello stesso soggetto), necessario a garantire che nulla venga modificato,con il risultato che ad essere privilegiati sono gli interessi delle aziende targate PD invece di quelli dei cittadini.

IL SISTEMA PD STA IMPLODENDO

24 gennaio 2017 at 18:34

Rifiuti

Che la gestione dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo avesse delle forti anomalie e che fosse  strettamente  collegata alla sfera del Partito Democratico è fuori discussione. Già anni fa, quando il Movimento 5 Stelle di Follonica ricostruì la compagine societaria di Sei Toscana mise in evidenza l’intreccio politico-imprenditoriale attraverso un sistema di scatole cinesi (http://www.follonica5stelle.it/le-scatole-cinesi/ ) e di figure di partito collocate strategicamente nei consigli di amministrazione delle società appartenenti al gestore unico.

Un sistema di gestione rifiuti non tanto volto alle nuove tecnologie e strategie di trattamento, riduzione e riciclo degli stessi, ma un sistema vetusto volto esclusivamente a gravare sulle tasche dei cittadini grazie all’avallo e alla collaborazione dei sindaci compresi quelli che si sono avvicendati a Follonica.

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IL CAOS RIFIUTI

11 dicembre 2016 at 18:02

rifiutiNella 3^ commissione permanente del Comune di Follonica riunitasi Giovedì 7 Dicembre è stato illustrato quanto accaduto all’assemblea ATO: le gravi problematiche di gestione dell’ATO, le dimissioni di tutto il CDA del gestore unico Sei Toscana, l’acquisto di Sei Toscana delle quote di Scarlino Energia e l’eventuale commissariamento dello stesso gestore unico.

In merito al commissariamento si è verificata una spaccatura tra i Sindaci in Assemblea ATO tra chi era favorevole alla soluzione e chi invece si dichiarava contrario come l’Amministrazione Follonichese. Grave è stato il fatto che la richiesta di precisazioni inviata dall’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) all’ATO in merito al commissariamento è stata portata a conoscenza dei Sindaci soltanto in occasione dell’Assemblea e non fatta pervenire precedentemente.

Il M5S di Follonica, contrario all’ATO unico, auspica tale commissariamento, poiché è l’unica soluzione che garantisce trasparenza e imparzialità in questa delicata fase della vicenda rifiuti, considerato anche che Sei Toscana solo all’apparenza risulta privata, ma di fatto registra un intreccio di società e compartecipazioni pubblico/privato.

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RIFIUTI “ATO TOSCANA SUD SPECCHIO DEL FALLIMENTO DI UN SISTEMA, PAGATO DA 800MILA CITTADINI. COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA VENGA IN TOSCANA

14 ottobre 2016 at 14:10

atorifiutiFirenze 14 ottobre 2016. Il Movimento 5 Stelle chiede l’intervento della “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati” sul caso ATO Toscana Sud.

“Il quadro d’insieme su ATO Toscana Sud è specchio preoccupante del fallimento del sistema regionale di gestione dei rifiuti a targa PD. Chiediamo alla Commissione parlamentare d’inchiesta di aiutare il Consiglio Regionale in un percorso di approfondimento su una situazione che, al netto degli illeciti in accertamento e da accertare, vede come sempre i cittadini quali vittime dell’incapacità di governo” segnala Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio e primo firmatario dell’atto.

“800 mila cittadini tra Siena, Grosseto e Arezzo pagano una TARI tra le più alte d’Italia benché la raccolta differenziata media sia al 33,56% cioè la metà dell’obiettivo al 2012. Col paradosso di Comuni con buone performance affossati da aumenti del costo del servizio anche del 63%. Per dirne una lo smaltimento in ATO Toscana SUD costa circa 3 milioni di euro più del tabellare ministeriale” prosegue il Cinque Stelle.

“La giunta regionale continua ad ignorare la questione e questo è inaccettabile. Ricordiamo ai cittadini che è lei ad aver creato quel sistema che ha fatto vincere a Sei Toscana un appalto ventennale da 160 milioni per ottenere queste performance. Appalto finito poi sotto indagine di Procura di Firenze e Corte dei Conti per turbativa d’asta e danno erariale” aggiunge il consigliere regionale M5S.

“Il sistema ATO Toscana Sud, che Rossi insiste per esportare negli altri due ATO, è inefficiente e inefficace. Si fermino. L’esempio deve insegnare altrimenti ripeteremo gli stessi errori anche su ATO Costa e Centro. Basta con i Comuni azionisti del gestore della raccolta, proprietari degli impianti di conferimento e soci del soggetto “terzo” che dovrebbe vigilare: l’ATO. E’ un corto circuito inefficiente, al pari del socio privato, da sempre portatore in Toscana di aumenti del costo del servizio e conflitti di interesse pagati dai cittadini. Sei Toscana è oggi al 26,8% di S.T.A. spa, primo socio privato, che ha quote azionarie anche di chi gestisce gli impianti e fa capo a Banca Etruria. Se il sistema è inefficiente ma qualcuno ci continua a guadagnare sulla pelle dei cittadini, è l’ora di dire No” conclude il Cinque Stelle.

CERCASI TRASPARENZA NELL’AMMINISTRAZIONE PD

18 agosto 2016 at 18:04

accesso-attiIl Movimento 5 stelle ha presentato, ormai da tempo, alcune richieste di accesso agli atti per le quali l’Amministrazione PD ancora non ha fornito risposte. Atteggiamento abbastanza frequente, quello di rispondere con forte ritardo, alle richieste avanzate dal Movimento.

Gli argomenti sui quali chiediamo approfondimenti riguardano il demanio marittimo, il canile abusivo del Martellino e la gestione dei rifiuti.

A maggio 2016 abbiamo richiesto le analisi, qualora fossero state eseguite, della sabbia dragata in quel periodo nei pressi della foce del Petraia (Circolo Cala Violina), ad oggi la richiesta risulta inspiegabilmente inevasa nonostante che l’elaborazione della risposta non dovrebbe essere così difficoltosa.

Per quanto riguarda invece il canile abusivo del Martellino ormai smantellato da mesi, si chiede di venire a conoscenza dell’attività di monitoraggio promessa dalla stessa amministrazione, anche nell’ambito del Forum Ambiente, al fine di verificare il benessere e la nuova sistemazione dei cani trasferiti, richiedendo inoltre i certificati di eventuali decessi avvenuti successivamente allo sgombero della struttura.

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RIFIUTI: IL MODELLO ROSSI NON FUNZIONA

22 febbraio 2016 at 14:20

AGCOML’ Antitrust entra a gamba tesa sul sistema dei rifiuti nazionale, compreso quello della Regione Toscana, attraverso un’indagine iniziata nel 2014 che ha evidenziato, come si apprende dal testo pubblicato in rete: “rilevanti disomogeneità sul territorio nazionale con riguardo alla dimensione degli Ambiti Territoriali Ottimali (di seguito, “ATO”), non sempre definiti in base a criteri di efficienza delle gestioni; un significativo ricorso all’affidamento diretto anche in assenza dei requisiti in–house; una durata degli affidamenti spesso superiore a quella che appariva necessaria per recuperare gli investimenti, con l’effetto di un consolidamento delle posizione di mercato dei gestori incumbent e uno scarso dinamismo dell’offerta; la frequente presenza nei bandi per l’affidamento del servizio tramite procedure di selezione competitive, di clausole che, circoscrivendo eccessivamente gli impianti di conferimento dei rifiuti in base alla loro localizzazione geografica, apparivano – a seguito di una declinazione non necessariamente proporzionale del principio di prossimità – limitative della partecipazione a dette procedure.”

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